14 Marzo Mar 2018 1852 14 marzo 2018

Chi era Vincenzina Marchese, moglie di Leoluca Bagarella

Il 15 marzo su Rai Due va in onda Il Cacciatore, attesa serie tv sulla mafia. La storia della moglie del boss di Corleone che si uccise impiccandosi.

  • ...
Leoluca Bagarella

C'è molta attesa per Il Cacciatore, che, badate bene, non è una fiction ma una serie tv sulla mafia, in onda su Rai Due dal 14 marzo. L'unica italiana selezionata ed in competizione a Cannes nell'ambito del primo festival dedicato alle serie internazionali.
Liberamente tratta dal libro Cacciatore di Mafiosi scritto dal magistrati Alfonso Sabella - e ispirato alla sua vera storia - racconta una delle pagine più spettacolari e cruente della lotta tra lo Stato e la mafia siciliana nei primi Anni '90: l'arresto di boss come Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Vito Vitale, Pietro Aglieri e tanti altri, responsabili di pagine dolorose della recente storia d'Italia.

Il boss Leoluca Bagarella.

VINCENZINA, LA MOGLIE SUICIDA DEL BOSS

Nel cast , tra gli altri, c'è anche Roberta Caronia, che interpreta una donna di mafia: lei era Vincenzina Marchese, moglie di Leoluca Bagarella, boss di Corleone classe 1942. Assassino spietato, detto don Luchino, è fratello di Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina. Inizia la sua carriera come sicario del boss, di cui diventerà il braccio destro. Tuttora Bagarella è detenuto nel carcere dell’Aquila al 41 bis dal giorno del suo arresto, il 24 giugno 1995, in esecuzione di vari ergastoli comminati per centinaia di omicidi.
Il 12 maggio 1995 la moglie Vincenzina, rimasta sola nel suo appartamento, si impiccò a 48 anni. Si dice che fosse in uno stato depressivo, aveva da poco abortito ed era la seconda interruzione spontanea di gravidanza nel giro di due anni.
Quando un paio di anni più tardi Bagarella venne arrestato, scrive Repubblica, aveva al dito la fede nuziale di Vincenzina e al collo un medaglione d'oro con la sua fotografia. Perché secondo un'antica tradizione, i palermitani si legano indissolubilmente alle persone care scomparse attraverso gli oggetti preziosi portati in vita. In più, c'era il biglietto d'addio che il marito («merita una statua d'oro», diceva lei di Bagarella) custodiva in un portagioie sotto una cornice d'argento con l'immagine sorridente di Vincenzina.
«Per evitare che qualcuno si accorgesse che Vincenzina era morta la vestimmo di tutto punto, le mettemmo il cappotto e la pettinammo», raccontò il pentito di mafia pentiti Toni Calvaruso che la trovò stesa sul letto. Così Vincenzina fu infilata nell'auto del boss e da allora di lei non si è saputo più nulla. Il suo corpo è sepolto chissà dove, «forse in un giardino», ha detto il pentito Toni Calvaruso

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso