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Diritti

13 Marzo Mar 2018 1822 13 marzo 2018

Chi è Claudette Colvin, l'attivista che venne prima di Rosa Parks

Aveva solo 15 anni quando fu arrestata per non aver fatto sedere una ragazza bianca sul bus. Il fatto è quasi identico all'episodio 'storico' ma è successo nove mesi prima.

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Claudette Colvin

Quando parliamo di diritti civili, negli Stati Uniti, i primi nomi che vengono in mentre sono Martin Luther King e Rosa Parks. Il primo è stato un punto di riferimento per la comunità afroamericana: grazie alle sue idee e alle sue proteste, infatti, lottò per raggiungere l'uguaglianza al di là del colore della pelle. Merito anche del secondo personaggio citato, Rosa Parks, che il primo dicembre del 1955 venne arrestata perché non voleva cedere il suo posto a un uomo bianco, nonostante il richiamo dell'autista. In quegli Stati Uniti, infatti, esisteva la segregazione razziale, cioè c'erano dei luoghi per i neri e dei luoghi per i bianchi. Era la legge di allora. Chi non ubbidiva, veniva arrestato, processato e condannato. Nonostante l'episodio della Parks sia rimasta nella storia come il primo esempio di disobbedienza all'America razzista, nove mesi prima, una ragazzina di 15 anni aveva fatto esattamente la stessa cosa, nella stessa città. Si chiama Claudette Colvin e oggi ha 78 anni. Il 10 marzo 2018, la Bbc ha intervistato l'attivista che ha raccontato nel dettaglio cosa successe il 2 marzo 1955 a Montgomery, in Alabama.

Io e i miei amici volevamo tornare a casa con l'autobus, così abbiamo deciso di entrare dalla porta anteriore. I bianchi erano sempre seduti davanti e le persone di colore erano sedute sul retro. L'autista dell'autobus aveva l'autorità di assegnare i posti, così quando altri passeggeri bianchi salirono sul bus, ci chiese di lasciare i sedili a loro. Voleva che abbandonassi il mio posto per una persona bianca, e l'avrei fatto per una persona anziana, ma questa era una giovane donna bianca. I miei amici si erano alzati con riluttanza ma io sono rimasta seduta vicino al finestrino.

Poi arrivò la polizia, salì sul mezzo e portò via Claudette Colvin. Invece di essere messa in un centro di detenzione minorile, la giovane attivista fu portata in una prigione per adulti e messa in una piccola cella vuota, con solo un lavandino rotto e una branda.

Ero spaventata. Semrbava come quei film western in cui mettevano il bandito nella cella e si sentivano le chiavi. Posso ancora sentire chiaramente il clic della serratura. Ho aspettato per circa tre ore che mia madre arrivasse per salvarmi. Sapeva che ero delusa dal sistema e da tutte le ingiustizie che ricevevamo quotidianamente e mi ha disse: «Bene, Claudette, finalmente l'hai fatto».

Sia Rosa Parks, sia Claudette Colvin erano della stessa città. E si conoscevano bene. All'epoca, infatti, Parks era una sarta in un grande magazzino locale ma era anche una segretaria dell'Associazione nazionale per l'avanzamento della gente di colore di Montgomery.

Ero attiva nel suo gruppo giovanile e ci incontravamo ogni domenica pomeriggio. Rosa Parks era tranquilla, molto gentile, ma diceva sempre che dovevamo lottare per la nostra libertà.

Insomma, Rosa Parks era il volto giusto per rappresentare la causa, ruolo che non era tagliato per una 15enne. In più, Claudette Colvin, poco tempo dopo l'arresto, rimase incinta.

Hanno detto che non volevano usare un'adolescente incinta perché sarebbe controverso e la gente avrebbe parlato più della gravidanza che del boicottaggio.

Così, la Colvin rimase nell'ombra mentre la protesta iniziava. A dire il vero, rimase ai margini fino al 1956, quando testimoniò in un'aula di tribunale e raccontò del suo arresto. Nello stesso anno ci fu la vittoria della comunità afroamericana: la segregazione razziale non era più legale. Ma la storia di Claudette Colvin rimase nascosta fino al 2009, quando lo scrittore Philip Hoose pubblicò integralmente e per la prima volta il racconto.

Ha detto che voleva che la gente conoscesse quella 15enne perché, in realtà, se non avessi fatto il primo grido di libertà, non ci sarebbe stata un Rosa Parks, e dopo Rosa Parks, non ci sarebbe stato sono stato un Dr King. Ho vissuto per vedere questo cambiamento.

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