7 Marzo Mar 2018 1148 07 marzo 2018

Le frasi più belle di Anna Magnani

Il 7 marzo di 110 anni fa nasceva una delle attrici simbolo della storia del cinema. Umana, profonda, malinconica: la ricordiamo con le sue migliori citazioni.

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Anna Magnani

Umana, intensa, vera, malinconica. Era il 7 marzo 1908, e a Roma nasceva una delle più grandi attrici del cinema italiano: Anna Magnani. La sua vita fu da subito difficile: la madre, una sarta di Ravenna, la abbandonò da piccola, mentre non conobbe mai il padre naturale. Anna cresce con la nonna, studiando Arte Drammatica, e portandosi sempre dietro quel dolore che la aveva accompagnata fin da piccola. Un vissuto difficile che la porta comunque molro lontano: nel 1926 debutta sul palcoscenico e diventa famosa nel 1945 con Roma città aperta di Roberto Rossellini. Da lì la sua carriera è in ascesa: assieme ad Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, diventa una delle figure più importanti della romanità cinematografica del XX secolo.
Certo, tutti ricordiamo la Magnani per i suo talento smisurato, ma anche per l'intensità e la profondità che la rendevano non solo diversa dalle altre, ma unica. Come dimostrano le sue frasi più famose.

Non toglietemi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care.

L'importante è non avere le grinze al cervello. Quelle in faccia prima o poi t'aspettano al varco.

Non so se sono un'attrice, una grande attrice o una grande artista. Non so se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto.

Le grandi passioni non esistono: sono fantasie dei bugiardi. Esistono solo i piccoli amori che possono durare poco oppure a lungo.

I tempi felici sono brevi. A sommarne gli attimi in una vita, non fanno una settimana. Eppure la vita è bella lo stesso.

Il fatto è che le donne come me si attaccano soltanto agli uomini con una personalità superiore alla loro: e io non ho mai trovato un uomo con una personalità capace di minimizzare la mia. Ho trovato sempre uomini, come definirli? Carucci. Dio: si piange anche per quelli carucci, intendiamoci, ma sono lacrime di mezza lira.

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