Oscar 2018

Oscar 2018

4 Marzo Mar 2018 1900 04 marzo 2018 Aggiornato il 05 marzo 2018

Alessandra Querzola, l'italiana candidata agli Oscar 2018

Non c'è stato solo Luca Guadagnino: fra i candidati per la Migliore scenografia c'è anche la triestina che ha curato le ambientazioni di Blade Runner 2049.

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Alessandra Querzola Blade Runner 2049

A voler parlare di Oscar 2018 si finisce a parlare di due cose, soprattutto: delle quattro candidature di Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, che gli americani hanno molto amato, e di quanto Lady Bird di Greta Gerwig sia stato il film giusto al momento giusto, nella Hollywood del dopo Weinstein. Il regista palermitano, comunque, non è l'unico orgoglio nazionale presente a questa 90esima edizione. Oltre a lui c'è stato anche un altro nome italiano in gara (ma non ha vinto), quello di Alessandra Querzola, arredatrice di scena per Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve. Suoi rivali i colleghi che hanno curato le ambientazioni de La Bella e la Bestia, Dunkirk, La forma dell'acqua e L'ora più buia. Una categoria, quella di Miglior scenografia, che rientra fra i cosiddetti premi tecnici: qui le maestranze del nostro Paese sono spesso presenti (e vincenti).

«QUELLO È IL MIO MOMENTO»

Di Blade Runner 2049 molti hanno apprezzato il forte impatto visivo: la fotografia, la luce, i colori. L'ambientazione e gli arredi, dietro ai quali c'è Querzola, hanno avuto un peso fondamentale. Ricreare lo spirito futuristico e insieme retrò dell'originale non era cosa facile: si trattava di ricercare e immaginare un intero mondo. In un'intervista a Il Piccolo la scenografa ha detto che il suo è «un lavoro empatico, intuitivo, perché le cose sono da qualche parte: tutto sta nel trovarle». Alcuni pezzi, come gli sgabelli usati nelle scene dell'hotel dove si rifugia Harrison Ford, sono stati comprati per qualche decina di euro su Ebay, mentre altri, come il bancone del bar, sono stati commissionati appositamente per le riprese del film. Per ricoprire un intero interno di moquette, poi, è arrivata a spendere fino a 50mila dollari. Quello che teneva tutto insieme, spiega la triestina su Variety, era la visione di Villeneuve: «Ha avuto sempre in mente una chiara idea di quello che voleva. Era lui a darci le indicazioni iniziali, su cui poi, insieme a Roger Deakins, il direttore della fotografia, abbiamo costruito il linguaggio e le immagini».
E se il sequel del cult di Ridley Scott è stato il risultato di un forte lavoro di squadra, Querzola sa anche riconoscere le peculiarità del suo ruolo. Sempre su Variety: «Allestire un set è come dipingere. Lo devi fare con sicurezza, perché sai di essere sullo stesso piano di tutti gli altri e perché hai svolto il tuo dovere. Quello è il mio momento. Nessuno può intaccare il mio entusiasmo mentre sto decorando una scena».

DA TRIESTE A HOLLYWOOD, PASSANDO PER ROMA

Quella per Blade Runner 2049 è la sua prima candidatura agli Oscar, ma alle spalle Alessandra Querzola ha collezionato una serie di collaborazioni importanti. Per citarne alcune, ha partecipato alle riprese di Avengers: Age of Ultron, Gangs of New York di Scorsese e 007: Skyfall. La sua gavetta, come ricorda lei stessa, fu quella classica, in cui ti avvicini al mestiere facendo un po' di tutto. Durante gli anni dell'Accademia di Belle Arti a Venezia cominciò lavorando sui vari set e nei teatri, come aiuto sarta o dove c'era bisogno, anche cucendo barbe e baffi all'uncinetto. Classe 1960, non rinuncia facilmente al legame con Trieste, dove ammette di tornare appena riesce: «In realtà è come se non fossi mai andata via». La notizia della nomination, però, l'aveva raggiunta a Roma, dove vive ormai da anni, durante la ricerca del vestito per i Bafta: «Ero in un negozio con un’amica, quando l’ho sentita piangere. Lei stava guardando sul cellulare: così ho capito che avevo ottenuto la candidatura».

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