Elezioni 2018

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1 Marzo Mar 2018 1827 01 marzo 2018

Chi è Paola Giannetakis, la Ministra dell'Interno scelta dal M5S

In un ipotetico governo guidato da Luigi Di Maio, lei prenderebbe il posto di Marco Minniti. Conosciamola meglio.

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Paola Giannetakis Ministri 5 Stelle

Quello di Paola Giannetakis è un nome che ultimamente circolava molto. Il motivo? Era un papabile nome da inserire nella lista dei ministri che il Movimento 5 Stelle vuole inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indipendentemente dal risultato delle elezioni. Il primo marzo 2018, c'è stata la conferma: la politica è ufficialmente candidata a un posto come Ministro dell'Interno, in caso di vittoria di Luigi Di Maio & co alle politiche del 4 marzo 2018. Su 17 ministri (con e senza portafoglio), cinque sono donne: oltre a lei e ad Alessandra Pesce (annunciata qualche giorno prima), ci sono anche Emanuela Del Re (Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Elisabetta Trenta (Ministra della Difesa) e Filomena Maggino (Ministra per la Qualità della Vita e lo Sviluppo Sostenibile). Ora che la notizia è ufficiale, conosciamo meglio Paola Giannetakis.

Nome completo: Paola Giannetakis.

Nata a: Perugia.

Nata il: 26 novembre 1972.

Età: 45 anni.

Formazione politica: Movimento 5 Stelle.

Candidata: alla Camera dei Deputati, collegio uninominale Umbria 1 - Perugia.

Professione: politica, docente universitaria, collabora con le forze di polizia ed è stata consulente tecnico in vari casi giudiziari.

Dove insegna: Studi Link Campus University a Roma.

Laurea: in psicologia, in criminologia e in giustizia penale, si è specializzata in scienze comportamentali applicate alle investigazioni, alla security e all’intelligence, tra Italia, Stati Uniti e Gran Bretagna.

Cosa propone come (ipotetica) Ministra dell'Interno: Implementazione con 10 mila unità delle forze di polizia, rimodulazione e valorizzazione delle risorse e motivazione delle stesse, anche attraverso un reale sistema meritocratico e revisione delle attuali condizioni salariali. Con lei il M5s vorrebbe introdurre anche in sistema di 'sicurezza partecipata'.

Perché si è candidata con il Movimento 5 Stelle: «Ho accolto l'invito a candidarmi pur non avendo fatto mai politica, per profondo senso di responsabilità e dalla convinzione che il mio impegno quale rappresentante della società civile è quello di trasferire conoscenze, esperienze e sensibilità in modo ancora più esteso negli interessi della collettività».

La sua idea di sicurezza: «Le sfide multidimensionali alla nostra sicurezza impongono la ricerca e l'applicazione di nuovi strumenti in grado di rispondere prontamente ed incisivamente alle emergenti minacce ed all'evoluzione dei fenomeni criminosi, dalla criminalità predatoria alle varie forme di violenza fino ad arrivare al rischio terrorismo nelle sue varie metamorfosi». Dunque «un uso intelligente dei sistemi intelligenti: pensiamo in generale alle videocamere in grado di raccogliere ed analizzare una quantità sempre maggiore di dati dal riconoscimento automatico di volti alla biometria comportamentale, a vari tipi di sensori opportunamente integrati che generano nella loro interezza, una sorta di enorme rete neurale, un volume di dati a disposizione degli analisti delle Forze di Polizia e degli organi di intelligence». È però anche necessaria «una progressiva umanizzazione degli spazi, nella prospettiva di realizzare smartcity intese da una parte come spazio sicuro ed interconnesso ai servizi di pubblica utilità ma dall'altro come aree sicure e libere dove vivere lontani dalla sindrome della paura, contesti salubri bilanciati tra sicurezza e tutela della privacy».

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