22 Febbraio Feb 2018 1445 22 febbraio 2018

Chi è Dana Loesch, la portavoce della lobby delle armi

Trumpiana della seconda ora, fervente cristiana, mamma e portavoce dell'Nra dalle idee ultraconservatrici. Conosciamola meglio.

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Dana Loesch Armi

Una cristiana timorata di Dio, come lei stessa si definisce, portavoce della Nra, l'associazione nazionale delle armi statunitense. È il profilo, ridotto all'osso, di Dana Loesch, la 40enne che mercoledì 21 si è confrontata pubblicamente con i ragazzi sopravvissuti al massacro di Parkland, in Florida. E che aveva il difficile compito di rappresentare gli interessi di una lobby che, anche davanti all'ennesima strage di innocenti, non ha nessuna intenzione di vedere regolato il florido mercato delle armi. Ci è riuscita? Sì e no, perché se è vero che da una parte la strategia di mostrarsi empatica nei confronti dei sopravvissuti ha sicuramente pagato, dall'altra non ha potuto fare altro che finire alle corde di fronte a domande molto precise che avevano l'intento di mettere lei e la gente che rappresenta di fronte alle proprie responsabilità.

SE LA COLPA È DEI «PAZZI»

Interrogata da una studentessa del liceo dove è avvenuta la sparatoria sull'opportunità di regolamentare il mercato delle armi in ottica restrittiva, Dana Loesch ha preferito deviare il discorso scaricando la colpa sull'autore del massacro, definendolo «un pazzo» e affermando che persone come lui non dovrebbero avere accesso alle armi. Ci ha pensato lo sceriffo Scott Israel a metterla alle strette, dicendo che l'unica risposta possibile ed efficace da parte dell'Nra sarebbe quella di ridurre il numero di armi circolanti negli Stati Uniti. E la sempre agguerrita Dana Loesch non ha potuto fare altro che spallucce e abbozzare.

UNA RAPIDA ASCESA

Da anni vicina ai conservatori del tea party, Dana Loesch non è nata repubblicana. Lo è diventata dopo l'11 settembre, e da quel momento in poi si è fatta rapidamente strada come opinionista conservatrice, passando dalla fama locale di Saint Louis, conquistata anche grazie al suo blog in cui all'inizio affrotava problemi da mamme, alla fama nazionale nel 2011, quando la Cnn la assunse come analista politica in vista delle elezioni del 2012. Molto più recente è la sua adesione alla Nra, invece: si è unita alla lobby nel 2017, iniziando in qualità di assistente del vice-presidente, ma già nel 2014 il suo libro Hands Off My Gun (Giù le mani dal mio fucile) aveva mostrato come la pensava sul tema.

TRUMPIANA DELLA SECONDA ORA

Se gli uomini dell'Nra decidono di mandare avanti le donne nei dibattiti post-stragi, come spiega il Guardian c'è un motivo ben preciso: nelle loro bocche, l'argomento secondo cui da madri si sentono più sicure con delle armi in mano, fa più presa sul pubblico, e suona paradossalmente più umano. È la retorica della difesa personale, che serve a sviare l'attenzione dell'opinione pubblica dal potenziale distruttivo delle armi. Dal canto suo, Loesch in questa retorica ci si è tuffata dentro con tutti e due i piedi, ma non ha perso tempo nemmeno nell'attaccare altre donne, criticando la Women's March, e schierandosi con Donald Trump pur avendo appoggiato in passato Ted Cruz.

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