16 Febbraio Feb 2018 1010 16 febbraio 2018

Chi è Michela Moioli, oro nello snowboard a Pyeongchang 2018

Secondo successo italiano alle Olimpiadi invernali. Anche stavolta per merito di una donna. Che per trionfare ha dovuto imporsi una rigorosa disciplina mentale.

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Michela Moioli 2

Nemmeno 23 anni e già una medaglia d'oro. È la favola di Michela Moioli, che è arrivata alle Olimpiadi invernali 2018 di Pyeonchang dettando alle avversarie la propria legge nella disciplina dello snowboard cross. D'altronde, il suo palmarés già lasciava presagire che Michela fosse pronta al colpo grosso. Due bronzi, nel 2015 e nel 2017, nei mondiali a Kreischberg e in Sierra Nevada, inframezzati dalla vittoria della Coppa del mondo nel 2016. Il secondo ora per l'Italia a queste Olimpiadi, il secondo conquistato da una donna. Una statistica che conta, e che nasce tutta da un forte orgoglio femminile, come ha raccontato la stessa Moioli: «Le donne sono le donne, abbiamo una marcia in più. Aver visto vincere Arianna mi ha dato la carica e mi sono detta: 'Non voglio argento o bronzo, io sono qui per l'oro'». E oro è stato.

VITTORIA NETTA

Nata ad Alzano Lombardo nel 1995, Michela Moioli ha sempre saputo che per vincere avrebbe dovuto puntare sulla calma e sulla sicurezza interiore, oltre che sulla pura performance fisica. Prima delle Olimpiadi aveva avvisato, in un'intervista a la Stampa: «Io devo stare tranquilla, concentrarmi su quello che di me va bene e non avere il patema del risultato a tutti i costi». Ma il risultato alla fine è arrivato, e migliore non poteva essere: basta vedere il video della gara, dove Michela ha trionfato staccando nettamente le avversarie.

VINCERE NELLA TESTA

La strada per l'oro non è stata sempre facile. In passato Michela ha buttato via diverse occasioni a causa di errori evitabili, dovuti probabilmente all'inesperienza e alla fame di vittoria che la spingeva ad andare troppo oltre. Ma, nel giro di pochi anni, ha capito quali erano i suoi errori. E, come detto, la vittoria l'ha costruita proprio a partire dalla testa: «Determina il 70/80% del risultato. Da qualche tempo sono seguita da una psicologa, Lucia, e questo mi aiuta molto, soprattutto a liberarmi dall’agitazione che alcune volte, soprattutto negli anni passati, mi frenava», ha rivelato in un'intervista al Corriere prima di partire per la Corea del Sud.

L'INTUIZIONE DELLA MAMMA

E dire che la sera prima della vittoria per un attimo le era sembrato che tutto dovesse volgere al peggio: «Avevo visto la gara degli uomini e avevo avuto paura: ieri sera ho pianto, poi sotto la doccia mi sono fatta un discorso automotivante, sono stata a cena con la mia famiglia e ho dormito serena. E oggi è stato tutto perfetto», ha raccontato ai giornalisti, come riportato da Repubblica. D'altronde, Michela è un po' una predestinata: sulla tavola ci è finita a sette anni insieme alla sorella per volere della madre, secondo cui gli sci erano una disciplina fin troppo affollata. Un'intuizione inseguita per 15 anni, e che alla fine ha regalato a Michela quello che, per ora, è il momento più bello della sua carriera.

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