13 Luglio Lug 2017 1930 13 luglio 2017

Una storia d'amore e di protesta

È scomparso a 61 anni il dissidente cinese Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace nel 2010. Fino all'ultimo ha lottato per portare con sé all'estero la moglie Liu Xia, che vive agli arresti domiciliari.

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La notizia era attesa da tempo, ed è arrivata il 13 luglio: il premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo è scomparso all'età di 61 anni. Lo ha sconfitto un cancro al fegato, quando le autorità cinesi erano riuscite "solo" a imprigionarlo, a più riprese. L'ultima nel 2009, per «incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato», dopo la firma del documento Carta 08 con cui, insieme ad altri dissidenti, chiedeva più libertà e il rispetto dei diritti umani. Morto nell'ospedale di Shenyang, dove rifiutava di essere intubato temendo che ciò lo rendesse non più trasportabile, Liu Xiaobo ha chiesto fino all'ultimo di essere trasferito in un ospedale all'estero, ma il governo cinese gli ha sempre negato questa possibilità. Non lo avrebbe fatto tanto per sé, ormai terminale, quanto per l'amata moglie Liu Xia che, in un Paese straniero, avrebbe potuto poi continuare vivere in libertà.

LA SVOLTA DOPO TIENANMEN
La loro lunga storia d'amore e di protesta è iniziata negli Anni '80. Come racconta il Guardian, lui era un professore universitario, intellettuale e donnaiolo, lei un'impiegata statale in un ufficio delle tasse a Pechino, con la passione della poesia. Si conobbero verso la metà del decennio quando, entrambi sposati, frequentavano lo stesso giro di amici bohemien. L'anno di svolta fu il 1989, il luogo Piazza Tienanmen. Liu Xiaobo, visiting professor alla Columbia University, tornò in Cina per scendere in piazza con gli studenti e per i suo ruolo nelle proteste fu condannato a 19 mesi di carcere. La prigionia contribuì a far finire il suo matrimonio, e in questo lasso arrivò al capolinea anche quello di Liu Xia.

SPOSATI E SPESSO SEPARATI
Una volta terminata la condanna, tra i due scoppiò l'amore. Anime gemelle, si 'condannarono' a una vita difficile, fatta di lunghi periodi di separazione. E per questo, decisero di non avere bambini: «Avere il padre in prigione è una cosa crudele da far passare a un figlio», disse lei a un'amica. Si sposarono nel 1996, mentre Xiaobo era in detenzione in un campo rieducativo, e ci sarebbe rimasto per altri tre anni. Fuori e dentro di prigione, fuori e dentro di prigione. Era questa la vita del dissidente Liu Xiaobo, a cui dava voce la moglie, parlando a suo nome sui diritti umani. I due non sono stati più liberi insieme dal dicembre 2008, da quando lui era stato arrestato l'ultima volta.

IL CROLLO AGLI ARRESTI
Dopo il premio Nobel per la Pace, lei è finita agli arresti domiciliari nella sua casa di Pechino. Isolata da tutti e da tutto, senza telefono e Internet, persino dai famigliari, sempre sorvegliata dalla polizia, Liu Xia è crollata. Se nel 2010 «si poteva scambiare per una studentessa nonostante i suoi 49 anni», grazie alla «figura snella» e alla «presenza luminosa» (parole del Guardian, che l'aveva intervistata, ndr), appena un anno dopo alcuni giornalisti la intervistarono, irriconoscibile, tra tremori e crisi di pianto: «Non so nemmeno che giorno è. Credo che nemmeno Kafka avrebbe potuto scrivere qualcosa di assurdo come la mia situazione», disse. Nel 2014 Liu Xia ha avuto un attacco di cuore e, recentemente, ha perso entrambi i genitori. Fino all'addio più difficile, quello il 13 luglio.

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