Intervista all'autore 23 Novembre Nov 2013 1508 23 novembre 2013

L'altra Oriana Fallaci

Generosa, dolce, gelosa. Il lato nascosto della giornalista prepotente nella prima biografia autorizzata.

  • ...
fallaci_h_partb

Oriana Una Donna. Di Cristina De Stefano. Ed. Rizzoli, 301 pg, 19 euro.

Ci sono le frasi dedicate a François Pelou, direttore di France-Presse incontrato in Vietnam, l'amore mancato e sofferto per Alfredo Pieroni, la passione travolgente per Alexandros Panagulis.
E persino il matrimonio, mai raccontato sinora, con un imam iraniano, unico espediente possibile per consentirle di intervistare l'ayatollah Khomeini e l'innamoramento quasi adolescenziale per Paolo Nespoli, quando lei aveva 57 anni e lui, aspirante astronauta, soltanto 28.
È una Fallaci inedita quella raccontata da Cristina De Stefano in Oriana Una Donna, grazie a un lavoro di ricerca durato tre anni tra l'Italia e gli Stati Uniti.
Unica autorizzata dalla famiglia a scrivere una biografia di una figura complessa, che era solita ripetere: «Io non ho mai autorizzato, né autorizzerei mai, una mia biografia personale. Non affiderei mai a un'altra persona la storia della mia vita: i biografi sono traditori come i traduttori e in buona o cattiva fede sbagliano sempre. E poi sono ossessionata dalla privacy».
Una bella sfida, che la De Stefano ha deciso di raccogliere per raccontare al pubblico il volto, intimo e tenero, della «giornalista prepotente».
Il lato più umano e fragile di una donna che è passata alla storia come fredda e dura.
Eppure anche a lei capitò, per esempio, di innamorarsi senza essere corrisposta: «Oriana aveva 28 anni e sino ad allora si era concentrata sul suo desiderio di bambina: diventare scrittrice» racconta a LetteraDonna.it la De Stefano a Milano per la presentazione ufficiale del libro a BookCity 2013. «Stava già facendo i conti con il fatto che di soli libri non poteva vivere, trovandosi in qualche modo costretta a scegliere come strada il giornalismo. Incontrò Alfredo Pieroni, corrispondente a Londra per La Settimana Incom illustrata e si trovò del tutto impreparata all'amore, alle emozioni, al turbamento».

D: Dov'era all'epoca l'Oriana che si era messa la «carogneria come corazza»?
R: Non esisteva ancora. Fu proprio dopo Pieroni che cominciò a indossare la maschera di donna impermeabile a qualunque emozione. Nelle lettere che gli scriveva c'è un'Oriana dolcissima e fragile: sognava una vita di coppia, diceva che era disposta ad abbandonare tutto, anche il lavoro, per quel sogno. Mendicava amore, scusava tutto e giustificava tutto. Si umiliava e si cancellava davanti all'uomo che amava. Era così vulnerabile venne ferita profondamente, nel corpo con la perdita del figlio che aspettava, e nell'anima.
D: Ma in Vietnam l'incontro con François Pelou la rimise in gioco.
R:
«Quando amo un uomo divento tenera come un agnello», scrisse in un appunto. E di questo veterano del giornalismo incontrato a Saigon diceva: «È difficile dire quando nasce un amore. Te lo trovi addosso come una malattia e t'accorgi d'esser malato solo al momento in cui i sintomi si fanno evidenti: ad esempio come un capogiro». Fu un amore travolgente e tormentato.
D. Perché Pelou era sposato.
R. Già e chissà, forse se Oriana non lo avesse messo alle strette con il suo «tutto e subito», prima o poi si sarebbe deciso a chiudere il suo matrimonio. Ma fu lei a rompere, brutalmente, inviando alla moglie tutte le lettere che si erano scambiati.
D: Poi la passione per Panagulis cancellò il passato...
R: Alex Panagulis incarnava perfettamente l'eroe archetipico. Il personaggio ideale da mettere al centro del grande romanzo d'amore che Oriana intendeva scrivere da tempo. E in qualche modo l'estensione della ricerca della figura eroica che, dal padre ai partigiani, Oriana aveva sempre avuto come modello di vita.

Oriana Fallaci e François Pelou in Vietnam. Credits @collezione privata Oriana Fallaci.

D: Eroi che Oriana ricopriva di regali.
R: Sì, in una curiosa inversione di ruoli, era lei a gestire in modo molto maschile i termini della relazione: aveva un rapporto con il denaro molto libero, le piaceva spendere e in particolare comprare cose belle per le persone che amava. A Pelou, per esempio, regalò una spyder. E in generale, si è sempre calata nel ruolo della donna potente, salvifica: di fatto, è stata lei a salvare, almeno per qualche anno, la vita a Panagulis.
D: Come è successo con l'ultimo dei suoi compagni: Paolo Nespoli, l'astronauta allora 28enne...
R: Accadde tutto a Beirut, dove Oriana, che all'epoca aveva 57 anni, era andata a visitare il contingente italiano. E rimase colpita dal sergente Paolo Nespoli, un suo ammiratore. Si avvicinarono, si conobbero, lei lo spinse a tirare fuori le sue vere aspirazioni. Lui le confessò che voleva  fare l'astronauta: «E perché no? Sei giovane e ca­pace, e se questo è il tuo sogno de­vi crederci e darti da fare!», gli disse lei. Che gli fece imparare l'inglese e lo portò a New York perchè si iscrivesse a Ingegneria Aerospaziale.
D. E dove si innamorarono.
R. Sì Oriana si arrese alla bellezza di un amore così inatteso: «Avevo giurato che mai più avrei toccato un uomo. Poi ho incontrato te», gli scrisse in una lettera. Era consapevole che si trattava di un amore condannato a finire presto, ma lo vive con grande dolcezza e onestà: «Noi due insieme siamo un'eresia/un'ipotesi da scartare/un fenomeno da studiare (...). Nessun conto torna tra noi/né l'età né l'altezza né il peso/ né il mestiere né l'indirizzo (...). Ma allora perchè/noi due insieme/ siamo così felici e comodi?», gli scrisse in una delle tante lettere dedicata a questo amore, tenuto sempre nascosto. Ma vissuto fino in fondo, perchè, ricordava sempre: «Non si può vivere senza amore. Io ci ho provato, ma non ci sono riuscita».
D: Una vita da romanzo, insomma, a cui Rai Fiction nel 2014 vuole dedicare una miniserie. Raccontando anche il matrimonio rocambolesco di Oriana.
R: Allora era in Iran per intervistare Khomeini e fu costretta a firmare un contratto di matrimonio provvisorio con il suo autista, perchè sorpresa da un mullah mentre era sola con lui in una stanza, intenta a cambiarsi prima del colloquio con l'ayatollah. Ma sbagliò a mettere una firma sul documento e di fatto, sino alla sua morte, è risultata sposata con un mullah iraniano. Una casuale e bellissima contraddizione, per lei che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a scuotere le coscienze, scrivendo del mondo islamico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso