27 Agosto Ago 2019 1646 27 agosto 2019

Alla regata Storica di Venezia le donne valgono la metà degli uomini

Le atlete prime classificate nella competizione delle mascarete a due remi prenderanno tanto quanto viene riconosciuto all’ultimo classificato dei maschi nella gara dei gondolini a due remi. Sì, avete capito bene.

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Regata Storica 2019 Venezia Donne Discriminate

Donna, ricorda: quando paghi le tasse le paghi come gli uomini, ma quando fai la Regata Storica di Venezia, vali la metà. Ergo: se arrivi prima prenderai un premio pari a quello riservato all’ultimo degli uomini.

Il teatro dell’assurdo, non riesco a trovare altro vocabolo, è un evento prestigioso che raccoglie patrocini e soldi pubblici, sponsor prestigiosi, autorità e media del territorio. La questione? Semplicissima e neanche alla sua prima volta, anzi trattasi di tradizione discriminatoria consolidata: le atlete prime classificate nella competizione delle mascarete a due remi prenderanno tanto quanto viene riconosciuto allultimo classificato degli uomini nella gara dei gondolini a due remi. Si, avete capito bene: le prime prenderanno quanto l’ultimo degli uomini.

E siccome non fa già abbastanza indignare il fatto che sia così, a rimarcarlo (non si sa mai vi venisse in mente che sia una fake news), e a dirci le cifre è niente meno che il Comune di Venezia che nel suo sito snocciola orgoglioso la suddivisione del montepremi, come ricorda La Nuova di Venezia: ai primi classificati della categoria uomini ben 1995 euro netti a testa, 1869 vanno ai secondi, 1745 ai terzi e via via fino al nono con 998. Per le donne cifre dimezzate: alle prime classificate spettano 976 euro, alle seconde 915, alle terze 954 e via via scalando, fino alla riserva che ne prende 407. A questa decisione inaccettabile si sono opposte alcune coraggiose vogatrici come Elena Almasi e Gloria Rogliani, ma a nulla è servito. La cosa che rende tutto ancora più inaccettabile è che i soldi con cui si finanziano i montepremi sono per circa il 70% proprio soldi pubblici, ossia quelli che anche grazie alle tasse del 52% della popolazione italiana, le donne, vengono affidati alle Istituzioni.

Ora, a me piacerebbe capire se gli organizzatori, le Istituzioni e gli Sponsor dell’evento non ritengono che sia umiliante per atlete che fanno la stessa fatica, mettono lo stesso impegno e godono degli stessi diritti di cittadinanza, l’essere trattate come se valessero la metà. Mi piacerebbe chiedere se un’Istituzione come il Comune di Venezia conosce l’art. 3 della Costituzione e come mai pensa che in questo caso non debba essere applicato. Ma, soprattutto, mi piacerebbe sapere cosa pensano i marchi che hanno sponsorizzato la Regata: quale immagine stanno dando alla loro clientela femminile e ai clienti che credono nella parità di genere e nel rispetto che alle donne è dovuto? Come mai qui non sentono, i direttori marketing, che la loro brand reputation rischia di perdere colpi e di catalogarli tra quei marchi che non sono interessati alle pari opportunità.

Assist Associazione nazionale atlete ha annunciato oggi che una trentina di lettere sono pronte proprio per chiedere lumi ad Istituzioni, sponsor e media e l’auspicio è che, magari appena capiremo che Governo guiderà l’Italia, qualche parlamentare presenti una interrogazione.

Di certo però una cosa si può fare subito: manifestare tutti la nostra indignazione. Donne e uomini. Non esistono giustificazioni a una decisione simile, a maggior ragione quando i soldi sono della collettività. Bene, diciamoglielo: mandiamo mail, scriviamo sui social, parliamone sui media e sui blog. Io sono convinta che questa sarà l’ultima edizione con il Montepremi della discriminazione, ma perché sia così tutti dobbiamo sentirci investiti di questa battaglia di civiltà e rispetto. Facciamolo per le vogatrici che gareggeranno tra qualche giorno, ma soprattutto facciamolo per le bambine che hanno il diritto di sognare di prender parte a una Regata così affascinante senza sentirsi cittadine di serie B.

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