Sessismo

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12 Luglio Lug 2019 1316 12 luglio 2019

Perché Matteo Salvini non è femminista

Secondo la giornalista Annalisa Chirico il vicepremier, con i suoi modi (sessisti), tratterebbe le donne alla pari. Peccato che la storia recente del ministro e della Lega sia impregnata di misoginia. 

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Annalisa Chirico Salvini Femminista

«Matteo Salvini è un superfemminista. Crede nella parità tra uomo e donna al punto che tratta le donne alla pari, nel bene e nel male. Chiamando Carola (Rackete, la capitana della Sea Watch 3, ndr) 'sbruffoncella' l'ha elevata a interlocutrice politica, insomma le ha fatto un regalo». Parole che ha pronunciato Annalisa Chirico, firma deIl Foglio, durante un'intervista sul quotidiano Libero. «Le donne non hanno bisogno di trattamenti speciali o corsie preferenziali, non siamo mica figlie di un dio minore. Sappiamo essere dolcissime e stronzissime, glielo assicuro. Ci sono perfino donne, alcune siedono in Parlamento, che usano termini volgari come e più degli uomini. Per questo non mi preoccupa il linguaggio di Salvini, il suo essere un po' trucibaldo, mi inquieta piuttosto chi come Vincenzo Spadafora (sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, ndr) vuole censurare le parole per censurare il pensiero. Ci vogliono asserviti alla dittatura del politicamente corretto». D'accordissimo sul fatto che le donne non debbano essere trattate diversamente dagli uomini, ma da qui a definire il vicepremier leghista non solo «femminista», ma «superfemminista» ce ne passa.

IL 'FEMMINISMO' DI SALVINI E DEL SUO PARTITO

Stiamo parlando del capo politico di un partito che ha aderito gioiosamente al Congresso mondiale delle famiglie 2019 che, come abbiamo raccontato diffusamente, non era proprio dalla parte dell'emancipazione femminile, anzi. Del partito politico di cui fa parte il senatore Simone Pillon, diventato celebre per un ddl contestato da più parti per la non considerazione che ha nei confronti delle donne, anche vittime di violenza, in fase di separazione. O ancora di una Lega che sia a livello locale che a livello nazionale prova continuamente a limitare il diritto all'aborto, manco fossimo in Alabama. Per non dimenticare tutte le criticità del Codice Rosso voluto e portato avanti dalla maggioranza di cui il vicepremier fa parte, nonostante le richieste ed esortazioni delle associazioni che si occupano di abusi sulle donne. O l'idea di riaprire le casa chiuse. E poi gli attacchi sessisti più o meno velati nei confronti delle avversarie politiche e non. Da Laura Boldrini alle ragazze che manifestano contro di lui e il suo governo fino alla giudice che ha liberato Carola. Attacchi che poi i suoi sostenitori trasformano in vere e proprie shitstorm (il termine inglese è decisamente più elegante) dalle quali lui non si è mai dissociato come faceva notare la scrittrice Michela Murgia in un lungo post di sfogo sulle sue pagine social. Insomma se questo è un (super)femminista siamo messi davvero male.

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