1 Luglio Lug 2019 1234 01 luglio 2019

L'arresto di Carola Rackete che ha sfidato il patriarcato

La capitana 31enne della Sea Watch 3 è accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e resistenza alle navi da guerra. Aiutare il prossimo è diventato ormai un crimine. 

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Carola Rackete Arrestata

Una donna è stata arrestata. Una donna è stata arrestata perché ha messo in salvo delle persone in mare. Perché per lei la vita delle persone, di tutte le persone, ha un valore. È stata arrestata a causa di una legge ingiusta che non dovrebbe neanche esistere. È stata arrestata perché ha rispettato altre leggi. Quelle del soccorso marittimo e a tutela dei diritti umani. Perché ha agito in nome di valori che dovrebbero essere inalienabili e invece si stanno via via sgretolando. Che, giorno dopo giorno, vengono messi in discussione, derisi, demoliti.

Una donna è stata arrestata perché non è stata al suo posto. Quello che di norma il patriarcato assegna alle ragazze. È stata arrestata perché non è stata in silenzio ma ha avuto il coraggio di agire secondo coscienza. Non per il proprio interesse ma per quello degli altri. Di donne, uomini e bambini fuggiti dalla Libia, dalla guerra e dalle brutalità più atroci. Una giovane donna di 31 anni, un’attivista, bianca, tedesca, laureata, poliglotta, ufficiale di navigazione da quando ne ha 23, è stata arrestata tra insulti indicibili, sessisti e misogini, minacce di morte e violenze. Tra l’indifferenza di molti e la rabbia di tanti altri, perché dopo aver atteso per giorni un’autorizzazione che non sarebbe mai arrivata, forse ha pensato «non me sta bene che no».

LEGGI ANCHE: Chi sono le donne a bordo della Sea Watch 3

Una donna, la capitana Carola Rackete al comando della Sea Watch 3, il 29 giugno 2019 è stata arrestata a Lampedusa con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e resistenza alle navi da guerra, perché si è permessa di sfidare uomini potenti, ma codardi. Gli stessi che un giorno si scagliano contro i presunti 'poteri forti' e un altro si rifugiano dietro l’immunità parlamentare. Una donna è stata arrestata per aver compiuto il suo dovere. Perché si è assunta le sue responsabilità anche a costo di rimetterci lei stessa. Perché ha scelto di aiutare il prossimo quando aiutare il prossimo nel nostro Paese, ormai, è diventato una bestemmia. Anzi, peggio: un crimine.

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