Femminismo

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31 Maggio Mag 2019 1702 31 maggio 2019

Una femminista può fare twerking?

L'esibizione di Miriam Ayaba a The Voice of Italy rilancia una discussione aperta dai tempi in cui Miley Cyrus ballava in questo modo per scandalizzare. Le opinioni a confronto. 

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Twerking Femminismo

Anche se non è il talent che amo di più, l'appuntamento con The Voice of Italy ormai è un must. A poche ore dalle Battle, il 29 maggio, vi avevamo raccontato della trapper Miriam Ayaba e dei suoi testi femministi che poi la sera del 30 maggio ai Knockout ha conquistato la finale del programma prevista per martedì 4 giugno. Bene, proprio durante la semifinale ho scoperto di una polemica nata subito dopo la sua prima esibizione alle Blind audition quando la cantante si è giocata la sua occasione di far girare i coach interpretando il suo brano Amazzonia: «I social dicono che parla di femminismo e poi twerka. È solo un modo di ballare: si può essere femminista ballando qualsiasi genere senza rinunciare alla propria sensualità», ha esordito Elettra Lamborghini presentando la sua pupilla che ha colto la palla al balzo per dire la sua. «Femminismo è 'Io non sono necessariamente come appaio e ho la libertà di apparire come voglio'». E anche se sulla carta mi sento di sposare completamente questa teoria perché il femminismo credo che prima di tutto sia libertà di scelta, il tema mi ha incuriosito. Così mi sono rivolto a Google per capire come la vede il resto del mondo. A dir la verità le testate italiane non si sono occupate granché dell'argomento, mentre quelle in lingua inglese mi hanno dato più soddisfazione. E, come immaginavo, non c'è una risposta definitiva. Nemmeno all'interno della redazione di News3.0.

QUELLE CONTRO IL TWERKING

«Il twerking non è roba da femministe», dichiarava Annie Lennox in un'intervista con NPR. «Non è liberatorio, non dà potere. È solo una cosa sessuale che porti in scena», aveva aggiunto la voce degli Eurythmics che aveva poi attaccato l'iper sessualizzazione di cantanti come Beyoncé e Miley Cyrus. Quest'ultima, per altro, proprio per un'esibizione ad alto tasso di twerking con Robin Thicke era stata fortemente attaccata nel 2013. «Il business della musica se ne fotte di te e di tutte noi. Ti fanno prostituire e ti fanno pensare che questo sia il modo intelligente di fare arte, che è quello che vuoi. E quando finisci tutta sola in riabilitazione a causa di tutto questo, loro (i discografici, gli agenti, ndr) sono a prendere il sole sulle barche che si sono comprati vendendo il tuo corpo», scriveva Sinead O'Connor in una lettera aperta all'ex Hannah Montana. Sul caso all'epoca era intervenuta anche la scrittrice, giornalista e attivista statunitense Gloria Steinem: «Penso che abbiano visioni diverse del mondo. Io mi sento più vicina a quella di Sinead. Lei è una seria. Forse lo sono entrambe, ma non lo sappiamo ancora. Dobbiamo però ricordare il passato di Sinead (è stata abusata sessualmente, ndr). È stata coraggiosa nel sottolineare gli abusi sessuali da parte della Chiesa cattolica. Sono sicura che le faccia soffrire vedere una giovane donna che si dimentica di quanto questo tipo di sessualità possa essere pericolosa». Sono diversi gli editoriali di questo tipo usciti sulle testate internazionali e i blog. «Non possiamo fingere che agitarsi su un uomo fermo non sia altro che il prodotto di una cultura in cui domina la sessualità maschile. La libertà di scelta delle donne è centrale nel concetto di uguaglianza di genere, ma ciò non rende ogni scelta femminile per forza femminista», scriveva per esempio la rivista britannica New Statesman.

QUELLE CHE CONSIDERANO IL TWERKING UNA FORMA DI LIBERTÀ

Le dichiarazioni di Annie Lennox e di Sinead O'Connor avevano scatenato un vespaio all'epoca. La femminista Ashley Jordan per esempio spiegava come il nuovo femminismo stia lavorando su questi argomenti utilizzando la teoria dell'intersezionalità, secondo cui le nostre identità sono fatte di tante sfaccettature la cui sovrapposizione può portare all'oppressione e alla discriminazione: «Non è possibile rispondere alle domande: 'Cos'è il femminismo? Chi lo stabilisce?'. Il punto è proprio questo: il femminismo è un'esperienza individuale con la femminilità e l'empowerment, con il sessismo e la misoginia». Nel 2015 Beth Summerour su Medium.com in un articolato intitolato «Il mio diritto di twerkare» scriveva: «Le donne di tutte le razze hanno il diritto di twerkare. Abbiamo il diritto di esprimerci come esseri sessuali senza doverci poi vergognare. Abbiamo il diritto di chiamarci femministe. E abbiamo anche la responsabilità di porre fine alla pervasiva cultura esclusivista del femminismo». È del 14 febbraio 2019 uno degli editoriali più recenti che ho trovato. A firmarlo è la Charmaine Griffin dopo aver visto il video della canzone Twerk nata dalla collaborazione tra il duo musicale City Girls e la rapper Cardi B. «C'è qualcosa di speciale nel vedere le donne prendere possesso della loro sessualità e trasformarla in un inno. Questa canzone è un'ode alle donne che conoscono il loro potere. Dice alle femministe di prima generazione: 'Hey noi esistiamo'», commenta. «Quando li ascoltiamo, questo tipo di pezzi sembrano puro intrattenimento. Ma è solo un'impressione superficiale. C'è qualcosa di magico nel vedere le donne usare le loro voci per dimostrare che possono sia essere madri che essere sexy o ricche», conclude.

L'OPINIONE DELLE DONNE DELLA REDAZIONE

Non contento, ho provato a fare un piccolo sondaggio tra le donne della redazione. Anche qui le opinioni sono divise, con un piccolo vantaggio di chi pensa che il twerking possa essere femminista. «Se fatto consapevolmente non ci vedo niente di male», mi spiega una collega. «Abbiamo sicuramente problemi più seri che stare a guardare queste cose», risponde un'altra. «È solo un modo ballare», commentano altre. Il fronte del no invece sostiene che sia un modo volgare di porsi e di utilizzare il corpo per provocare il compiacimento maschile.

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