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Diritti

17 Maggio Mag 2019 0831 17 maggio 2019

La Giornata mondiale contro l'omofobia è ancora necessaria

Ricorre ogni anno il 17 maggio. E mai come nel 2019 è importante: i diritti LGBTI, anche quelli acquisiti, sono in pericolo nel mondo, ma anche in Italia. Chiedere al governo Conte. 

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Giornata Mondiale Contro L'omofobia 2019

Mai come nel 2019 la Giornata Mondiale contro l’omotransfobia ha un’importanza che va ben oltre il valore simbolico dell’orgoglio, della conquista dei diritti, della voglia di costruire un mondo che sempre più accolga e non discrimini. Intanto perché ricorre il 50esimo anniversario dei Moti di Stonewall, una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York che vengono considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Una ricorrenza la cui celebrazione è fissata il 28 giugno. Ma soprattutto questo 17 maggio ci ricorda i passi indietro che abbiamo fatto. Il ritorno alla paura e alla rabbia di dover non più solo conquistare nuovi diritti, ma dover difendere quello che abbiamo acquisito negli anni. D'altronde l’Italia è vergognosamente scivolata al 34esimo posto insieme all'Ucraina nella mappa dei diritti LGBTI. Il bel Paese, culla di arte e di cultura millenarie, è stato retrocesso insieme a Polonia, Bulgaria, Ungheria, Turchia, Serbia e Kosovo. Impossibile stupirsi, dopo aver ascoltato le frasi omofobe di esponenti del Governo e dopo aver non solo ospitato, ma patrocinato eventi come il Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona a marzo, in cui reazionari conclamati si sono dati appuntamento in nome di un 'ordine naturale' che sono solo bieche scuse per arraffare potere e soldi. Abbiamo visto passare in rassegna veri e propri manager dell’abbattimento dei diritti delle persone Lgbti. Gente che dichiara apertamente che lesbiche, gay e trans debbano sottoporsi a cure riparative e che il loro amore altro non è che una devianza patologica e quindi non meritevole di riconoscimento sociale.

UN PROBLEMA NON SOLO ITALIANO

Il vento di una nuova omofobia non è però solo un fatto italiano. Dalla Russia di Putin agli USA di Trump fino all’ultima vergogna planetaria del sultano del Brunei che ha appena introdotto la lapidazione per le persone gay (la la-pi-da-zio-ne…non riesco nemmeno a scriverlo dalla rabbia che mi prende), anche se poi si è dovuto ricredere a causa dell'ondata di indignazione che gli si è rivolta contro. Sembra incredibile nel 2019, nel terzo millennio, nell’era delle intelligenze artificiali e del futuro nello spazio, dover ancora parlare di questo. E invece in questa giornata sentiremo gli attivisti di tutto il mondo parlare non solo di negazione dei diritti umani, di diritti negati alle famiglie omogenitoriali, di bambini discriminati perché con due padri o con due madri, ma di un preciso disegno delle estreme destre di annullare tutte le conquiste della comunità LGBTI nel mondo. Un disegno ben assunto anche dalle destre italiane pronte a soddisfare i canini sanguinolenti di chi pensa che noi omosessuali siamo solo uno scarto da tenere a bada, reietti senza dignità e senza diritto di cittadinanza.

GLI ATTIVISTI RISPONDONO

A questa marea di odio e di intolleranza però si sta opponendo una forza altrettanto enorme che, forse con maggiore lentezza e meno capacità organizzativa ma non con meno determinazione, sta unendo i movimenti per i diritti umani, le realtà femministe e le associazioni che difendono i diritti delle persone LGBTI. Un esempio è la campagna #IOSCELGO, lanciata da Rebel Network-Rete Femminista per i diritti insieme ad oltre 50 gruppi prestigiosi, tra cui Arci Nazionale, UAAR, Ong Differenza Donna, Comitato Rodotà: insieme chiedono di verificare i contenuti sostenuti dai candidati alle elezioni europee e comunali del 26 maggio, anche in materia di tutela dei diritti delle persone LGBTI.

Questioni che debbono essere una priorità del futuro parlamento europeo e dei Paesi Ue. Serve che a quegli Stati che non rispettano queste condizioni vengano imposte non solo sanzioni, ma veri e propri rischi di espulsione. L'Unione che vogliamo non può concedere all’odio alcuno spazio.

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