8 Maggio Mag 2019 1718 08 maggio 2019

L'aggressione di Legnano non è sinonimo di parità

Qualcuno strumentalizza il caso dell'uomo sfregiato con l'acido dalla ex per ridimensionare la violenza di genere. È giusto parlarne perché lo stalking è un reato, ma l'uguaglianza non si afferma così.  

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Legnano Acido Aggressione

A Legnano una 38enne ha sfregiato con l’acido l’ex fidanzato che ora rischia di perdere un occhio. Lei si è poi costituita ed è stata arrestata per lesioni gravissime e atti persecutori. Di questa aggressione, avvenuta probabilmente dopo l'ennesima lite in strada, sappiamo ancora poco: pare che l’uomo avesse sporto denuncia per stalking alle forze dell’ordine e che la ex gli avesse recentemente tagliato più volte le gomme dell’auto. Nel frattempo già si leggono i primi interventi sui social che negano la violenza maschile contro le donne e parlano di parità acquisita anche nell'essere violenti. Uno su tutti: «Mi piacerebbe leggere i commenti indignati della gente ora che non è stato un uomo ad aggredire una donna, ma l'esatto contrario! E le donne cosa dicono? Esiste anche la violenza delle donne contro gli uomini. La cronaca lo dimostra, ma silenzio da parte di tg e giornali! E non è la prima volta che accade!». Quello di Legnano effettivamente non è il primo caso del genere. E sì, lo stalking riguarda, seppur in misura molto minore come dimostrano i numeri, anche le donne.

ABBIAMO UN PROBLEMA CON LA SOTTOVALUTAZIONE DELLE MINACCE

Forse parole come «raptus» o «folle gesto» verranno associate anche a questo episodio, ma nessuno gira casualmente con un bicchiere di acido in mano. L'uomo era infatti perseguitato da tempo. Sappiamo che in caso di stalking è importantissimo che le forze dell'ordine sappiano valutare i fattori di rischio, la probabilità che dalle minacce verbali si passi alle azioni, perchè le persone si salvano se vi è solerzia e competenza nell'intervenire. E non possiamo non ricordare come in questo Paese ci sia ancora il problema della sottovalutazione della violenza di genere. Problema di cui questo caso, anche se a parti invertite, è lo specchio.

LA PARITÀ NON È COMPORTARSI COME I MISOGINI

E, se servisse, è importante ribadire che non è assumendo comportamenti che ci vengono dalla cultura misogina degli uomini che si rivendica la parità. Cultura che investe ogni ambito della nostra società e che deve essere messa in discussione, scardinata, buttata all’aria, non certo scimmiottata per sentirsi più forti. È quindi sempre più urgente intervenire sulla prevenzione, prevenzione che non può prescindere da interventi educativi nelle scuole e formativi tra i professionisti che incontrano la violenza nel loro lavoro quotidiano. C’è un sistema da cambiare e farlo dobbiamo aprire una discussione sullo stare in relazione e dobbiamo farlo pubblicamente, collettivamente.

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