6 Maggio Mag 2019 1740 06 maggio 2019

Jolanda De Rienzo, Eleven Sports e una comunicazione sessista

Anziché provare a smontare il cliché calcio-maschilismo, la piattaforma sportiva promuove dirette Facebook e offerte speciali usando le foto ammiccanti e scollate della conduttrice.

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Jolanda De Rienzo Eleven Sports Sessismo

Calciatrici donne considerate di serie B, perché nel nostro Paese non possono godere del professionismo. Ex calciatori che schifano giornaliste sportive («Quando una donna parla di tattica mi si rivolta lo stomaco», disse Fulvio Collovati a febbraio). Editorialisti che umiliano giornaliste sportive («Smette di esistere, la presunta femmina, appena piazza un microfono sotto il becco di un calciatore, figuriamoci se gli fa una domanda che più congrua non si può sul ruolo o sulla prestazione», scrisse due giorni dopo Giancarlo Dotto su Diletta Leotta). Poi giocatrici insultate in campo perché definite grasse (è successo a Cristiana Girelli della Juventus). Calciatrici premiate a cui viene chiesto di esibirsi in balletti sexy (Ada Hegerberg). Volantini distribuiti allo stadio con la scritta Niente donne in curva (le tifose discriminate erano quelle della Lazio). E si potrebbe andare avanti per ore: la storia del calcio è sessista e questi sono solo una manciata di esempi di una chilometrica e vergognosa lista. In un quadro simile è piuttosto sconcertante scoprire che nello storytelling del pallone c'è chi la carta del sessismo la sceglie consapevolmente.

SCOLLATURE CHE PROMUOVONO DIRETTE FACEBOOK

È il triste caso di Eleven Sports, un «provider internazionale dedicato alla trasmissione di eventi sportivi nazionali e internazionali», come si autodefinisce, che sulla sua pagina Facebook si autopromuove grazie a furbi escamotage con i quali spera di acchiappare l'attenzione di più maschietti possibile: l'uso di una donna avvenente e rigorosamente scollata. Eh sì, perché il connubio calcio-fighe qualcuno incredibilmente non l'ha ancora superato.

#CPiace È successo davvero di tutto nell'ultima giornata di #SerieC 🔥 Come ogni lunedì i protagonisti sarete voi! 🗣...

Geplaatst door ELEVEN SPORTS op Maandag 6 mei 2019

Lei è la conduttrice Jolanda De Rienzo, e il fatto di usare il suo corpo per far guadagnare ascoltatori non la fa indignare nemmeno lontanamente. «È successo davvero di tutto nell'ultima giornata di #SerieC», è la didascalia di una foto in cui lei ammicca al fotografo indossando una camicia in raso sbottonata per metà lasciando una spalla mezza scoperta. «Sembra uscita da uno spogliatoio.....!!!! Che bello il calcio», è uno dei commenti più educati sotto la foto (tutti gli altri fanno similitudini con i porno). Nella foto postate nei mesi scorsi, sempre la De Rienzo con il seno che esplode sotto una canotta attillatissima. Missione: lanciare una diretta Facebook. E poi un super zoom su sguardo da mangia-uomini e l'ennesima scollatura prorompente per proporre «Gol, analisi, approfondimenti e tanto altro».

E le foto della conduttrice non campeggiano solo su Facebook: aprendo il sito Eleven Sports appare subito un bel banner che ti propone un'offerta a soli 9,99 euro. Sotto la scritta «E per te che sei abbonato... Un'offerta speciale fino all'8 maggio!», c'è l'immancabile De Rienzo seduta su un divano con un minidress e le gambe nude in bella vista (l'abito è accollato questa volta: evidentemente la policy è scegliere un solo jolly alla volta su cui puntare).

Volendo glissare sulla conduttrice in questione che sceglie consapevolmente di essere usata per far sbavare qualche tifoso e quindi, nel migliore dei casi, portare qualche ascoltatore in più al programma, trovo che il fatto più grave sia che un canale che si occupa di calcio nel 2019 - un settore ancora molto maschilista ma che sta cercando di evolversi - scenda ancora così in basso da impostare totalmente la sua comunicazione su una donna sexy. E c'è da chiedersi: senza di lei quanti like in meno guadagnerebbe ogni post? Sicuramente molti, troppi. Ma è un buon motivo per continuare a usare corpi femminili per vendere? Siamo stufe di questa roba.

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