3 Maggio Mag 2019 1039 03 maggio 2019

Il body language di Brie Larson e il maschilismo contro Captain Marvel

L'attrice viene analizzata da una esperta durante un'intervista. E viene fuori un ritratto decisamente critico. Ma se fosse stata uomo sarebbe successo lo stesso?

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Brie Larson Captain Marvel Body Language Misoginia

Potrà pure guidare gli Avengers, sconfiggere Thanos e salvare il mondo, ma sembra proprio che Captain Marvel non riesca a liberarsi dei misogini che pullulano su internet. L'ultimo attacco a Brie Larson, l'attrice premio Oscar per Room che interpreta quella che Kevin Feige ha definito «la più potente supereroina del Marvel cinematic universe» arriva da una esperta di linguaggio del corpo, Mandy O'Brien, che si è preso la briga di analizzare le sue espressioni e i suoi movimenti nel corso di un'intervista rilasciata a Kevin Frazier con i colleghi Chris Hemsworth e Don Cheadle.

VUOLE SEMBRARE PIÙ ALTA DI LORO

In 13 minuti di video si fanno le pulci a ogni alzata di spalle, a ogni sguardo, a ogni mezzo sorriso di Brie Larson, traendone un profilo psicologico che nemmeno Jung e Freud dopo mesi di sedute. Brie Larson risulta insicura, bisognosa di approvazione e attenzioni, vogliosa di imporre il proprio dominio sui colleghi maschi, persino di sembrare più alta di loro. Quando l'attrice guarda Chris Hemsworth, per l'esperta gli lancia occhiate ammiccanti per cercarne l'approvazione sotto un profilo di attrazione estetica, quando racconta di aver girato personalmente le scene più pericolose, senza dover ricorrere a una stunt-woman, viene definita «poco professionale» e «immatura». «Penso che nella sua testa la dominazione equivalga all'accettazione», spiega Mandy O'Brien, «nella realtà la sottomissione vi condurrà molto più lontano nei circoli amicali piuttosto che cercare di dominare e comandare chiunque vi stia attorno». Un messaggio che più avanti viene ulteriormente esplicitato in un autentico appello ai genitori di tutto il mondo: «Crescete i vostri figli con un po' di umiltà, altrimenti correrete il rischio di avere un membro del Congresso, un potenziale presidente, o uno psicopatico che finge di essere un eroe». «Sottomissione» e «psicopatico», sì, usa esattamente queste due parole, ed è difficile pensare che sia un caso.

UN TRATTAMENTO MAI RISERVATO A UN UOMO

Ora, il punto non è capire quanto Brie Larson sia simpatica o antipatica, quanto bene o male sia stata accolta nella cricca delle star che interpretano gli Avengers, se questi siano davvero tutti amici tra di loro oppure no (su Youtube si trova un altro video che riprende la stessa intervista per dimostrarci quanto Brie stia sullo stomaco a Thor e War Machine). D'altra parte la storia del cinema, come tutto il mondo, è fatta di attori antipaticissimi, insopportabili, presuntuosi e arroganti, caratteristiche personali che quasi mai ci hanno impedito di apprezzare una star e diventarne fan. La vera questione è un'altra: se Brie Larson non fosse stata una donna, se non avesse interpretato una supereroina che osa essere più forte di Iron Man e Hulk, di Captain America e Thor, ci sarebbe tutta questa attenzione maniacale sulle sue alzate di sopracciglia? La risposta è semplice, la si trova nell'esperienza quotidiana, ed è no, perché persino quando si parla del presunto divismo di Robert Downey Jr., tanto per fare un esempio vicinissimo, lo si fa sorridendo, quasi come se fossero caratteristiche di colore, mai con note di biasimo reali.

DON CHEADLE LA DIFENDE SU TWITTER

Don Cheadle stesso, che Mandy O'Brien usa come termometro dell'insopportabile arroganza di Brie Larson, è corso in aiuto della sua collega, ritwittando un utente che condivideva il video, prendendosene gioco e spiegando che tutti quei movimenti ad alzare il mento di Larson non erano altro che tentativi di tenere in ordine una coda di cavallo che era costata ore di lavoro faticoso al suo parrucchiere. Eppure Captain Marvel e Brie Larson continuano a essere bersaglio di attacchi maschilisti. Su Youtube si trovano video in cui la si accusa di essere la rovina del Marvel Cinematic Universe, mentre l'indice di gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes è fortemente viziato al ribasso da una campagna di boicottaggio preventivo condotta a seguito di alcune dichiarazioni dell'attrice travisate: Brie Larson avrebbe voluto conferenze stampa più inclusive, dove non fossero presenti solo giornalisti maschi e bianchi, gli hater ne hanno tratto spunto per accusarla di discriminazione nei confronti di quelle due categorie.

UNO STRAORDINARIO SUCCESSO AL BOX OFFICE

Poi c'è il mercato, un mercato da cui sono arrivati incassi globali per 1 miliardo, 112 milioni, 776 mila 609 dollari, il 37,4% negli Usa. Captain Marvel è stato il quarto film per incassi negli ultimi 365 giorni, il quinto nella classifica dei film dedicati alle eroine action (davanti ci sono solo tre film della nuova saga di Star Wars e Hunger Games), il secondo film dedicato alle origini di un supereroe dietro a Black Panther, il sesto di sempre del Marvel Cinematic Universe. Avengers Endgame, ora nelle sale, ha messo insieme 1,2 miliardi solo nel primo weekend, è già sesto nella classifica di incassi globali in tutti i tempi, naturalmente è primo se ci si limita ai weekend d'esordio, con quasi il doppio dei ricavi di Inifinty War, il precedente film della saga. Con buona pace di quelli a cui danno fastidio le donne forti e dominanti.

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