Sessismo

Sessismo

28 Febbraio Feb 2019 1450 28 febbraio 2019

Meghan nel mirino della stampa inglese come Lady Diana

Qualsiasi cosa la moglie del principe Harry faccia è bersagliata dai tabloid inglesi. Secondo qualcuno, però, i nemici della duchessa di Sussex sarebbero nello staff della stessa famiglia reale. 

  • ...
Meghan Markle Harry Ultime Notizie

Il flirt tra Meghan Markle e la stampa inglese sembra già finito. Lo dice l’assalto dei tabloid all’annuncio della Artist Rights Distribution dell’acquisto dei diritti di un dimenticabile film tv girato nel 2011, con l’idea di mandarlo nelle sale cinematografiche entro la fine del 2019, dal titolo The Boys and Girls Guide to Getting Down, in cui l’ex attrice americana è una “ragazzaccia”, tra alcol e droghe (che fa quasi più presa che averla piazzata dietro ai Carter al posto di Monna Lisa ai Brit Awards 2019). È l’indotto, bellezza. La pietra tombale sul flirt è però un’altra: il viaggio della consorte del principe Harry in America per un’occasione che più America non può essere: un baby shower. La duchessa di Sussex aveva pianificato tutto per tempo. A due mesi circa dal parto, la royal primipara andava a New York sfruttando anche l’annuncio da Kensington Palace della visita ufficiale in Marocco, al seguito del marito, con partenza proprio nel weekend successivo al rientro a Londra (visita durante la quale la Duchessa è finita nel mirino dei media per il suo guardaroba costato 130 mila euro). Un astuto tentativo per evitare le polemiche sul prevedibile «nelle sue condizioni non dovrebbe viaggiare». Ma lei avrà pensato: «Se posso viaggiare per ragioni di Stato, posso viaggiare per un anticipo di spring break».

Meghan Markle e il principe Harry durante il loro viaggio in Marocco.

IL PARAGONE CON LADY DIANA

Il fatto è che tutto il mondo è paese, e anche quello di Paese è diventato sovranista ormai. Così l’occasione è stata oggetto di feroci critiche: ha speso un patrimonio, l’hanno attaccata (fondi personali, comunque); mostra poco senso della realtà, l’hanno attaccata (come se non ne avessero già abbastanza con la Brexit); il baby shower non è una tradizione inglese o della famiglia reale, l’hanno attaccata (nella terra - e nel Palazzo - delle tradizioni, le suddette vanno bene se sono le loro, altrimenti lasciate perdere). Un biasimo del popolo che la stampa alimenta a piene rotative, tanto che i confronti con Lady D, la suocera, si sprecano. George Clooney, il marito di Amal Alamuddin, s’è incaricato di dirlo pubblicamente: «È una donna incinta di sette mesi e viene perseguitata e diffamata nello stesso modo in cui accadeva a Diana. La storia si ripete, e abbiamo visto come va a finire».

IL FUOCO AMICO SOCIAL DI KENSINGTON PALACE

C’è però anche il fuoco amico. Succede infatti che, nelle stesse ore in cui le amiche festeggiano Meghan e il suo pancione in una suite da migliaia di dollari a notte al The Mark Hotel, mentre Serena Williams le sta mostrando come si apre il passeggino assemblato da Elon Musk che le avrà regalato, da Kensington Palace partono una serie di tweet a sostegno di un ente sociale che aiuta gli indigenti, snocciolando numeri impietosi su quante famiglie abbiano problemi a nutrire i figli quando questi sono lontani dalle mense scolastiche. Un passo falso, va detto, perché la maggioranza delle reazioni (molta stampa compresa) è stata in favore della Duchessa, con critiche nette al timing dell’iniziativa.

Per i sempre informatissimi tabloid, il caso dei tweet da Kensington Palace ha però una spiegazione: nel Risiko che starebbe giocando con chi manovra la corte, Meghan Markle ha sottovalutato che c’è sempre chi parte dalla - solo apparentemente - innocua Kamchatka per espugnarti. In molti, infatti, tratteggiano un quadro in cui la Duchessa, più che con la cognata Kate Middleton o con la regina Elisabetta (o perfino con Harry, come si sussurra), sarebbe in conflitto con l’apparato che gravita intorno alla famiglia reale. Un Gosford Park dove servitù, consiglieri e lacchè vari cercano d’imporsi per definire ruoli che hanno proprie liturgie e proprie prerogative. E che hanno un filo diretto con la stampa.

«Meghan sarebbe in conflitto con l’apparato che gravita intorno alla famiglia reale».

E pensare che la maggior parte di quegli stessi tabloid, solo pochi mesi prima, favoleggiava dell’attrice che diventava principessa. Io, poi, favoleggiavo di mio: me li vedevo, lei e Harry, come Alice e Dan in quel Sun Tzu sull’arte della guerra relazionale che è Closer di Mike Nichols, con lui che se la guarda meravigliato per le strade di Londra indicandole un tipico «London bus» e la cupola di Saint Paul in lontananza; o spiegandole, passando vicino a dei poliziotti, che sono «policeman, o 'bobby': osservi il tipico elmetto». Chissà se lei, a New York, sia stata tentata di pianificare il ritorno proprio nella stessa città, magari con un passaporto che riporti il solo nome di Rachel Markle, desiderosa di una passeggiata downtown con orecchini e messa in piega danzanti e canotta plebea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso