18 Febbraio Feb 2019 1342 18 febbraio 2019 Aggiornato il 20 febbraio 2019

Il maschilismo preistorico di Fulvio Collovati

«Quando una donna parla di tattica mi si rivolta lo stomaco», ha detto l'ex campione a Quelli che il Calcio trattandoci come delle «ebeti». Nonostante le scuse, la Rai lo ha sospeso per due settimane.

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In Italia, le perle di sessismo e scarsa considerazione delle donne non sono una novità. Nello sport, idem. Ma che a pronunciare frasi di maschilismo preistorico sia un mito del calcio e un uomo che abbiamo sempre ammirato per eleganza e pacatezza, fa veramente dispiacere. E lo dico da sportiva e da giornalista.

L’episodio di domenica 17 febbraio vede come protagonista il Campione del mondo Fulvio Collovati che durante la sua partecipazione a Quelli che il calcio ci ha regalato due frasi memorabili. La prima: «Quando una donna parla di tattica mi si rivolta lo stomaco» e, alle proteste (tra le risate, ovviamente) di Luca e Paolo, non contento ha aggiunto: «Se parli della partita, su come è andata, bene, ma non puoi parlare di tattica. Una donna non capisce come un uomo. Le calciatrici? Sì, qualcosa sanno, ma non al cento per cento».

A rispondergli adeguatamente è stata Sara Peluso, moglie di un difensore del Sassuolo, a cui Collovati si rivolgeva e con lei un’altra ospite in studio. Il clima però, subito portato sullo scherzo e sulla risata, non solo non impediva a Fulvio Collovati di dirci con orgoglio virile che sua moglie «non si è mai permessa di parlargli di tattica», ma non ha consentito a nessuno dei presenti di sottolineare quanto fosse offensivo il parere esternato. E che lo fosse non solo per le addette ai lavori, ma semplicemente per qualunque donna.

🗣️ « Quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non può parlare di tattica, perché una donna non capisce come un uomo!». 🎞️ Guarda il video 🎞️

Geplaatst door LetteraDonna op Maandag 18 februari 2019

Il punto, fa persino un po’ ridere pensarci e doverne scrivere, è che per alcuni uomini, le donne che pure sono scienziate, magistrate, ingegnere spaziali, manager, studiose, davanti al calcio diventano delle ebeti. Secondo alcuni signori, che potremmo da oggi identificare come individui afflitti – a loro insaputa, per carità! - da una patologia diffusa procurata da vecchi retaggi patriarcali, maschilisti e sessisti, le donne sono incapaci di intendere la scienza calcistica. Dopotutto è ben noto, e Collovati lo sa bene, che con meno di tre lauree nessuna donna si sia mai sognata di fare la calciatrice o, addirittura, l’allenatrice. Prendiamo ad esempio Carolina Morace o Milena Bertolini che la sua Italia (a differenza degli uomini) al Mondiale l’ha portata: non vorrete mica credere che capiscano di tattica?!! Loro dispongono le giocatrici a caso e, naturalmente, l’unica cosa a cui tengono è che siano truccate bene, abbiano una ceretta impeccabile e le scarpe col tacco (non tacchetti) nel loro arrivo allo stadio! Per capire di calcio, secondo questi esimi rappresentanti, a volte pagati con i soldi pubblici della RAI, per poterne parlare (o poterlo giocare) le doti indispensabili sono i genitali maschili. Non la preparazione, non gli studi, non l’esperienza, non la conoscenza di una disciplina sportiva, non l’essere state campionesse di questo sport, ma l’essere uomo! Se non fosse vero, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate.

E invece, non solo questa cosa viene detta, e il caso di Collovati non è il primo, ma dobbiamo sopportare di doverlo sentir dire in tv nazionali dove ad ascoltarli ci sono anche milioni di ragazzine e ragazzini. Oggi Assist Associazione Nazionale Atlete chiede a Collovati le scuse pubbliche e alla RAI di non permettere più simili esternazioni, senza adeguate conseguenze. Noi, cittadini e cittadine di un’Italia che non ne può più di simili sciocchezze, dovremmo iniziare a scrivere ai vertici del Servizio Pubblico, perché dopo ogni frase sessista venga programmato un ciclo di trasmissioni degne del valore delle donne. Trasmissioni come Le Ragazze di RaiTre, che domenica 17 febbraio ha chiuso i suoi racconti di donne straordinarie e di donne comuni con ascolti eccellenti. Donne capaci di rappresentare tutto il rispetto che ci è dovuto, non come un’elemosina, ma come principio assoluto di una società che voglia definirsi civile.

Aggiornamento:

Sono arrivate le scuse di Collovati «per le frasi involontariamente sessiste pronunciate. Sono state inopportune e me ne dispiaccio non era mia intenzione offendere nessuno», ha scritto l'ex calciatore su Twitter il giorno dopo la bufera di polemiche. Ma il mea culpa non è bastato: Collovati è stato sospeso per due settimane da ogni attività in Rai, tv e radio, dall'ad Fabrizio Salini.

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