Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

16 Gennaio Gen 2019 1614 16 gennaio 2019

Lo spot Gillette e la rabbia di un uomo se non viene chiamato «macho»

«Ora capisco perché vi ammazzano, zoccole femministe», ci ha scritto un lettore dopo l'articolo sullo spot di Gillette a favore di #MeToo. Con la violenza di chi va fiero di rappresentare uno stereotipo.

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Padri che insegnano alle figlie a ripetersi I'm strong. Uomini che guardano telegiornali che parlano di #MeToo, che riconoscono il sessismo nelle aziende e la sessualizzazione dei corpi delle donne nei film. Ho trovato emozionante e più contemporaneo che mai il nuovo spot Gillette che invita il genere maschile a farsi una domanda: «Sono il miglior uomo che posso essere?» e si chiede se le molestie, il bullismo e la mascolinità tossica siano il meglio che un uomo può ottenere. Uno spot che ribalta i classici stereotipi maschili - forte, macho, duro, predatore a tutti i costi - e lo fa offrendo una forte ispirazione. Ispirazione speravo fosse arrivata a tanti. Le polemiche seguite dallo spot sui social network e il dibattito sui giornali stranieri hanno invece dimostrato che non è andata esattamente così: tanti uomini hanno apprezzato quel messaggio che contiene una consapevolezza nuova, altrettanti non l'hanno recepito affatto bene, vedendolo addirittura come una minaccia, un affronto alla propria natura, un indebolimento che screditerebbe tutto il genere. Perché quello maschile è il sesso forte, e sempre lo resterà. Tra questi il volto televisivo inglese Piers Morgan che, indignato, ha chiesto a gran voce agli uomini di fare gli uomini (di fronte a personaggi come lui nemmeno Gillette può fare miracoli). Il suo commento mi aveva rattristata perché, mi sono chiesta, chissà quanto deve credere fermamente, dentro di sé, all'equazione uomo uguale macho. E quanto gli farà male sentire che qualcuno la mette in discussione. Morgan non è l'unico a pensarla così, e abbiamo avuto un esempio - molto più grave, ma la radice è la stessa - in redazione.

UN LETTORE CI HA INSULTATE E MINACCIATE DOPO L'ARTICOLO SU GILLETTE

«Ma non vi sputate in faccia da sole? Zoccole femministe»: è il messaggio che abbiamo ricevuto in posta privata su Facebook da un lettore, un certo Luca. All'inizio, al di là dello choc per la violenza delle sue parole, non riuscivamo a capire a cosa si riferisse. Sono però bastate un paio di battute scambiate con il misogino in questione per capire per quale motivo ce l'aveva tanto con noi: avevamo scritto un articolo sullo spot Gillette parlandone bene (come peraltro hanno fatto i giornali di mezza Europa). «Chissà quante corna hanno i vostri mariti o fidanzati. Volete gli uomini al guinzaglio. Sarete puttanelle di 20 anni». Poi il link del pezzo su pubblicato il 15 gennaio, e il commento: «Gli uomini devono avere le palle! Cos'è sto schifo?». Ecco, svelato l'arcano! Uno spot anti-stereotipi per questo personaggio è talmente offensivo nei confronti del genere da procurargli una rabbia tale da chiamarci «zoccole bocchinare». E da andare ben oltre il rispetto umano, scrivendo che «faceva bene Hitler a sterminarli tutti», «ora capisco perché vi ammazzano» e «ve la faccio pagare cara».

NON ESSERE PIÙ CHIAMATI «MACHI» FA TROPPO MALE

Mi interessa relativamente soffermarmi sulle problematiche della persona che ha firmato questi messaggi, evidentemente numerose: a prima impressione lo immagino come un insicuro maschilista con simpatie nazifasciste (ha tirato in ballo pure Hitler). Ma ripeto, non è questo Luca il punto. Il punto è quello che lo fa arrabbiare violentemente (lui, come tanti altri): essere messo al pari di una donna, essere dipinto come rispettoso del genere femminile, non essere considerato il capofamiglia severo, il leader indiscusso, ma un uomo con le sue debolezze, le sue fragilità e i suoi punti di forza. Esattamente come una donna. Esattamente come ogni essere umano. E finché per gli uomini pensare di avere dentro di sé questo naturalissimo dualismo sarà una vergogna, un attacco frontale e svilente al proprio ego, ci serviranno centinaia di spot e di dibattiti sulla scia di Gillette. E dare delle «puttane femministe» a chi crede che gli stereotipi non facciano male solo alle donne, ma anche agli uomini è un chiaro sintomo di totale incomprensione della realtà.

A un "lettore" frustrato non è andato giù il nostro articolo sullo spot Gillette. Stamattina ci ha scritto in privato,...

Geplaatst door LetteraDonna op Woensdag 16 januari 2019
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