20 Novembre Nov 2018 1659 20 novembre 2018

Nessuno tocchi Meg: quando le donne sono usate come arma politica

La compagna di Saviano come Elisa Isoardi: colpire gli affetti per colpire l’avversario politico è una prassi che non può non tenere conto anche del ruolo della donna nella nostra società.

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MEG

Fa più rumore un intellettuale proprietario di un appartamento a New York che una donna ridotta al mutismo e usata come arma di un attacco politico molto aspro. Il rapporto tra leader maschi, siano essi politici o intellettuali, e le loro compagne, è complesso. Nonostante la reciproca voglia di indipendenza, spesso i percorsi finiscono per convergere. Al mondo ci sono le Brigitte Macron e le Michelle Obama. Ci sono le Meg e le Agnese Renzi. Ci sono donne che scelgono di appoggiare pubblicamente i loro compagni e la loro carriera, riuscendo, quando capaci, a sfruttare la loro posizione di rilievo per costruirsi un percorso di realizzazione indipendente e ci sono poi donne che scelgono di restare nell’ombra. Per paura, per disinteresse, per scelta imposta o perché magari hanno già realizzato o intrapreso le loro vie personali e professionali. Eppure queste donne che non vogliono essere associate alla carriera dei loro compagni, che vogliono mantenere una loro autonomia e una loro segretezza, non rimangono mai del tutto fuori dall’arena politica. Spesso a legarle alle sorti e al carattere del loro compagno non è un concorso di responsabilità e di colpe ma un’idea sessista della donna come essere subordinato alle azioni e ai pensieri del proprio amante. Eppure la vicenda di Meg va oltre la cattiva abitudine di usare le donne e gli affetti come strumento di regolamento di conti. Va oltre l’abitudine di ridurre le donne a una dimensione bidimensionale e marginale.

Meg.

MEG E GLI ATTACCHI DELL'INCHIESTA SU SAVIANO

In un’inchiesta pubblicata su Panorama a metà novembre è stata svelata per la prima volta l’identità della compagna dello scrittore napoletano Roberto Saviano. La figura di Meg, al secolo Maria Di Donno, trova posto in un paragrafo tra i tanti dedicati alle accuse allo scrittore. Si svela la sua presenza nella vita di Saviano, si raccontano quelle poche informazioni personali reperibili, si allude al fatto che il suo ruolo nel documentario di Francesco Patierno Camorra - Meg è voce narrante e interprete della colonna sonora - sia stato dettato dall’influenza di Saviano. Poco altro. Meg non ha commesso nessun reato eppure gli illeciti del compagno diventano per osmosi da contatto anche i suoi. Però mentre per l’attacco all’intellettuale si entra nel merito di varie questioni, dalla presunta infondatezza delle minacce mafiose, al metodo poco ortodosso con cui sono stati tirati in ballo in Gomorra personaggi che non avevano nulla a che fare con la malavita napoletana, la presenza di Meg è solo una parentesi, una figura ridotta a comparsa. Una donna-accessorio di un personaggio presentato come un furbo e come un disonesto di cui però finisce per assorbire in maniera inerme tutta l’aura di negatività. È una vicenda anomala che ci racconta di come spesso l’attacco politico coinvolga ingiustamente le donne solo per il fatto di essere ‘compagne di’. E di come questo sia facile da fare in un Paese dove le donne sono già continuamente ridotte a comprimarie, a soggetti muti e appiattiti sul maschile. Perché è parte di una mentalità comune vedere una compagna, una moglie, una fidanzata come fosse un prolungamento automatico di pensieri, colpe e azioni del maschio. Per questo è così facile che le donne siano usate come strumento di attacco politico aggressivo quando immerse in una cultura che già fa fatica a riconoscere loro un’esistenza piena di complessità e soprattutto di scelte indipendenti.

Elisa Isoardi.

GLI ATTACCHI A ELISA ISOARDI

Non è la prima volta che un attacco politico si allarga al nucleo famigliare di un personaggio di spicco. Quando si vuole colpire un avversario tutta la sua vita e i suoi affetti diventano tristemente parte del processo. Ma la differenza con la specificità della condizione femminile e con il caso di Meg è che questa strumentalizzazione può contare già su un ruolo sociale molto fragile. È già capitato che le persone vicine ai leader più in vista siano accusate di reati o illeciti specifici e non di semplice affiliazione sentimentale. Ma gli attacchi, per quanto accesi e violenti, sono stati rivolti a persone dotate di tridimensionalità e di responsabilità specifiche. Persino Elisa Isoardi, molto criticata per il ferro-da-stiro-gate e attaccata per come ha deciso di raccontare a suo modo il ruolo della donna oggi, ha preservato comunque un’autonomia e una voce che fosse autentica.

Brigitte ed Emmanuel Macron.

NON SONO TUTTE BRIGITTE MACRON

Esistono donne che scelgono di accompagnare la vita politica dei loro compagni in prima persona. Brigitte Macron è una first lady presentissima. Michelle Obama è sempre stata una figura femminile dipendente dal marito ma anche una donna capace di tracciare un suo percorso indipendente alla Casa Bianca. Hillary Clinton ha fin all’inizio lavorato all’ombra del marito ma è riuscita poi a ricoprire incarichi operativi e amministrativi importanti durante le due Presidenze Clinton fino a diventare una possibile candidata alla Presidenza. Poi ci sono le Meg. Donne che conducono altre vite o altre battaglie. Tirarle in ballo per colpire il loro compagno senza che possano rispondere di azioni dirette che le riguardano, è un pensiero figlio di una mentalità sessista che anche nell’asprezza del confronto politico non trova giustificazione. Roberto Saviano ha fatto una scelta quando ha apostrofato Matteo Salvini come «Ministro della Malavita» e di questo può rispondere in maniera pubblica. Meg, no. D’altronde interrogarla sulle sue posizioni del passato, sempre dichiaratamente antifasciste o antirazziste, o su qualsiasi altro comportamento sarebbe come chiedere conto di un’idea a una persona e non a un’ombra.

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