9 Novembre Nov 2018 1715 09 novembre 2018

La Tv delle ragazze: come eravamo e come non siamo più

Personaggi storici e amarcord, ma anche la clip delle Sbratz sulla ceretta e il tema molestie. Perché alla vecchio-nuovo si è unita anche la battaglia femminista più d’attualità.

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Tv Ragazze 2018 Prima Puntata

Il governo dovrebbe pensare a una Carta annonaria per la serata divano, programma tivù e smartphone (potrebbe essere questo il nome, o Carta per il commento social di cittadinanza, per far più presa). Si prenota per tempo, si aspetta - così, tanto per ingannare l’attesa, magari ci si documenta anche - e infine si dà libero sfogo alla propria voglia di comunicazione. Naturalmente mi riferisco ai social (fascistometro permettendo). Ci pensavo guardando lo spot in cui Serena Dandini finisce in un selfie con la squatter del suo divano (sì, è proprio 'quel' suo divano) Martina Dell’Ombra, la quale usa uno spoiler per La Tv delle ragazze e il suo ritorno: «Sì vabbè, ci sono le ragazze “storiche”, ma anche tante novità: quelle giovani».

Ma prima del ritorno, un riassunto delle puntate precedenti: La Tv delle ragazze andò in onda per due stagioni (1988 e 1989). Nacque da un’idea di Serena Dandini, Valentina Amurri e Linda Brunetta che lo portano in dono alla Rai 3 di Angelo Guglielmi. Fu una rivoluzione, volendo banalizzare. Ancor più precisamente: fu (ed è tutt’oggi) per una certa comicità quello che Portobello fu (ed è tutt’oggi) per una certa tivù: una illuminazione. La voglia di divertirsi, lo scouting, il contrapporre l’ironia ai limiti a cui erano sottoposte le stesse donne che erano lì a raccontarli. Dalla Tv delle ragazze arrivò la risposta a Drive In (il primo debutta nell’autunno dello stesso anno in cui il secondo chiude), la trasmissione che usava le femmine come fossero accessori Kartell. Fu un MeToo senza ancora hashtag.

L’hashtag arriva ora con La TV delle ragazze - Gli Stati Generali 1988/2018. È così che alla sfida tra vecchia gloria e tardo millennial (tendente alla generazione Z), spoilerata appunto nello spot di presentazione, si è unita anche la battaglia femminista più d’attualità. Ecco dunque da un lato la Piattaforma Monroe con i suoi iscritti (quattro) che rappresentano la democrazia diretta e decidono su tutto, dall’altro Isabella Ragonese che spiega la differenza tra molestia e corteggiamento; da un lato la conduttrice del cambiamento, dall’altro l’ancella di Margaret Atwood che s’è stufata; da un lato l’app da rimorchio Sex Advisor di Lella Costa, dall’altro i Themaschilisti di Elio e le Storie Tese. E su tutto, La Settimana Incom in versione breaking news, che ci ricorda che il ministro per la Sacra Famiglia Italiana ha decretato la gravidanza obbligatoria (per lei ma anche per lui, su richiesta).

Serena Dandini però sa benissimo perché siamo lì, davanti al teleschermo, e non si fa pregare. Non mancano quindi le schegge dal passato (finti spot, interviste e servizi surreali), i personaggi storici (come la signorina Vaccaroni di Cinzia Leone) e quelli reinventati (Carla Signoris è la Mamma Elicottero con un basilico da erba di Grace), le pubblicità progresso (con Angela Finocchiaro e Massimo Ghini), le imitazioni (Sabina Guzzanti è Maria Elena Boschi e Marco Travaglio, Francesca Reggiani è Federica Sciarelli), gli invitati a parlare con lei (Bruno Voglino ed Emma Bonino), gli ospiti (Paola Cortellesi nelle foglie di Eva, Annagaia Marchioro e Geppi Cucciari iscritte a parlare all’assemblea), l’amarcord tutto che non dimentica la compianta Monica Scattini.

È cambiata la vita delle ragazze del 1988 (che mai si sarebbero aspettate di poter essere vittime della 'luce D’Urso'). A evidenziarlo, su tutti, le dirette interessate, le millennial, che si sono ritrovate sui social, da maggioranza relativa, a scambiarsi già da subito la clip delle Sbratz (è su YouTube) sulla ceretta che non va sprecata, costi-quel-che-costi. Una clip che ritroveremo nella TV delle ragazze - Gli Stati Generali 2018/2048, diventando la rappresentazione lampante dell'unico consiglio sensato che valga la pena dare a un giovane autore che voglia cimentarsi col mezzo: scrivi qualcosa che avremo voglia di ritrovare tra 30 anni cosicché la Carta annonaria per la serata divano, programma tivù e smartphone non vada sprecata.

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