6 Novembre Nov 2018 2140 06 novembre 2018

Diciamocelo: «che c’azzecca» Cristiana Capotondi con la Lega Pro?

Eletta vicepresidente, l'attrice si descrive tifosa di calcio e giocatrice. Ma ammette di non avere competenze manageriali. Lo spessore delle "colleghe" Schlesinger, Michetti, Ciuffetti e Mangifesta è diverso.

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Calcio Cristiana Capotondi Lega Pro

La notizia era nell’aria già da un po’, ma io ero tra quelli che pensavano che, come sempre, avrebbe prevalso qualche nomina di “grandi vecchi” o “grandi amici”, nel senso buono del termine ovviamente. Invece è andata proprio come alcuni ben informati dicevano: l’assemblea elettiva della Lega Pro (il soggetto che ha il compito di organizzare i campionati di calcio di Serie C) ha eletto come presidente Francesco Ghirelli (ex segretario sempre in Lega Pro) e due nuovi vicepresidenti: uno è un avvocato padovano, Jacopo Tognon, l’altra è un’attrice molto nota al piccolo e grande schermo: Cristiana Capotondi. «E che c’azzecca?», direbbe Antonio Di Pietro, «la Capotondi con un ruolo apicale del calcio maschile italiano (perché vi ricordo che le atlete non possono essere “Pro” in Italia)? Niente, gli risponderei io. Non c’azzecca niente.

DOBBIAMO ESSERE CONTENTI O RESTIAMO BASITI?

La Capotondi che ha 38 anni ed è laureata in Scienze della comunicazione nel curriculum professionale vanta una ventina di film e in altrettante serie televisive. Neanche un film sul calcio, peraltro. Per sua stessa ammissione di questa disciplina, dal punto di vista manageriale, non sa nulla. Lei stessa ha dichiarato: «Finora il calcio lo ha seguito perlopiù come tifosa (della Roma) e giocatrice amatoriale». Quindi, vi starete chiedendo voi: siamo contenti o restiamo basiti? È una candidatura di immagine o la signora Capotondi potrà darci delle soddisfazioni?

I PRO: È UNDER 40 E LANCIA UN SEGNALE DI PARITÀ DI GENERE

Due cose positive le dobbiamo registrare subito: la prima è che ci troviamo difronte a una under 40 e già questo è strano nell’ambiente dirigenziale maschile. La seconda è che sia donna (e su questo non si discute). Come probabilmente ci direbbe Giorgia Serughetti, attivista ed esperta di politiche di genere: sul piano della parità formale è pur sempre un passo avanti, ma...

AMMETTIAMOLO: HA AVUTO UN BEL CORAGGIO

Ed è tutto su quel “ma” che si attorciglia oggi la mia razionalità. Un parte di me dice: "ma sì, perbacco!, ha fatto bene". Noi donne, lo dico sempre, dobbiamo essere più intraprendenti e coraggiose quando ci vogliono affidare incarichi. Cristiana Capotondi, ammettiamolo, ha avuto un bel coraggio a candidarsi, e poi ad accettare, un incarico (ha ottenuto 39 voti su 56) per esercitare il quale lei stessa ammette di non avere alcuna competenza ed esperienza. In più, una delle cose che sostengo con convinzione è che per avere un numero civile di donne nei luoghi di potere la presenza di altre donne dovrebbe, in teoria, essere di aiuto.

Cristiana Capotondi al Quirinale l'8 marzo in occasione della Festa della donna.

Ansa

I CONTRO: NON PESCHIAMO MAI DAGLI ALTI PROFILI CHE ABBIAMO

L’altra parte di me, invece, brontola e si rammarica: abbiamo tante dirigenti donne che pure sono presenti nel mondo dello sport o che hanno curricula eccezionali, ma da quell'insieme di cervelli chissà come mai non si pesca mai. Siccome a questo punto qualcuno dice “ma non è vero, non ci sono”, ne cito volentieri alcune: Yvonne Schlesinger, formidabile responsabile marketing della Lega Pallavolo Serie A maschile (e già Parma calcio maschile), Giada Michetti, ex direttore generale della Fortitudo Basket, ma soprattutto “lady Motor Show” per moltissimi anni ed ex pallavolista, Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport e Consuelo Mangifesta che non solo è una eccellente commentatrice televisiva, ma ha anche maturato varie esperienze in Figc e nella Lega Volley femminile.

PROMETTE IMPEGNO: ONORERÀ QUESTA RESPONSABILITÀ?

Naturalmente con queste osservazioni non voglio negare alla signora Capotondi la mia fiducia e un grande in bocca al lupo. Mi piace il fatto che prometta impegno e ha già spiegato quali sono alcuni dei suoi progetti per rendere meno traballante la situazione del calcio italiano e della Serie C, in particolare. «Ciò di cui ho intenzione di occuparmi maggiormente è il rapporto con il mondo della scuola, affinché ai giocatori sia consentito studiare, senza che perdano l'anno o lascino gli studi. Un atleta istruito acquisisce strumenti che migliorano le sue prestazioni sportive», ha detto. Mi aspetto che onori questa responsabilità e che sappia fare onore alle donne dei ruoli dirigenziali nel calcio italiano. Tra l’altro sono talmente poche che non sarà faticoso seguirne le gesta.

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