10 Ottobre Ott 2018 1800 10 ottobre 2018

Perché le Azzurre si meritano di vincere i Mondiali di Pallavolo 2018

Unite, umili, giovani e determinate. L'enfasi dei media quando si tratta di sport femminile è blanda. Ma con la nona vittoria di fila hanno dimostrato quanto valgono.

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Esattamente come nel calcio, a sognare una medaglia mondiale del volley sono restate solo le donne. E queste donne, giovanissime, volitive e con la gioia di vivere negli occhi l'11 ottobre si sono guadagnate la nona vittoria di fila nella rassegna iridata in corso in Giappone. Al momento, a differenza dell’appena concluso Mondiale maschile, l’attenzione del grande pubblico non è ancora arrivata. Colpa del fuso orario non proprio favorevole, ma anche di una minore enfasi data dalla Rai nel promuovere l’evento. Meno promo che annunciano le gare e meno voglia di cercare un «personaggio» («la Zayztev» della situazione per capirci). Non è detto però che anche questa Nazionale non riesca a stupire l’Italia che ama l’azzurro e a regalare numeri eccellenti nelle dirette televisive di Raisport. Se così accadesse, sarebbe l’occasione per celebrare una caratteristica che io riscontro in moltissime grandi campionesse dello sport italiano e che posso sintetizzare in questa frase: poco ego, tanta squadra. Questa Nazionale, pur avendo ragazze già top player nei loro Club destinate ad un futuro di successi, ha la meravigliosa caratteristica di avere atlete che fanno dell’umiltà e del sostegno reciproco due armi preziose.

UNITE E SEMPRE PRONTE A SOSTENERSI

Lo raccontava bene a Volleyball.it Elena Pietrini, vera fuoriclasse della nostra Nazionale, che commentando il match vinto con la Thailandia diceva: «Dopo le sette vittorie consecutive il morale è molto alto nel gruppo, però non ci montiamo la testa, la concentrazione deve rimanere altissima. Uno dei nostri punti di forza è l’unione della squadra, sia fuori che dentro il campo». Non è retorica e non è nemmeno una cosa scontata. Quando vedi giocare questa Italia ti accorgi che è un modo di pensare dove nulla è casuale e nulla è forzato: sono mille piccoli importantissimi gesti. Lo vedi nel modo con cui ogni atleta sostiene la compagna dopo un errore, ben oltre il classico «cinque» tipico del volley. Lo vedi nelle parole delle più esperte, prodighe di consigli durante i time out; lo vedi nell’atteggiamento delle più giovani, mai supponenti e sempre accoglienti nei confronti di tecnico e compagne. Non ultima la panchina di questa giovane Italia: sempre coinvolta e sempre pronta a dar man forte alle titolari. Titolari, ci tengo a ricordalo, che nelle loro squadre valgono anche 100/200 mila euro a stagione.

NESSUNA SI SENTE UN «FENOMENO»

Atlete formidabili come Paola Egonu, dotata di un fisico atleticamente impressionante, potente e agile come non ne vedevamo da tempo, alta ben 193 cm. Chi è nello sport di alto livello lo sa benissimo: non è facile farti rimanere con i piedi per terra (curiosa metafora se pariamo di pallavolo, in effetti...), se a 19 anni hai queste caratteristiche e ti trattano, giustamente, da fenomeno. E invece queste atlete tutto fanno, tranne che sentirsi «fenomeni» e proporsi come tali. Lo sanno bene anche Lucia Bosetti e Moky De Gennaro, due esempi per tantissime giovani, non solo per la loro bravura e determinazione, ma per la capacità di incarnare un motto caro a Pietro Mennea: «Il lavoro paga. Sempre».

SACRIFICIO, UMILTÀ E ORGOGLIO

Quante ore di allenamenti, preparazione, corse sui treni per raggiungere famiglie e fidanzati per pochissimi giorni… E ancora: zero vacanze, zero ritmi (o quasi) da giovani della loro età. Dietro ognuna di queste ragazze c’è un sacrificio che nessun compenso potrà mai pareggiare. A ripagarle, quando vestono di Azzurro, c’è l’orgoglio di giocare per l’Italia e la passione per lo sport, esperienza di vita capace di fare innamorare gli esseri umani con il gioco, la competitività e lo stare insieme. Questo gruppo, fino ad oggi e in questo Mondiale in particolare, i valori dello Sport li sta onorando egregiamente. Su questa Nazionale c’è ora la responsabilità non solo di regalare una medaglia agli appassionati, ma di rappresentare ancora un esempio, potente e contagioso al di là delle vittorie. Un modello da imitare anche in altri settori; che parla di lavoro, umiltà e del saper essere unite in ogni situazione per un comune obiettivo.

«VENIAMO DA LONTANO»

Le Azzurre del volley che in Final Six potranno entusiasmare l’Italia somigliano a tante altre donne eccellenti e in questi giorni le rappresenteranno. E se vi chiedete perché, lo ha detto bene Miriam Sylla, un’altra stella azzurra di questa squadra che ha pubblicato una foto di tutta la squadra e sotto ha commentato: «Viviamo ogni giorno come l'ultimo perché veniamo da lontano». Dove quel lontano non è un luogo, ma la forza di essere ciò che si vuole.

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