10 Ottobre Ott 2018 1227 10 ottobre 2018

Dove sbaglia papa Francesco nel parlare di aborto

Il vescovo di Roma di nuovo contro l'interruzione di gravidanza. Ma sbaglia i termini e pare non conoscere i dati sull'obiezione di coscienza in Italia. 

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Papa Francesco Aborto

Che papa Francesco fosse un'antibortista lo sapevamo tutti. E, se vogliamo, è giusto che sia così. Come è giusto che provi a diffondere il suo punto di vista. Però c'è modo e modo. Ci sono termini e termini. Forse contagiato dalla moda degli slogan forti di Matteo Salvini, durante l'udienza generale del 10 ottobre il vescovo di Roma l'ha toccata piano. «È come affittare un sicario», ha detto riguardo all'interruzione di gravidanza. «Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?». I toni e i contenuti d'altronde non sono nuovi. A giugno 2018 incontrando il Forum delle Famiglie aveva detto: «Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi: è di moda, abituale, quando in gravidanza si vede che forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è 'lo mandiamo via?'. L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente».

ABORTISTI COME I NAZISTI?

In tutta franchezza dal papa mi aspetterei una scelta di termini e immagini un po' diversa da quella utilizzata dai vari gruppi pro-life o da (l'inutile) Comitato No194. Che esiste dal 2009 e dice di contare 30 mila iscritti, tra cui, pare, anche il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Il loro scopo? Chiaramente abrogare via referendum la 194, ma anche sostituirla con una che punisca donna e medici con una pena tra gli «8 e i 12 anni». Per loro l'aborto è un «olocausto dimenticato». Molto delicati. Chissà se la pensano così anche i sopravvissuti ai campi di concentramento.

PAPA FRANCESCO SI DIMENTICA IL PROBLEMA DEGLI OBIETTORI

Non contento, il papa ha quindi fatto riferimento anche all’aborto terapeutico: «Ogni bambino malato è un dono. Pensiamo a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza». Forse Francesco dimentica che in Italia non è così facile abortire. A dirlo sono i dati. Quelli del 2016 contenuti nella Relazione sull’attuazione della legge 194/78 diffusi all’inizio del 2018 dal Ministero della Salute. Il 70,9% dei medici è obiettore di coscienza. Una percentuale altissima in continuo aumento. Non vogliamo definirlo boicottaggio? Ok. Allora chiamiamola discriminazione nei confronti delle donne. Da parte del servizio sanitario italiano.

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