11 Luglio Lug 2018 1300 11 luglio 2018

Ronaldo è un'occasione per parlare di gestazione per altri

Il campione in arrivo alla Juventus ha avuto tre figli in questo modo: sarà l'occasione per discuterne con maturità o ci vogliamo fermare al gossip e alla condanna?

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Parleremo un po' meglio, e con un po' più di civiltà, di cosa è la gestazione per altri adesso che Cristiano Ronaldo sbarca alla Juventus accompagnato dall'entusiasmo di migliaia di italiani, compreso il social manager del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture?
La storia dei figli del campione portoghese fa capolino sui giornali italiani a intervalli regolari, con un trattamento a metà strada tra lo scandalo, la pruriginosa curiosità, le omissioni. Giorgia Meloni, che ha fatto della campagna contro la gestazione per altri uno degli assi propagandistici del suo partito in chiave anti-gay, quando il Sun riportò l'indiscrezione riguardo la coppia di gemelli in arrivo scrisse sui social: «Cristiano Ronaldo avrà altri due figli con l'utero in affitto. Figli à la carte, scelti come si fa in boutique e senza le noiose scocciature della gravidanza e del parto: è questa la nuova moda dei ricchi, etero, gay o gay non dichiarati».

Proviamo a fare un po' d'ordine: non si chiama utero in affitto, un termine degradante per la donna che, volontariamente, decide di prestarsi per far nascere un figlio d'altri. Si chiama gestazione per altri e in alcuni Paesi, tra cui gli Usa e il Canada, è perfettamente legale e regolamentata secondo le leggi degli Stati in maniera da evitare fenomeni di sfruttamento che pure, in altri Paesi, sono tutt'altro che infrequenti.

PERCHÉ NON SI CHIAMA UTERO IN AFFITTO

Chiedere chi è la madre, parlare di madre a cui viene strappato il bimbo, è del tutto scorretto per il semplice motivo che le donne che decidono di portare avanti la gestazione per altri non si considerano tali. Meglio: sono sì madri, ma dei figli che da sole, o con i loro compagni o mariti, hanno messo al mondo. In un secondo momento, queste donne hanno deciso – spesso perché nelle loro famiglie o tra i loro amici ci sono coppie che non possono avere bambini – che potevano, volevano contribuire a far nascere nuove famiglie, aiutando tutte quelle coppie e quei singoli, eterosessuali o omosessuali, che da sole non potevano avere figli. Sono pagate per questo? Sì, negli Usa sono pagate una cifra che si aggira intorno ai 30 mila dollari e che, in nessun modo, può essere considerata la ragione per cui queste donne decidono di affrontare una gravidanza per altri. Lo sappiamo perché lo hanno raccontato loro in decine di articoli, come questo pubblicato su Vanity Fair.

Cristiano Ronaldo con il suo primogenito.

Cristiano Ronaldo ha avuto tre figli con la gestazione per altri praticata negli Stati Uniti: il primo è nato nel 2010, poi due gemelli nati nel 2017. C'è una quarta figlia, che Ronaldo ha avuto insieme alla sua attuale compagna, anche lei nata nel 2017. Non c'è nessun mistero intorno alla 'madre' dei primi tre figli semplicemente perché una madre non c'è: c'è una donna che ha partorito tre bambini ma che di questi non si considera genitrice. E c'è un'altra donna che ha donato l'ovulo, e neppure lei si considera madre come non si considerano padri (e nessuno glielo chiede) gli uomini che donano lo sperma per la fecondazione eterologa.
Ci sono semplicemente tre figli che, quando cresceranno, sapranno come sono nati, perché suo padre glielo racconterà e questo – lo dicono le ricerche internazionali – non causerà loro nessun problema, se non verranno lasciati spazi di ambiguità e se non sentiranno addosso il peso della condanna sociale, l'unica cosa che realmente può fare loro del male.

IL GOSSIP SU CR7 E LA REALTÀ

La storia di Ronaldo è una grande opportunità e anche un grande rischio per il dibattito pubblico nel nostro Paese sulla gestazione per altri: è compito dei giornali non schiacciare il racconto sullo stereotipo dell'uomo ricco che con i suoi soldi fa quello che vuole. Esistono centinaia di coppie, eterosessuali ed omosessuali, che in Italia decidono di affidarsi alla gestazione per altri in maniera da formare la famiglia che hanno immaginato e sognato per loro. Non sono sempre ricchi, non sono egoisti, sono uomini e donne consapevoli e informati dei doveri che hanno nei confronti dei loro figli, a cui dovranno raccontare senza ambiguità come sono nati, proteggendoli allo stesso tempo da un contesto sociale sempre più avvelenato e imbarbarito anche da una polemica politica che ha raggiunto i suoi livelli più infimi.

Ronaldo è il nip che può convincere milioni di italiani a informarsi. Ma la gestazione per altri non è una storia da vip: è una storia complessa, sicuramente delicata, che riguarda migliaia di persone anche nel nostro Paese e che ci interroga su cosa vuol dire essere genitore, sulle responsabilità che ognuno di noi si assume nei confronti di chi viene al mondo, oltre le ragioni del sangue. Certo, siamo il Paese che ha come presidente del Senato una donna secondo cui la fecondazione eterologa è come fare un figlio con il lattaio (che nemmeno ci sono più, tra l'altro). Aspettarsi una riflessione consapevole su cosa è la genitorialità oltre la biologia può sembrare un'utopia. E, tuttavia, chissà che Cr7non riesca a segnare anche questo gol. Mai disperare.

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