28 Giugno Giu 2018 2009 28 giugno 2018

Perché è necessaria una legge sui matrimoni forzati in Italia

L'onorevole Mara Carfagna ha presentato una proposta per tentare di colmare un grave vuoto normativo. È fondamentale dare un segnale netto contro la tortura subita da bambine, ragazze, donne che hanno diritto alla loro libertà e alla loro felicità.

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Settecento milioni. Questo il numero mostruoso delle ragazze e delle bambine che nel mondo sono costrette a sposarsi con maschi adulti di cui nemmeno conoscono il volto. Un orrore che vuol dire stupri, prevaricazione fisica e psicologica, tortura. Questo sono i matrimoni forzati e in Italia il problema esiste e fa vittime. È incredibile pensare che nel nostro Paese tutto questo non sia ancora una fattispecie di reato, a differenza della maggior parte degli Stati europei. Nel 2005, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa con la Raccomandazione n. 1723 ha invitato i Paesi membri ad adottare politiche di contrasto al fenomeno dei matrimoni precoci e forzati. Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, adottati nel settembre 2015, è inclusa l’eliminazione del fenomeno dei matrimoni con minorenni entro il 2030. La cosa che impressiona in questa mostruosa piaga è che le ragazze coinvolte, in più di una su tre, abbiano un’età inferiore ai 15 anni: si tratta di circa 250 milioni di ragazze. In Italia il problema c'è e fa male ricordare il nome di Sara Cheema, 25enne residente a Brescia e perfettamente integrata, uccisa in Pakistan. La sua unica colpa essersi ribellata al matrimonio combinato dalla sua famiglia.

LA PROPOSTA DI LEGGE DI MARA CARFAGNA

L’Onorevole Mara Carfagna, già ministra per le Pari opportunità, il 28 giugno 2018 ha presentato una proposta di legge che intende introdurre in Italia una fattispecie specifica di reato. L’obiettivo è fornire ai giudici una definizione chiara del reato che consenta di punire questa terribile consuetudine condannando chi la impone con la reclusione da uno a cinque anni. La condanna è applicabile anche se il matrimonio è organizzato all’estero ai danni di una persona italiana o straniera legalmente residente in Italia. Pene più severe se la vittima è un minore che non ha compiuto 14 anni e se il colpevole è il genitore, anche adottivo, il convivente, il tutore o una persona cui il minore è affidato. È un fattore importante che la proposta di legge abbia previsto un programma di assistenza e integrazione per le vittime, le quali potranno anche avere uno speciale permesso di soggiorno per consentire alla stessa di sottrarsi al clima di vessazione e ostilità che la comunità solitamente crea a fronte di una 'ribellione'. La norma, qualora approvata, porterebbe anche all’istituzione, presso il Ministero dell’Interno, di un Osservatorio nazionale sulle vittime attraverso un monitoraggio periodico.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DALLA POLITICA

Una proposta di legge così dovrebbe godere di un sostegno unanime di tutte le forze politiche, ma la storia ci insegna che difficilmente questo è avvenuto. Già con la norma in favore degli orfani di femminicidio, fu affrontato un percorso che mise a rischio più volte l’approvazione del testo. La proposta di legge sui matrimoni forzati ha lo scopo di allinearci alle indicazioni del Consiglio d’Europa e dell’Onu, ma il vero elemento di valore a mio parere è sollevare il problema di una integrazione e di un problema di violenza patriarcale che diventa 'un sommerso nel sommerso'. Se la nostra Costituzione offre gli strumenti per rifiutare ogni concetto di resistenza al fondamentalismo religioso, dobbiamo saperli utilizzare. Se esiste una vacatio legis, colmare il vuoto è un dovere assoluto. In questa circotanza mi piacerebbe vedere una prova di maturità del Parlamento e una coesione senza pregiudizi 'di bandiera'. Ci sarà come sempre il leone da tastiera che ci dirà che ci sono cose più importanti, ci sarà il benaltrista che parlerà di tutto ciò che non è oggetto della norma. Quello che spero sovrasti commenti simili, mi auguro, sia la convinzione che l’integrazione passa dalla cultura e dalle leggi del nostro Paese. Non da chi firma un progetto di legge o dal partito che lo sostiene. Questo testo merita di passare e di dare il nostro Paese un segnale netto contro la tortura subita da bambine, ragazze, donne che hanno diritto alla loro libertà e alla loro felicità.

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