12 Giugno Giu 2018 1755 12 giugno 2018

Lo sketch di cattivo gusto di Pio e Amedeo durante la finale di Amici

«La carrozzeria c’è, i fanaloni pure, vogliamo aggiungere il freno a mano?». «Ti faccio piangere stanotte?». Le battute retrograde e sessiste del duo comico in un programma che non è nuovo agli scivoloni.

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Finale Amici Ospiti Pio Amedeo

L'11 giugno è andata in onda la finalissima di Amici 17, vinta dal cantautore Irama, che ha registrato un successo di ascolti strepitoso (25,13% di share).
Noi l'abbiamo guardata, e, canto e ballo a parte, abbiamo visto delle cose che non ci sono piaciute, come le svariate battute sessiste e di cattivo gusto del duo comico Pio e Amedeo.

Maria de Filippi riesce sempre a mettermi in crisi.
Ogni volta che la bollo come troppo trash per essere accettabile, tira fuori un contenuto avanti mille miglia da ciò che si vede passare in tv nelle fasce a largo ascolto, dal trono gay al monologo contro lo stupro, e facendo autocritica per il mio snobismo abbasso le orecchie, faccio un passo indietro e decido di darle un’altra possibilità.

Ma ogni volta che metto in discussione i miei giudizi o pregiudizi sulle sue scelte, mi trovo a infuriarmi daccapo per qualcosa che propone, come l’anno che ad Amici fece uno scherzo ad Emma Marrone nel quale un ballerino la palpeggiava mentre cantava, e ho penato per cinque lunghissimi minuti vedendo il disagio crescente di lei, che provava a fare il suo lavoro con un tizio sconosciuto che la metteva le mani ovunque, circondata da gente che faceva finta di niente. Tutto finito con un bel «e fatte ‘na risata».
O come ad ogni edizione in cui ritrovo la maestra Celentano, che sarà pure una celebrità nell’insegnamento della danza ma lo è anche nel body shaming, e anno dopo anno, dal suo ruolo di prof lancia strali giudicanti e pesantissimi sulle ragazzine che esteticamente non corrispondono al modello anoressico della danzatrice classica.

Non parliamo poi della spettacolarizzazione del dolore, elemento portante di C’è posta per te, che sopra ogni cosa mi sembra che propugni un’idea di famiglia veramente masochistica: non importa quanto tu sia stata abbandonato, sfruttato, ignorato o maltrattato dalla tua, certi affetti non muoiono mai e si può passare anche tutta la vita a rincorrerli o a crogiolarsi nel dolore di ciò che ti è capitato o mancato. Ma un bell’inno all’autonomia, un bel Vaffa a chi ci ha trattati male, un bel giro di pagina una volta preso atto che non siamo stati amati, non sarebbe meglio? Immagino non produca audience, né il pathos o le lacrime che gli sono necessari.

Ma Maria per quanto mi riguarda è ipnotica, e ho risolto il mix di attrazione e repulsione che mi provocano i suoi programmi evitando di guardare le altre trasmissioni e tenendo invece un posto per Amici. Lì almeno il trash viene compensato da un bell’osservatorio sulle nuove generazioni: i ragazzi sono giovanissimi, a volte molto talentuosi e vedere 18enni che studiano musica o si impegnano nella danza è uan cosa che mi fa bene al cuore. E poi Maria non resiste al momento intimità neanche lì, così oltre a balli e canti, prima o poi c’è sempre una bustina che si apre e una storia dolorosa che ne emerge, perlopiù ben divisa per genere: se il dolore riguarda le madri è quasi sempre perché sono malate, precocemente morte, o hanno sacrificato la loro intera vita per crescere i figli, mentre riguardo ai padri di solito il problema è che sono padri violenti o assenti: perfettamente secondo statistica ma utile sapere che anche nelle famiglie più giovani tutto è ancora quasi immutato. E poi c’è Geppi Cucciari, che fra una battuta e l’altra riesce sempre a inserire fra le righe un contenuto sensato con il valore di una pubblicità progresso: quello di ieri sera verteva sul cyberbullismo e le shit storm, dall’ultima ondata di violenza espressa contro Asia Argento agli insulti al Presidente Mattarella.

Ma il pezzo meglio della finale di ieri di Amici 18 è stato l’arrivo di Pio e Amedeo, un duo comico composto da due 35enni pugliesi.

Metà del loro intervento è stato dedicato ai migranti, tema che per come l’hanno declinato sarebbe già stato spiacevole in un giorno qualsiasi ma che ieri, con gli occhi pieni delle immagini della nave Acquarius bloccata in mare, era praticamente insostenibile. Sono volate battute sui gommoni (rivolta a Ermal Meta), sui famosi 35 euro al giorno (al coreografo afroamericano Bill Goodson) e sull’aiutiamoli a casa loro rivolti ad alcuni dei concorrenti.
Cattivo gusto unito a sfortunata coincidenza temporale? Probabilmente sì, certo se il pezzo previsto in scaletta verteva su quello, suppongo non fosse possibile cambiarlo in corsa il pomeriggio per la sera, ma non ci è dato sapere se loro ci abbiano anche soltanto pensato. Quello che sappiamo però, è che l’altra parte dell’intervento si è concentrata sulle donne, con lo stesso livello di cattivo gusto, e un frasario se possibile ancora più antico. Mi hanno ricordato un po’ Frassica di Indietro tutta e i commentatori di Drive in, per intenderci. Non volendo peccare di interpretazione, le ho trascritte pari pari:

A Simona Ventura, in riferimento agli attriti con Heater Parisi. «Capisco, sono scherzi da menopausa».

Commentando gli artisti usciti dal talent: «Stefano de Martino si è fatto i soldi, le case, le macchine, e si è fatto Belen, dopo essersi fatto Emma».

Ad Alessandra Amoroso, accompagnando le parole con occhiate e gesti eloquenti rivolti al pubblico: «Ma la Amoroso è così bona dal vivo?». La fa alzare. «Una carrozzeria incredibile! La carrozzeria c’è, i fanaloni pure, vogliamo aggiungere il freno a mano?». Lei imbarazzatissima, lui imperterrito: «Ma lo sai che se ti prendo, domani cammini come il Dottor House?».

A Giulia Michelini: «La Michelini ci rimane male?» (per i complimenti alla Amoroso), «Che mi fai la gelosa?», «Hai fatto piangere mia mamma con Rosi Abate… la vogliamo vendicare? Ti faccio piangere io stanotte? Lacrime di gioia, ti faccio versare».
E ancora: «Ho visto che la impugni bene quella pistola, ti faccio provare io una calibro 22?».

Finalissima di Amici, intermezzo comico di Pio e Amedeo - Italia 2018. E per fortuna che hanno avuto soltanto 16 minuti.

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