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1 Giugno Giu 2018 1859 01 giugno 2018

Il governo Conte, il ministro Fontana e l'assenza delle Pari opportunità

Nel nuovo esecutivo gialloverde, i diritti delle donne (o meglio, di una società che vuole definirsi civile) non sono una priorità. Quindi, che fare?

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Governo Conte Ministro Lorenzo Fontana Pari Opportunità

E niente, proprio non ce la fanno i governi italiani a mettere in agenda, tra le priorità, tutto ciò che riguarda i diritti delle donne. Che poi (ormai le femministe lo ripetono compulsivamente) non sono diritti solo 'delle donne': sono i diritti di una società che voglia definirsi civile, di uno Stato che prenda atto di problematiche che influiscono sulla vita di tutti. Il governo Conte nasce senza un Ministero per le Pari Opportunità, esattamente come aveva voluto Matteo Renzi e lasciando al tanto (troppo) mite Enrico Letta l’onore di aver nominato l’ultima ministra al dicastero: Josefa Idem.

Non bastano evidentemente i dati spaventosi sui femminicidi, non bastano i dati Istat che parlano di un’Italia con quasi sette milioni di donne vittime di violenza. Non basta nemmeno ricordare che il Ministero per le Pari Opportunità si dovrebbe occupare di tante altre importanti questioni: lavorare per prevenire e rimuovere ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale per ragioni legate a genere, religione e convinzioni personali, origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico. Temi di un'attualità evidente e che nel mondo stanno creando vere e propri tsunami di consenso, influencer, testate giornalistiche, summit e opinion maker. Noi, invece, dovremo ancora accontentarci di una delega, probabilmente nelle mani di un sottosegretario (o sottosegretaria) che non consenta ulteriori aperture ai diritti civili, per molti del Governo appena arrivato, addirittura già eccessivi.

In questo scenario, già di per sé avvilente, si inserisce l’incarico affidato al ministro Lorenzo Fontana, un convinto anti-abortista e uno che difficilmente potrà mai arrendersi all’evidenza che la famiglia non sia solo una. Cosa saranno per lui le famiglie omogenitoriali? Formazioni invisibili? Pericolosi nuclei sovversivi? Il 31 maggio 2018, Matteo Salvini (ma non è agli Interni?) ha già sentenziato ai microfoni di SkyTg24 che per lui la famiglia è solo quella con mamma e papà. Inutile credere che Fontana possa regalarci qualche sorpresa. A questo e ai diritti delle donne, in particolare all’applicazione della Legge 194, il Ministro, a mio parere, dovrà fare molta attenzione. I movimenti femministi e le tante realtà che operano per la tutela dei diritti delle persone Lgbtiqa sono pronte a dare battaglia e, nonostante qualche differenza, si ritrovano tutti uniti nel non accettare alcun arretramento.

Qualcosa mi dice che all’inizio saranno prudenti le voci di Governo su questi temi ma poi inizieranno affondi mai visti. Si affaccerà un attacco mirato all’inesistente teoria gender, si punterà a sostenere un antiscientifico e antistorico 'ordine naturale' e le donne dovranno lottare per non perdere diritti acquisiti.

Serrare le fila e imparare a fare rete, ad essere uniti, tutti, uomini e donne. Questa l’unica possibilità per non tornare indietro di 70 anni. Iniziamo ad allenarci all’idea.

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