4 Settembre Set 2019 1758 04 settembre 2019

Chi è Elena Bonetti, ministra delle Pari opportunità del governo Conte bis

Docente di matematica, renziana, nel 2014 firmò un appello insieme a don Gallo per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni sull'omosessualità.

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Elena Bonetti

Era dal lontano 2013, dai tempi di Josefa Idem nel governo Letta, che non veniva nominata un ministra delle Pari Opportunità. Una figura invece voluta dal governo Conte bis, che per ricoprire il ruolo ha scelto Elena Bonetti. Docente universitaria di Matematica, professoressa associata di Analisi, mantovana, un passato come capo scout nell'Agesci, la neo ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Bonetti nel 2014 firmò un appello, insieme a don Gallo, per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni «perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati». Finalmente un drastico cambio di passo rispetto alle posizioni ultracattoliche del precedente ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana e Alessandra Locatelli. Matteo Renzi, un passato nell'Agesci anche per lui, nel 2017 la volle nella segreteria nazionale del Pd. Una scelta che destò più di una sorpresa, considerato che Bonetti, oggi 45enne, era una docente universitaria e non una politica in senso stretto.

Considero la politica come servizio. Sarà un onore domani giurare al Quirinale. Farò del mio meglio per garantire a...

Geplaatst door Elena Bonetti op Woensdag 4 september 2019

Iscritta da poco nel Partito democratico, madre di due figli e renziana doc, ammise che la scelta colpì anche lei stessa: «Mi è sembrata una proposta sproporzionata, ma ha prevalso la voglia di provare», commentò la nomina attribuendola ai suoi contatti col mondo giovanile: «Credo che stia a significare la volontà di aprire tutte le porte al mondo giovanile, alle associazioni che a questo mondo si rivolgono e ai valori di cui sono portatrici». Sulla sua biografia, che compare sul sito del Pd, Bonetti scrive: «Nella ricerca ho imparato che si cresce se si gioca in squadra. La passione educativa e il desiderio di accompagnare le giovani generazioni ad essere buoni cittadini, capaci di contribuire a scrivere una storia bella e generativa per la nostra comunità, trovano le radici nel mio cammino scout - aggiunge - Su questa strada ho imparato la bellezza del camminare insieme, la felicità e la pienezza che nascono dal servizio, il coraggio di dire sì, la chiamata a lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato».

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