23 Agosto Ago 2019 1200 23 agosto 2019

Le donne che hanno fatto la storia della politica italiana

Dal 1976, quando Tina Anselmi  fu la prima a diventare ministra, a Elisabetta Casellati, dal 2018 prima presidente del Senato, di conquiste ne abbiamo fatte. Ma riusciremo a nominare una donna premier?

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Se si pensa che fino a poco più di 70 anni fa le donne in Italia non potevano nemmeno votare - il gran debutto fu nel 1946 - non si può dire che non abbiamo percorso grandi falcate nella politica nazionale. Ma oltre alle maggiori difficoltà nel conquistare e imporre una propria presenza, tanto che il cammino delle pari opportunità ha più volte richiesto interventi contro il 'gap' di genere, nella storia dell'Italia repubblicana sono rimaste ancora precluse alle donne cariche al top dell'assetto politico-istituzionale, come quella di capo del governo - che ora vede proprio nomi al femminile in primo piano nel toto-premier, in primis la giurista Marta Cartabia, e quella massima di capo dello Stato.

Una foto della senatrice Lina Merlin datata 12 marzo 1956.

E tra le figure che hanno contrassegnato questo «lunga marcia» delle donne nei Palazzi romani, non si può non citare la seppur poco conosciuta Angela Guidi Cingolani (1896-1991), prima a diventare sottosegretaria nel 1951, per la precisione all'Industria e commercio, per la Democrazia Cristiana. A lasciare un segno sicuramente maggiore nella politica italiana è stata però quella Lina Merlin (1887-1979), già partigiana, 'madre' costituente socialista, sostenitrice dei diritti delle donne e anche prima senatrice italiana, cui si deve la legge 20 febbraio 1958, n. 75 - conosciuta appunto come 'Legge Merlin' - con cui fu abolita la prostituzione legalizzata in Italia.

Tina Anselmi in una foto d'archvio.

Bisogna arrivare però al 1976 (pur aumentate, le elette alla Camera sono ancora solo 53, 11 al Senato) per vedere la prima donna ministro, Tina Anselmi (1927-2016), ministra del Lavoro per la Dc, anch'essa ex partigiana e tra quante hanno fatto la storia della Repubblica, in particolare per la sua meritoria opera di presidente della Commissione d'inchiesta sulla P2, e più volte presa in considerazione per l'ascesa al Quirinale. Sempre nel 1976 Adelaide Aglietta è la prima donna segretario di partito, quello Radicale (lo stesso che, oltre a fare proprie tante istanze e lotte del movimento femminista, 11 anni dopo, nel 1987, porterà alla Camera 'Cicciolina' Ilona Staller). È poi nel 1979 che per la prima volta una donna, Nilde Iotti (1920-1999), comunista, anche lei ex partigiana e deputata costituente, viene eletta presidente della Camera dei deputati, rimanendovi per ben tre legislature, fino al 1992.

Emma Bonino.

Nel 1994 è la 31enne leghista Irene Pivetti a diventare presidente della Camera, mentre nel 1995 l'altra 'colonna' radicale Emma Bonino è la prima donna italiana alla Commissione europea, con le deleghe per gli aiuti umanitari e la tutela dei consumatori: sarà poi ministro delle politiche europee e del commercio internazionale nel governo Prodi e ministro degli esteri nel governa Letta (ma la prima donna alla Farnesina è la repubblicana Susanna Agnelli nel 1995, governo Dini). Nell'era del 'berlusconismo', alla corte dell'ex Cavaliere crescono figure femminili, come Mara Carfagna o Mariastella Gelmini, come la stessa Maria Elisabetta Alberti Casellati, che il 24 marzo 2018 diventerà la prima donna presidente del Senato.

Rosy Bindi.

Sul fronte opposto, fin dagli Anni 90 più volte ministra, Rosy Bindi è tra i più convinti sostenitori della nascita del Partito Democratico, di cui sarà presidente. Partito che poi, negli anni del 'renzismo', eleggerà alla presidenza della Camera Laura Boldrini (allora di Sinistra ecologia e libertà, poi vittima designata degli 'haters' per le posizioni pro-migranti) e avrà tra le esponenti di spicco la ministra Maria Elena Boschi. Anche tra i Cinque stelle non mancano 'pasionarie' di riferimento: una per tutte Virginia Raggi, che il 19 giugno 2016, con 770.564 voti raccolti, è il sindaco più votato della storia di Roma e la prima sindaca della Capitale.

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