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22 Luglio Lug 2019 1645 22 luglio 2019 Aggiornato il 23 luglio 2019

La discussione del ddl Pillon torna in Senato

Il 23 luglio è in programma in Commissione Giustizia. Associazioni e movimenti femministi ancora in piazza. Lettera dei parlamentari: «Non lasceremo che venga approvata una legge lesiva della libertà di donne e bambini/e».

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Ci avevano fatto credere che non fosse più un problema, forse speravano che ce ne fossimo dimenticate. Ma per martedì 23 luglio è in programma in Commissione Giustizia al Senato la ripresa della discussione sul controverso ddl Pillon e sugli altri disegni di legge collegati. E così per protesta, associazioni, i centri antiviolenza, il movimento femminista, le organizzazioni sindacali scendono nuovamente in campo (e in piazza) contro il ddl sull'affido condiviso (dopo che ad aprile il Movimento 5 stelle ne aveva annunciato il ritiro ma il firmatario leghista Pillon aveva smentito la notizia). In attesa del presidio davanti a Montecitorio e una conferenza stampa in Senato previste per martedì mattine e martedì pomeriggio, i parlamentari hanno scritto una lettera. «Abbiamo appreso della ripresa della discussione in Commissione Giustizia al Senato del ddl Pillon. Ancora una volta», scrivono, «non si presta ascolto alle richieste delle donne e di organismi di rilevanza istituzionale. Non è stata ascoltata la voce di tutti i centri antiviolenza, delle associazioni femministe, delle organizzazioni sindacali. Non sono nemmeno serviti i richiami di autorevoli istituzioni a cominciare dal Garante per l'Infanzia e di tutte le organizzazioni che lavorano a tutela dei e delle minori. Se qualcuno pensa che resteremo a guardare e lasceremo che venga approvata una legge lesiva della libertà di tutte e di tutti e pericolosa per la vita di donne e bambine/i, si sbaglia».

Nella lettera ricordano anche che «tanti parlamentari anche della maggioranza nel corso degli ultimi mesi hanno più volte dichiarato la loro contrarietà al ddl Pillon riconoscendo la validità delle nostre obiezioni. È arrivato il momento di verificare la fondatezza di tali dichiarazioni: Chi è dalla nostra parte e Chi no, chi è dalla parte delle donne e dei bambini e chi no, Chi è disposto in Parlamento a far sentire la propria voce e a rispondere alla propria coscienza. Per questa ragione chiediamo a ogni parlamentare», sottolineano, «di testimoniare il proprio impegno personale e di essere presente fisicamente alla conferenza stampa che abbiamo promosso al Senato martedì 23 luglio alle ore 16.30». Tra i promotori della conferenza stampa: Differenza Donna Ong, D.i.Re - Donne in rete contro la violenza Udi, Rebel Network, Casa internazionale delle donne, Arci Nazionale, ArciLesbica Roma, Cgil, Uil, Uaar Nazionale, Amnesty International, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Famiglie Arcobaleno, Gaynet, Gaynews, Agedo Nazionale e molte altre associazioni. Per Non Una di Meno il «disegno di legge Pillon vorrebbe riportare in auge una concezione della famiglia anacronistica, basata sull'unione indissolubile tra uomo e donna, che si regge sul ricatto economico e, ancor più tragicamente, sulla minaccia della perdita della tutela legale dei figli». Lunedì, inoltre, il Consiglio comunale di Milano ha approvato l'ordine del giorno presentato dal Pd che invita la giunta e il sindaco ad «attivarsi presso il Parlamento affinché venga ritirato» il ddl Pillon.

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