29 Maggio Mag 2019 1813 29 maggio 2019

Sull'aborto Pillon vorrebbe seguire Alabama e Missouri

Il senatore leghista, intervistato a Radio24, ha detto di essere d'accordo con la linea proibizionista di alcuni Stati Usa: «Finalmente si inizia a capire che un feto è un bambino e non grumo di cellule».

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Da un po' di tempo non sentivamo parlare del senatore leghista Simone Pillon e del suo controverso (per usare un eufemismo) ddl sull'affido condiviso, dopo che il primo aprile il Movimento 5 stelle ne aveva annunciata l'archiviazione (per ora però mai ufficializzata). Il senatore è tornato a far discutere prima con un post su Facebook di cattivo gusto contro il giornalista di Repubblica Vittorio Zucconi morto domenica, poi tornando a parlare della questione aborto. Pillon - tra i più convinti sostenitori del Congresso delle Famiglie - è contrario all'interruzione volontaria di gravidanza e nel 2018 si era lasciato andare a dichiarazioni come: «Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull'aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina».

«UN FETO NON È UN GRUMO DI CELLULE»

Intervistato a Uno, nessuno, 100Milan su Radio 24, Pillon ha commentato i recenti fatti che hanno portato lo Stato dell’Alabama ad abrogare quasi in assoluto la legge sull’aborto: «In Alabama, che non mi risulta che sia uno Stato del terzo mondo, con tutta serenità hanno abrogato la legge che permetteva l’aborto. E ho visto che il Missouri ha seguito subito l’esempio dell’Alabama», ha osservato. «Se uno Stato, che tra i primi aveva introdotto la possibilità di abortire legalmente ora fa marcia indietro, significa che c’è una diffusa coscienza e conoscenza, attraverso strumenti scientifici, che quello è un bambino e non grumo di cellule, come qualcuno pensava», sostiene Pillon, secondo il quale «dall’altra parte ormai abbiamo tutti gli strumenti contraccettivi che servono per prevenire una gravidanza indesiderata. Quindi cominciamo a fare pesare sulla bilancia il diritto alla vita di quella creatura».

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