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Diritti

22 Maggio Mag 2019 1531 22 maggio 2019

Le proposte di legge per le donne rimaste in sospeso

La Tampon Tax non è l'unico tema che la politica dovrebbe affrontare una volta per tutte. Dal welfare per i caregiver alle norme che aiutino le cittadine con disabilità e endometriosi. Gli altri. 

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Proposte Di Legge Donne

Come Godot o Giovanni Drogo del Deserto dei Tartari, due figure letterarie che richiamano l’inganno di un evento che sembra imminente ma invece non lo è, le donne attendono da tempo delle norme che risolvano problematiche fondamentali dell’universo femminile. Temi e diritti come quelli del caregiver, dell’Iva maggiorata sugli assorbenti, argomento che ha di recente aperto una polemica infuocata con il Movimento 5 stelle, sono finiti nel flusso devitalizzato del disegno di legge congelato e in attesa di essere, forse, recuperato. A volte perché frutto di legislature che cambiano velocemente e si passano la palla sulle questioni più varie, oppure perché passato il momento dell’interesse pubblico, cadono facilmente nel dimenticatoio. Per non perdere i pezzi, abbiamo quindi riassunto i progetti di legge più importanti per noi donne in attesa di una discussione o di una votazione finale. Che sono troppo centrali per ignorarli del tutto.

LA TAMPON TAX E LO SGRAVIO FISCALE SUI PAP

«Gretini», il termine con cui provocatoriamente si indicano i follower di Greta Thunberg, ma con il sangue degli altri. Ha questo sapore, di ipocrisia, la reazione con cui Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera, ha rimandato al mittente (principalmente le opposizioni) le critiche per non aver inserito gli assorbenti usa e getta nei prodotti con Iva al 4% come proposto alla Camera dal Partito democratico (già nel 2016 era arrivata una proposta simile da Pippo Civati). Motivazione? Perché l’indirizzo politico del Movimento sul tema, ribadito con un ordine del giorno a fine 2018, è quello di diminuire l’imposta sul valore aggiunto solo per quei prodotti ad alta sostenibilità ambientale: i PAP (prodotti assorbenti per la persona) lavabili. Un modo per incoraggiare la platea femminile a comprare articoli meno inquinanti abbandonando invece il ‘demonio’ dell’usa e getta. Dimenticando che un assorbente lavabile o una coppetta faranno forse meglio all’ambiente, ma aprono tutta una serie di problemi sull’utilizzo e sul suo impatto nelle abitudini: chi si vede la sera a bollire coppette e lavare via il sangue? Se poi a trattare il tema in tv e per la prima volta è un deputato uomo, il tamponsplaining, variante sull’igiene femminile del mansplaining, è dietro l’angolo. Tanto più che al momento l’Iva al 22% potrebbe essere interessata dal possibile aumento nel 2020 che porterebbe la percentuale fino circa al 25%.

IL CAREGIVER, UNA FIGURA SPESSO FEMMINILE, SENZA WELFARE

Dopo il Giappone, l’Italia è il paese più vecchio del mondo (dati Istat). Questo vuol dire che sempre più spesso nell’organizzazione famigliare è presente una figura dedicata alla cura non professionale, gratuita, delle persone non autosufficienti (anziani in primis). Nel 2010 erano circa 15 milioni, (55% le donne), i cittadini interessati da questa forma di lavoro senza effettiva remunerazione. Lavoro che può impegnare fino a dieci ore al giorno (e che quindi, secondo le statistiche, spinge il malcapitato ad abbandonare la sua occupazione, se ce l'ha, nel 66% dei casi) e non regolamentato nel nostro Paese da alcuna legge: il Testo Unico, che dovrebbe inquadrare e risolvere questa problematica, è ancora in fase di esame al Senato. La legge di Bilancio 2018 ha, sia istituito un Fondo pari a 60 milioni di euro, sia definito in maniera specifica, anche se in un emendamento, questa figura sociale. Tuttavia l’attivazione di questi soldi, è passata poi nelle mani della Presidenza del Consiglio ,e complice anche la fine della legislatura di allora, le risorse devono essere ancora effettivamente gestite e regolate in maniera chiara.

PREVENZIONE PER DONNE CON DISABILITÀ FISICA E PSICHICA

Tra le politiche di genere volte all’inclusione sociale è stata presentata alla Camera a fine marzo 2018 una legge firmata dalla deputata Michela Brambilla, in quota Forza Italia, che vorrebbe rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne con disabilità di usufruire dei servizi di cura e di prevenzione sanitaria. Per molte risulta spesso difficoltoso sottoporsi a esami ginecologici di screening quali pap test o mammografia. Tra i problemi, ci sono quelli della strumentazione difficilmente accessibile e quello delle strutture carenti di personale sanitario adeguatamente preparato. La proposta si prefigge quindi di offrire percorsi assistenziali socio-sanitari appropriati e servizi di consulenza specifica. Inoltre si concentra sulla possibilità di potenziare l’attività informativa in tema di procreazione responsabile, contraccezione e attività dei consultori famigliari.

UN REGISTRO PER LE DONNE AFFETTE DI ENDOMETRIOSI

L’endometriosi è una malattia invalidante inserita nell’elenco delle patologie croniche e per la quale, negli stadi clinici più avanzati, è riconosciuto il diritto a usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Il disegno di legge Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi presentato nel 2018 al Senato da Pierpaolo Sileri, prevede l’incremento dei periodi di assenze sul lavoro e l’istituzione di un Registro nazionale per le pazienti. Infine vengono proposti contributi alla ricerca e la nascita di una Giornata nazionale dedicata alla malattia, dato che quella mondiale esiste già. Similmente una proposta presentata alla Camera da Forza Italia sottolinea l’importanza di dare vita a un Osservatorio nazionale e di riconoscere la patologia come vera e propria malattia sociale.

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