Sessismo

Sessismo

21 Maggio Mag 2019 1743 21 maggio 2019

I partiti contro le donne alle elezioni Europee

Sono formazioni di estrema destra, sessiste e retrograde. Si oppongono ad aborto e parità di genere. Hanno i volti di uomini ma spesso anche femminili.

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Elezioni Europee Partiti Sessisti

C'è un'Europa che reclama più tutele per le donne e una che rema contro, che combatte il femminismo e cerca di riportare indietro le lancette dell'orologio della nostra civiltà, di cancellare diritti acquisiti e precipitare nuovamente il continente in una concezione della donna antiquata e anacronistica. È l'Europa di cui ha parlato a LetteraDonna anche Luciana Castellina, quella del Congresso di Verona e dei movimenti d'estrema destra che mettono una certa visione tradizionalista della famiglia e dei ruoli di genere davanti a tutto. Quella contro l'aborto e che nega il gender gap.

L'ITALIA DEL CONGRESSO DI VERONA

In Italia ormai da anni esiste un partito chiamato Il Popolo della Famiglia, guidato da quel Mario Adinolfi che nel 2015 disse che «la donna deve essere sottomessa», di ispirazione ultra cattolica, contrario all'aborto e a qualsiasi forma di contraccezione, che considera la donna solo in quanto fattrice e che per questo ha di recente proposto un «reddito di maternità». Ma che la questione non sia più un fatto di pochi decimi di punto nelle percentuali dei sondaggi elettorali è stato reso chiaro dal Congresso di Verona celebrato a fine maggio, al quale hanno preso parte esponenti del governo. Ancora di più è reso evidente dalle posizioni anti-abortiste del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e da misure come il disegno di legge Pillon, che disciplina le separazioni penalizzando le madri nel nome di una perfetta bigenitorialità e di quella del tutto presunta sindrome dell'alienazione parentale che rischiano di legittimare le varie forme di violenza domestica.

Mario Adinolfi.

Ansa

REGNO UNITO TRA BREXIT E SESSISMO

La situazione del Regno Unito non è certo migliore, se si guarda ai sondaggi. Il partito più avanti di tutti è il Brexit Party, che ufficialmente si propone di portare avanti le istanze anti europeiste avviate col referendum del 2016 e arenatesi nelle mille difficoltà di un processo politico di separazione tutt'altro che consensuale e condiviso, ma che nei fatti è guidato dall'ex leader dello Ukip, quel Nigel Farage che arrivò a sostenere che «le parole di Godfrey (Bloom, ex parlamentare europeo dello Ukip, ndr), secondo cui 'nessuno datore di lavoro con un po' di cervello assumerebbe una donna libera, giovane e single', si sono rivelate esatte. Con questa follia che ti permette di avere tre o sei mesi lontano dal lavoro retribuiti se hai dei figli, ha perfettamente centrato il punto». Come se non bastasse, Farage ha caricato nel suo partito anche l'ex conservatrice Ann Widdecombe, famosa per le sue posizioni anti-abortiste. E lo Ukip? Sembra non aver perso il vezzo del sessismo, se è vero che Carl Benjamin, secondo in lista alle Europee nel collegio del Sud Ovest dell'Inghilterra, è stato di recente beccato in un video del 2014 in cui accusava le donne di essere la causa dell'incremento degli omicidi di massa: «Questo è ciò che il femminismo ha creato», diceva nel video successivamente rimosso, «una generazione di uomini che non sanno cosa fare, che vengono demonizzati per ciò che sono». Lo stesso Benjamin aveva già rivolto un tweet alla parlamentare laburista Jess Philips: «Non ti stuprerei nemmeno».

Nigel Farage.

Ansa

LA FRANCIA E IL CASO BELLAMY

In Francia, il sessismo sembra essere uscito dai programmi elettorali. Almeno da quelli ufficiali dell'estrema destra con ambizioni di governo. Da quando Marine Le Pen ha preso in mano il Front National conducendolo a un cambiamento che ha portato persino al cambio di nome in Rassemblement National, il partito ha cambiato look e linguaggio, mantenendo certamente un forte carattere xenofobico ma ammorbidendosi sulle questioni di genere. In particolar modo sull'aborto, a cui Marine Le Pen non si è mai veramente opposta, considerandolo prima come un diritto consolidato, poi come un qualcosa di cui non abusare ma comunque lecito, e infine cancellandolo completamente dai programmi del suo partito, intuendo probabilmente il potenziale divisivo del tema nella sua base elettorale. In compenso, a levarsi come voce anti-abortista in questa campagna per le Europee, ci ha pensato il capolista dei Repubblicani, François-Xavier Bellamy. Le posizioni personali del filosofo francese sull'interruzione volontaria di gravidanza hanno creato non pochi problemi all'interno del partito gollista, hanno portato alle dimissioni dal gruppo politico della sindaca di Morlaix Agnès Le Brun e dell'ex deputata Marie-Jo Zimmermann.

Marine Le Pen.

Ansa

LA VOX MISOGINA DI SPAGNA

In Spagna la guida del fronte di estrema destra è stata assunta da Vox, partito diretto da Santiago Abascal che si è presentato alle ultime elezioni nazionali con un programma intriso di omofobia e sessismo. Vox ha respinto lo sciopero dell'8 marzo con un manifesto firmato dalla sua presidente Rocío Monasterio; ha chiesto la soppressione degli «organismi femministi radicali sovvenzionati»; si è espresso in «difesa della vita dal concepimento alla morte naturale» invocando «informazione e alternative» per le donne «con gravidanza indesiderata»; ha reclamato la «proibizione dell'utero in affitto e di ogni attività che confischi e utilizzi gli esseri umani come prodotto di compravendita»; ha proposto di «derogare alla legge sulla violenza di genere e a tutte le norme che discriminino un sesso o l'altro» sostituendole con una legge sulla «violenza interfamiliare che protegga allo stesso modo gli anziani, gli uomini, le donne e i bambini»; ha chiesto l'istituzione di un nuovo ministero della Famiglia che dia «un appoggio deciso alle famiglie e alla natalità in generale», una paga minima di 100 euro al mese per ogni figlio da dare «alle donne che siano madri, a prescindere dalla loro situazione familiare e lavorativa» e un ampliamento del permesso di maternità a 180 giorni che possano diventare un anno in caso di figli con disabilità. Nessuna traccia, invece, di un congedo parentale per i padri. Senza arrivare a un programma anti femminista e sessista tanto articolato, il Partito popolare di Pablo Casado ha comunque scelto di boicottare lo sciopero dell'8 marzo etichettando come «inaccettabili» le richieste di un femminismo che «divide».

Santiago Abascal.

Ansa

GERMANIA, TUTTO IL SESSISMO DI AFD

Anche il partito di estrema destra tedesco, Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), ha sembra avuto una forte caratterizzazione sessista. All'interno del suo programma, accanto alla battaglia contro l'immigrazione, si proponeva l'obiettivo di far dichiarare «incostituzionale» l'ideologia di genere, definita come una minaccia alle «naturali differenze» tra uomo e donna, opponendosi nella pratica alle quote rosa, agli studi di genere, alle campagne per l'utilizzo di un linguaggio che includesse entrambi i generi. Naturalmente il partito è sempre stato contrario anche all'aborto, ai matrimoni omosessuali, alle moderne leggi sul divorzio. In una straordinaria operazione di maquillage, il partito ha scelto come capogruppo al Bundestag Alice Weidel, donna e lesbica, eppure esponente di un partito sessista e omofobo. Ma al suo interno i pregiudizi di genere sono ancora enormi: appena eletta, nel 2017, la parlamentare Corinna Miazga venne insultata da un suo collega di partito che nel 2017 sostenne sarebbe stata più adatta a fare la pole dancer che a un ruolo da parlamentare.

Alice Weidel.

Ansa

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