15 Maggio Mag 2019 1501 15 maggio 2019

Tutte le candidate in Italia alle elezioni europee

In vista del voto del 26 maggio, il punto della situazione sulla parità di genere nelle liste del nostro Paese. Tutte donne a capo delle varie circoscrizioni nel M5s. Il Pd è il partito che ne schiera di più. 

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Domenica 26 maggio si vota per il rinnovo del parlamento europeo, un test politico il cui esito rappresenta un vero e proprio termometro di gradimento per le forze di governo e opposizione del nostro Paese. Ma se i leader devono aspettare il 27 maggio prima di tirare le somme, è già possibile fare un primo bilancio: quello della parità di genere, tradotto in candidature femminili più o meno numerose e di rilievo.

QUOTE ROSA OBBLIGATORIE

Nonostante la strada per la vera uguaglianza sia ancora lunga, l’Unione Europea è un’istituzione che più di altre dimostra di avere a cuore questo tema, visto che attualmente circa il 36% dei deputati è di sesso femminile, percentuale che arriva a 40 se si parla della rappresentanza italiana. All’appuntamento imminente con le urne, per eleggere i 73 o 76 esponenti di cui l’Italia ha diritto, a seconda dell’epilogo del caso Brexit, ogni partito ha stilato una lista di candidati suddivisi in cinque circoscrizioni (Italia Nord Occidentale, Nord Orientale, Centro, Sud e isole). Il sistema elettorale è un proporzionale puro con sbarramento al 4% e nel 2019 presenta una novità che riguarda proprio le donne visto che, per la prima volta, ogni schieramento è stato obbligato a candidarne almeno la metà del totale e a inserirne una nei primi due posti di ogni circoscrizione. Quante e quali sono quindi, quelle in lizza per un posto all’Europarlamento?

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NEL M5S E IN EUROPA VERDE I CAPILISTA SONO DONNE

Movimento 5 Stelle ed Europa Verde sono le forze che hanno deciso di darci maggiore spazio, almeno inizialmente, schierando le donne in prima fila in tutte le circoscrizioni. Se la scelta degli altri candidati grillini è stata come sempre affidata alla piattaforma Rousseau, ai capilista ha pensato direttamente Luigi Di Maio, facendo ricadere la scelta su cinque donne ritenute «l’eccellenza della società civile». Si tratta di Maria Angela Danzì, segretaria e direttrice generale dei comuni di Genova e Novara e della provincia di Varese; Sabrina Pignedoli, giornalista d'inchiesta; Daniela Rondinelli, componente del Gabinetto di Presidenza del Comitato economico e sociale europeo; Chiara Maria Gemma, professoressa associata in didattica e pedagogia speciale all'università di Bari e Alessandra Todde, amministratore delegato di Olidata. Anche Europa Verde, nata dalla fusione tra Verdi e Possibile con l’obiettivo di portare avanti una politica femminista e ambientalista, ha scelto cinque capilista donna: Elena Grandi, vicepresidente del municipio I di Milano e assessore al verde; Silvia Zamboni, giornalista specializzata in ambiente, sviluppo sostenibile e green economy; Annalisa Corrado, ingegnere meccanico che lavora su fonti rinnovabili; Eliana Baldo, avvocato di parte civile nel processo sul disastro ambientale provocato dall'Ilva e Nadia Spallitta, insegnante e avvocato. Tra le candidate note spicca anche la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone (qui la nostra intervista sulla sua corsa alle Europee).

Il leader Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio con, da sinistra al destra, le capolista alle elezioni europee 2019 Maria Angela Danzì per il Nord Ovest, Sabrina Pignedoli per il Nord Est, Alessandra Todde per le isole, Chiara Maria Gemma per il Sud e Daniela Rondinelli per il Centro.

Ansa

LEGA, FRATELLI D’ITALIA E FORZA ITALIA: LEADER IN PRIMA FILA QUASI OVUNQUE

L’altra forza di governo, la Lega, punta a uscire dalla tornata elettorale come primo partito, affidandosi a Matteo Salvini, capolista unico. Dietro di lui Heidi Monica Andreina, Alessandra Basso, Simona Baldassarre, Ilaria Antelami e Francesca Donato, presidente quest’ultima della discussa associazione Eurexit che si pone come obiettivo primario l’uscita dell’Italia dall’Eurozona. Tra i pochissimi nomi femminili riconoscibili Gianna Gancia, moglie di Roberto Calderoli, e Silvia Sardone, ex Forza Italia. Unica donna a capo di un partito italiano, Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni non poteva che guidare i suoi anche in Europa, in campo come prima della lista in tutto il Paese, con la speranza che il suo nome funga da calamita elettorale. Presenti anche Daniela Santanché candidata al Nord Ovest ed Elisabetta Gardini al Nord Est, fresca di divorzio dal partito di Silvio Berlusconi. Proprio in quest’ultimo, a farla da padrone come ampiamente prevedibile è ancora una volta l'ex premier, in testa in quattro circoscrizioni su cinque (al Centro ha lasciato il posto all’attuale presidente del parlamento europeo Antonio Tajani). Nessuna donna in prima fila dunque, mente in seconda ci sono l’eurodeputata Lara Comi nel Nord Est, Alessandra Mussolini al Centro e l’ex starlette televisiva Barbara Matera al Sud, dove però a far parlare nelle ultime settimane è stata l’esclusione illustre di Mara Carfagna. Si scorgono tra le altre Irene Pivetti e l’atleta paralimpica Giusy Versace.

Giorgia Meloni.

Ansa

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DUE LE CAPILISTA NEL PARTITO DEMOCRATICO

Con 39 candidate su un totale di 76, il Partito democratico è la forza politica che ha deciso di schierare più donne. Due le capilista a fianco del trio Giuliano Pisapia, Carlo Calenda e Franco Roberti: l’eurodeputata Simona Bonafè al Centro e Caterina Chinnici nelle isole, europarlamentare, magistrato e figlia di Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia nel 1983. Scorrendo gli elenchi stilati al Nazareno si trovano molti esponenti della società civile ma pochi conosciuti al grande pubblico. Tra i destinati a far parlare di sé però c’è Caterina Avanza, coordinatrice per le Europee di En Marche, nonché stretta collaboratrice del presidente francese, Emmanuel Macron.

Caterina Chinnici.

Ansa

DA +EUROPA E LA SINISTRA: EMMA BONINO E LE ALTRE PROGRESSISTE

Nella lista che unisce +Europa e Italia in Comune le eleggibili ci sono ma solo una è capolista, e non può che essere Emma Bonino (leggi qui la nostra intervista), in lizza al Centro. A parte lei nessun altro nome altisonante tranne quello di Silvja Manzi, segretaria dei Radicali Italiani. Nel gruppo che ricade sotto il nome La Sinistra, infine, le prime in elenco sono ben quattro su cinque, unico uomo Corradino Mineo nelle isole. Nel Nord Ovest si punta su Eleonora Cirant (leggi qui il suo articolo sul problema della formazione della magistratura sul femminicidio pubblicato su LetteraDonna), giornalista e attivista di Non una di meno; a Nord Est sulla nipote di Romano, Silvia Prodi; al Centro sull’ex presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia e al Sud su Eleonora Forenza, europarlamentare uscente e attivista (leggi qui l'intervista in cui ci racconta la battaglia delle donne a Bruxelles).

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