4 Maggio Mag 2019 2216 04 maggio 2019

Il 60% degli italiani è favorevole alla castrazione chimica

Lo dice un sondaggio commissionato dalla Lega che intanto è scesa nelle piazze per raccogliere le firme per una legge che preveda il trattamento per pedofili e stupratori recidivi.

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Castrazione Chimica Lega

Non si ferma la battaglia della Lega per l’introduzione di una legge che preveda la castrazione chimica per i pedofili e gli stupratori recidivi. Il partito di Matteo Salvini è infatti sceso in piazza il 4 maggio per raccogliere firme sull'iniziativa. E nelle prime 24 ore ne hanno raccolte 50 mila. Un numero che potrebbe crescere domenica 5 seconda giornata di raccolta di adesioni. «È una cura democratica e pacifica», urlava intanto il leader del Carroccio in diretta Facebook da una piazza di Capannori, in provincia di Lucca. «Penso che pedofili e stupratori non solo abbiano bisogno di andare in galera ma devono essere curati con un farmaco, non con metodi più drastici. Spero che il Movimento 5 Stelle cambi idea perché è una sperimentazione che funziona in tanti Paesi del mondo», ha aggiunto il ministro dell'Interno.

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A galvanizzare Salvini è anche il risultato di un sondaggio di Swg, commissionato dalla stessa Lega, secondo il quale il 58% degli italiani sarebbe favorevole a questo tipo di pena. Sarebbe contro solo il 28% del campione intervistato. Mentre il restante14% non sa come rispondere.

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Analizzando l’appartenenza politica degli intervistati, emerge che l’inasprimento delle pene in materia di reati sessuali riscontra forte sostegno da parte di chi ha votato centrodestra, in particolare la Lega, ma anche il Movimento 5 Stelle. Mentre dal centrosinistra vengono espressi dubbi piuttosto rilevanti.

DI MAIO: «ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA»

Di tutt'altra idea, rispetto al leader del Carroccio, è Luigi Di Maio che ha commentato: «Leggo di sondaggi per cui la castrazione chimica è maggioritaria nel Paese ma non vi hanno detto che deve essere volontaria e che si applica solo ai reati minori, per anni di carcere. E se la raccontiamo così, il Paese la vede come una presa in giro. Parliamo della legge del ministro Bonafede per cui se uno mette le mani addosso ad una donna finisce in galera e non può uscire più senza attenuanti. Io non voglio alimentare dibattiti su un fenomeno di distrazione di massa come la castrazione chimica».

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