3 Aprile Apr 2019 1723 03 aprile 2019

Due ddl in Senato per le quote rosa nei consigli d'amministrazione

Bipartisan, sono stati presentati in Senato dalle senatrici Cinzia Bonfrisco della Lega e Donatella Conzatti di Forza italia.

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Quote Rosa Cda Societa Quotate

Più donne nei consigli di amministrazione delle società quotate. A chiederlo sono le senatrici Cinzia Bonfrisco della Lega e Donatella Conzatti di Forza italia che il 3 aprile hanno presentato con una conferenza stampa in Senato i loro disegni di legge. Entrambe le proposte sono già all'esame della commissione Finanze di Palazzo Madama. «Porteremo avanti la discussione», assicura il presidente della commissione Alberto Bagnai, «il tema ha la sua indubbia rilevanza», e aggiunge, «ha un senso culturale portare avanti questa battaglia». Intanto per accelerare i tempi e per evidenziare l'intenzione bibartisan di raggiungere l'obiettivo quote rosa nei Cda i due ddl sono stato congiunti in commissione e ed è stato nominato relatore Emiliano Fenu del Movimento 5 stelle.

COSA CHIEDONO LE DUE PROPOSTE

Le due proposte chiedono in sostanza una proroga della legge Golfo-Mosca che nel 2011 ha stabilito che il 20% dei posti disponibili negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate (Cda e collegi sindacali) venisse riservato al genere femminile. Un provvedimento che puntava al numero di tre mandati di Cda dall'entrata in vigore, ma scadenza. Nel 2022 si prevedeva infatti di aver raggiunto l'obiettivo e di non essere più necessario. Oggi le parlamentari di Lega e Forza italia chiedono l'estensione da sei a tre mandati per assicurare che nei consigli di amministrazione delle società quotate non manchino poltrone rosa. «Il percorso vedrà la luce al termine di una discussione approfondita qui in Senato e consegneremo alla Camera un ottimo lavoro», afferma Bonfrisco. Mentre Conzatti giudica «un bel risultato positivo» il dibattito sereno e condiviso che si sta avviando in commissione. «Noi - prosegue puntiamo a un modello di società paritario».«Le donne che salgono ai vertici però», sottolinea Conzatti, «rimandino indietro l'ascensore».

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