2 Aprile Apr 2019 1506 02 aprile 2019 Aggiornato il 03 aprile 2019

Via libera unanime della Camera al reato di Revenge porn

Sei giorni dopo la bagarre in Aula, è arrivato l'ok della commissione Giustizia. È stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. Standing ovation di Forza Italia e Pd.

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Revenge Porn Emendamento

La mamma di Tiziana Cantone, Maria Rosaria Giglio, durante la presentazione del ddl "Revenge Porn" del M5s il 28 marzo 2019.

Finalmente c'è il via libera: la commissione Giustizia della Camera ha dato l'ok a un emendamento unitario sul Revenge porn, all'interno della proposta di legge sul cosiddetto Codice Rosso, che introduce modifiche al Codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime violenza domestica e di genere. E poco dopo è arrivato anche il sì unanime dell'Aula della Camera all'istituzione del reato. L'emendamento della commissione al ddl sul Codice Rosso è stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. L'esito del voto è stato accolto da un applauso, con i deputati Forza Italia e Pd tutti in piedi a battere le mani. Una grande conquista dopo che la scorsa settimana l'Aula si era arenata sull'emendamento sul revenge porn di Forza Italia: dopo che le deputate forziste avevano occupato i banchi del governo la seduta era stata sospesa ed i capigruppo di Montecitorio avevano deciso di rinviare tutto a martedì 2 aprile.

Grazie a tutti per le parole di apprezzamento che avete espresso nei miei confronti che ravvivano il mio cuore. Oggi per...

Geplaatst door Maria Teresa Giglio op Dinsdag 2 april 2019

LA MADRE DI TIZIANA CANTONE: «SPIRAGLIO DI LUCE DOPO TANTI PALLEGGI DEI POLITICI»

«Oggi per me è un giorno davvero speciale, un primo e concreto riconoscimento di una battaglia che ho intrapreso da quando l'avverso destino mi ha portato via il bene più prezioso che la vita mi aveva donato»: ha commentato così il voto sul Revenge porn Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli suicidatasi il 13 settembre 2016 per non aver retto la vergogna di quel video hot diffuso online che la ritraeva. In un lungo post su Facebook la donna ha espresso tutta la sua gioia: «Ora dopo tantissimo tempo si è aperto uno spiraglio di luce, dopo tanti palleggi e altre priorità da parte dei politici che ci governavano in precedenza. Infatti nonostante i miei disperati appelli, non ricordo che sia stato un tema prioritario per chi ci ha governato in precedenza». Dopo la tragedia che l'ha colpita, Teresa si è battuta per sensibilizzare i parlamentari sull'importanza di punire determinati comportamenti che trovano sbocco sui social, rovinando la vita di tante persone, come accaduto alla Tiziana. L'ultima battaglia da vincere per la Giglio, forse la più difficile, resta quella del diritto vero all'oblio, visto che ancora oggi, nonostante diffide e denunce alle multinazionali che gestiscono le piattaforme social, il video di Tiziana è ancora in Rete (qui un'altra ragazza vittima di Revenge porn ci aveva raccontato il suo calvario).

RECLUSIONE DA UNO A SEI ANNI E MULTA FINO A 15 MILA EURO

Il testo prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

PENA AUMENTATA SE A DIFFONDERE CONTENUTI ESPLICITI È IL CONIUGE

La pena è aumentata se i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale.

DIFFERENZA DONNA: «ATTO DI CIVILTÀ DOVEROSO»

L'entusiasmo politico unanime, dal Pd (Serracchiani, Valente, Orfini) al M5s (Di Maio ha esultato su Twitter) e Forza italia (Carfagna e Zanella) si unisce a quello delle associazioni femministe. «Quando le donne si uniscono, i diritti sono affermati e non cancellati dal nostro Parlamento. La storia ce lo insegna ed anche questo emendamento sul revenge porn, presentato in commissione dalla on. Ascari, ce lo conferma», ha dichiarato Elisa Ercoli, presidente della Ong Differenza Donna. «Avere finalmente una norma che punisca gli autori di questo reato odioso è un atto di civiltà doveroso. È anche un intervento di giustizia, seppur tardiva, per le tante vittime che hanno subito questa violenza orribile».

LA LEGA RITIRA L'EMENDAMENTO SULLA CASTRAZIONE CHIMICA

Nulla di fatto invece riguardo all'altro discusso emendamento, quello sulla castrazione chimica: la Lega lo ha ritirato dalla proposta di legge Codice Rosso. «Siamo consapevoli», ha detto la ministra Giulia Bongiorno, «che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dal M5s. Abbiamo una priorità, in questo momento, che è quella di fare andare avanti in maniera compatta il governo e questo provvedimento» contro la violenza sulle donne. Bongiorno ha però ribadito che la Lega ritiene che una norma sulla cosiddetta castrazione chimica per i colpevoli di violenza sessuale sia «utile», per questo «farà parte di un nuovo ddl che presenteremo». Si tratterà di un «trattamento farmacologico, volontario, reversibile, come già previsto in altri Paesi».

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