Aborto Testimonianza Pillola Abortiva

Diritto all'aborto

25 Marzo Mar 2019 1838 25 marzo 2019 Aggiornato il 26 marzo 2019

La proposta di legge anti-aborto della Lega

Si chiede di «riconoscere di mettere in relazione già al momento della gravidanza la famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo». Il Pd insorge: «Campagna elettorale sul corpo delle donne».

  • ...
Lega Aborto Adozioni Proposta Di Legge

La Lega propone un piano per diminuire il numero degli aborti in Italia. Come? Puntando sulle adozioni. Il partito di Matteo Salvini ha infatti presentato alla Camera una proposta di legge (primo firmatario Stefani, deputato vicino al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana) sottoscritta da una cinquantina di parlamentari «in cui non si chiede di rimuovere la 194 ma di riconoscere 'soggettività giuridica al concepito' al fine dell'adozione e di mettere in relazione già al momento della gravidanza la famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo». A scriverlo Il Messaggero in un articolo dal titolo «Lega, mossa anti-aborto: adottabile il concepito».

L'OBIETTIVO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

L'obiettivo della legge è quello di «coniugare l'elevato numero di concepiti 'indesiderati' e il desiderio reale» di coppie disponibili all'adozione nazionale che potranno presentare apposita domanda al tribunale per i minorenni specificando «l'eventuale disponibilità all'adozione anche qualora sussistano previsioni di anomalie o di malformazioni del concepito». Alla donna che intende abortire «è data la possibilità di evitare l'interruzione volontaria di gravidanza in considerazione dell'immediato inserimento del nascituro in una famiglia adottiva». E lo stato di adottabilità «viene disposto con decreto del tribunale» ma la donna «fino al momento della nascita e nei sette giorni successivi, può sempre liberamente revocare il proprio consenso». Una proposta che sembra così simile alla gestazione per altri, il cosiddetto utero in affitto, che la Lega ha sempre demonizzato, e contro cui il Pd si è subito schierato.

IL PD: «CROCIATA DELLA LEGA SUL CORPO DELLE DONNE»

«La Lega continua la sua crociata sul corpo delle donne. Per fare campagna elettorale non risparmia di diffondere fake news sulla base delle quali costruisce addirittura proposte di legge. Questa volta la provocazione leghista arriva a teorizzare l'adottabilità del concepito già durante la gravidanza», ha replicato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. «La legge 194, su cui si sta abbattendo la scure della Lega - prosegue Rotta - ha permesso di salvare tante vite umane; non solo le donne non muoiono più di aborti clandestini, ma le interruzioni volontarie di gravidanza sono nettamente diminuite. Ora però, per pura foga ideologica, cercano di andare a minare una legge che ha dimostrato di non essere 'pro aborto' ma di tutela delle donne, e di contro non si rendono neppure contro che mettono a repentaglio la legge sulla procreazione assistita e aprono all'utero in affitto. Mi auguro che questa sia solo un'ennesima provocazione e non corrisponda a un reale progetto. Se così fosse, ha concluso, «la Lega è avvisata: non permetteremo che continuino la campagna elettorale sul corpo delle donne».

IL M5S PRENDE LE DISTANZE DALL'ALLEATO DI GOVERNO

Anche l'alleato di governo della Lega, il Movimento 5 stelle, sembra non volerne proprio sapere di mettere mano alla 194. «Non c'è alcuno spazio per interventi o revisioni sull'interruzione volontaria della gravidanza», ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi. «Il principio di autodeterminazione sancito dalla legge 194 non può essere stravolto. Ricordo che quella sull'aborto è una scelta estremamente dolorosa e difficile e legare questo dramma al tema della crescita demografica sarebbe, nella sua insensatezza, offensivo». Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Giustzia Alfonso Bonafede. «Non ci sono dubbi che la legge 194 sia una conquista del nostro Paese», ha detto, «mi guarderei bene dall'intervenire». E, interpellato sul convegno di Verona sulla famiglia, Bonafede ha aggiunto: «È medioevo, l'ho detto e lo ribadisco. Poi un conto è la partecipazione a eventi, a Verona non andrei né come Alfonso Bonafede né come uomo delle istituzioni, un altro è chiedermi come si fa a governare con la Lega, con cui governiamo benissimo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso