Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Congresso mondiale delle famiglie 2019

21 Marzo Mar 2019 1322 21 marzo 2019

Il presidio di Italia in Comune contro Il Congresso delle Famiglie

È stato annunciato da Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci, nonostante la questura abbia vietato loro di protestare in piazza Bra a Verona. Chiedono, tra le altre cose, «il ritiro immediato del ddl Pillon».

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Un presidio a Verona del nuovo progetto politico Italia in Comune contro il dicusso Congresso mondiale delle famiglie, in scena dal 29 al 31 marzo - definito «l'internazionale della famiglia tradizionale», è stato annunciato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci, presidente e coordinatore del movimento. «Il Comune di Verona», affermano, in una nota, «in seguito alla decisione della Questura ci ha invitato a prevedere un'alternativa a Piazza Bra sulla scelta del luogo dove manifestare in difesa della libertà delle donne. Nonostante questo, Italia in Comune ci sarà ma il diniego imposto a noi fa seguito alla decisione della Questura di negare la piazza anche a +Europa, ed è una scelta incomprensibile che conferma l'oggettivo deficit di democrazia nel nostro Paese».

Tra pochi giorni si terrà a Verona il Congresso Mondiale delle Famiglie. Di una cosa siamo sicuri: noi saremo dall’altra...

Geplaatst door Italia in Comune op Maandag 18 maart 2019

PIZZAROTTI CHIEDE IL RITIRO IMMEDIATO DEL DDL PILLON

Il presidio di Verona sarà l'occasione per far conoscere le proposte di Italia in Comune sul tema dei diritti civili. In primo luogo, Pizzarotti e Pascucci chiedono «il ritiro immediato del ddl Pillon che è un abominio giuridico sulla pelle delle donne e dei bambini, nel quale la violenza sulle donne, sui bambini, la violenza assistita, vengono occultate e diventano quindi strumento di ricatto nei confronti delle donne. Poi il diritto di abortire che deve essere una libera scelta di tutte le donne, e per questo non ha sento il limite del 30% di medici obiettori presenti nelle strutture sanitarie». Italia in Comune propone inoltre di «estendere il reato di tortura alle violenze perpetrate sulle donne e sui bambini», il riconoscimento giuridico «delle coppie dello stesso sesso e le famiglie da loro formate, con pieno diritto di adozione, l'introduzione del «reato di omofobia». Quanto alla legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione, Italia in Comune «è contraria alla luce di esperienze fallimentari come quella tedesca, che hanno determinato un aumento delle vittime di tratta provenienti da Paesi economicamente svantaggiati dell'Europa e non solo».

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