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Diritti

20 Marzo Mar 2019 1320 20 marzo 2019

Una deputata danese è stata cacciata per aver portato la figlia in Aula

Mette Abildgaard si è presentata in Parlamento con la sua bimba di cinque mesi ed è stata allontanata perché «disturbava i lavori». Polemica sui social.

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Deputata Figlia Aula Danimarca

La deputata Mette Abildgaard.

Si possono portare i neonati in Parlamento? La questione è oggetto di un dibattito aperto e controverso, tra chi si dichiara contrario e chi invece non ne resta affatto scandalizzato. Sono diversi i casi in cui si sono verificate spiacevoli reazioni in risposta alle madri accompagnate dai propri figli durante incontri e riunioni di lavoro, soprattutto in ambiente politico. L’ultimo episodio riguarda una giovane deputata danese, Mette Abildgaard, che si è presentata in aula con la sua bambina di cinque mesi ed è stata ‘cacciata’ con l’accusa di disturbare il corso dei lavori. Membro del Konservative Folkeparti, un partito del governo di coalizione di centrosinistra, ha espresso la sua opinione e delusione in un post condiviso sul suo profilo Facebook.

“Du er uønsket med dit barn i folketingssalen!” - sådan lød beskeden i dag til Esther Marie og jeg fra Folketingets...

Geplaatst door Mette Abildgaard op Dinsdag 19 maart 2019

UN «DISTURBO» PER I LAVORI

La deputata ha specificato che si trattava della prima volta che portava in aula la figlia Esther Marie. In assenza di soluzioni alternative, quella era l’unica decisione che poteva prendere. Abildgaard ha anche spiegato di non aver richiesto un permesso in anticipo poiché altri membri del Parlamento, in passato, si erano presentati con i loro bambini in braccio. Ma questa volta la scelta non è stata approvata: la Presidente dell’Assemblea Pia Kjaersgaard, ex leader del partito sovranista e di estrema destra Dansk Folkeparti, non ha gradito la sua presenza, mandando un funzionario a chiedere l’allontanamento della neonata. Il motivo? Piangeva e costituiva un disturbo per i lavori.

I SOCIAL SOSTENGONO LA DEPUTATA

La versione della Abildgaard però smentisce quella della Presidente. La mamma infatti ha negato che le cose siano andate come descritte dalla sua superiore, affermando che la piccola fosse tranquilla e con il ciuccio in bocca. Molti cittadini danesi si sono schierati dalla parte della deputata, sostenendola sui social. Una vicenda che ha sorpreso soprattutto perché la Danimarca è considerato un Paese avanguardistico in materia di diritti delle donne e di bambini (nonostante il recente report di Amnesty International denunci una vera e proprio «cultura dello stupro» nel Paese).

L'ULTIMO CASO DI UNA LUNGA LISTA

Questo è solo l’ultimo di una lista di casi analoghi successi precedentemente. Tra i più celebri c'era quello della Premier neozelandese Jacinda Ardern, diventata una bandiera delle madri lavoratrici, dopo essersi presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York con la sua bambina, Neve, in braccio. Ma questi sono episodi che non riguardano solo il frangente politico e arrivano a coinvolgere anche situazioni di vita comune. Basti pensare che, negli Stati Uniti, l'allattamento al seno in pubblico, uno dei gesti più naturali che una donna possa compiere, è stato legittimato solo nel 2018.

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