Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Congresso mondiale delle famiglie 2019

18 Marzo Mar 2019 2048 18 marzo 2019

Per Di Maio a Verona si incontrano i negazionisti del femminicidio

Il leader M5s durissimo sul convegno delle famiglie di Verona. E Bonafede rimarca: «Non ci andrei mai». Il loro alleato, ma in realtà nemico in casa, Salvini sarà relatore.

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L'uno ci va orgoglioso, l'altro sostiene che si tratta di un incontro tra negazionisti del femminicidio. Il M5s ha deciso di prendere le distanze dagli alleati della Lega sul tema dei diritti delle donne. «La battaglia delle donne è una battaglia di questo governo», è la posizione del partito grillino che gioca d'anticipo rispetto al Congresso delle famiglie di Verona che inizia il 29 marzo - appoggiato dalla Lega e al quale non prenderà parte nessun parlamentare del Movimento - presentando il 18 marzo un pacchetto di misure antiviolenza rivolto a donne e minori. E se il messaggio della distanza siderale all'interno della stessa maggioranza non fosse ancora chiaro, il leader Luigi Di Maio attacca nuovamente i partecipanti al meeting parlando di«negazionisti del femminicidio», mentre il 16 marzo Matteo Salvini aveva annunciato che sarà tra i relatori. Una battaglia tutta politica che nelle ultime ore ha assunto contorni ancora più netti e rischia di creare un problema tra i due alleati di governo, col M5s che cerca di smarcarsi dall'ingombrante presenza del Carroccio.

BONAFEDE: «NON CI ANDREI MAI»

Di fronte alle 123 donne uccise nel 2019 in Italia, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha presentato le norme che prevedono un inasprimento delle pene, la tutela dei centri antiviolenza, l'introduzione di un nuovo reato che punisce fino a 14 anni di carcere chi sfregia una donna in modo permanente, l'allontanamento della vittima dalla casa in cui è avvenuta la violenza. «La tolleranza zero non basta», ha tuonato Bonafede, «ma non passa solo attraverso il diritto penale la tutela delle donne, è necessario un segnale culturale» frase che sembra fare riferimento proprio all'evento di Verona e ai suoi partecipanti: «In un convegno di quel tipo, non andrei mai», ha detto il ministro in un'intervista a Repubblica, «perché considerando alcuni ospiti mi pare che le lancette dell'orologio sulla concezione della donna vengono spostate indietro di qualche secolo. E in un momento come questo invece le istituzioni e gli uomini delle istituzioni devono dare un segnale completamente diverso». Segnale che il 18 marzo è arrivato sotto le sembianze del pacchetto antiviolenza, appunto. Ma l'organizzatore del Family day veneto, Massimo Gandolfini, si scaglia contro le critiche di oscurantismo mosse da diversi schieramenti politici e associazioni: «La vostra macchina del fango verrà smentita dai fatti. Il mondo italiano presente al congresso non dirà proprio nulla che sia contrario alla nostra Costituzione. Sono completamente false, pretestuose e prive di ogni fondamento le affermazioni che vorrebbero il congresso una sorta di palcoscenico per imposizioni ideologiche contro la donna, ridotta in schiavitù da uomini brutti, sporchi e cattivi». A scagliarsi contro l'evento anche l'associazione Famiglie Arcobaleno: «È una vergogna che combatteremo in piazza il 30 marzo. È quella la nostra testimonianza, a fianco delle femministe, degli attivisti Lgbt+, dei difensori dei diritti civili e di tutti coloro che credono in un Paese più inclusivo e giusto»

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