Femminicidio

Femminicidio

14 Marzo Mar 2019 1638 14 marzo 2019

Cosa ha detto Conte sulle donne e sul femminicidio

Il premier su Facebook: «Nessuna reazione emotiva può giustificare o attenuare la gravità» dell'omicidio di genere. Nel mirino le recenti sentenze di Genova e Bologna.

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Sentenza Femminicidio Genova Bologna Conte

«Dobbiamo chiarire con forza che nessuna reazione emotiva, nessun sentimento pur intenso può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio». Il premier Giuseppe Conte ha commentato così, con un post su Facebook, le recenti sentenze di Genova e Bologna che hanno provocato sconcerto nell'opinione pubblica, perché hanno sancito un'attenuazione della pena comminata agli assassini tirando in ballo l'emotività. A Bologna, in particolare, la Corte d'Appello ha dimezzato la pena nei confronti di Michele Castaldo, perché l'uomo avrebbe agito «in preda a una tempesta emotiva» quando ha stangolato Olga Mattei, la donna con cui da un mese aveva una relazione. A Genova, invece, l'uomo che ha accoltellato a morte la compagna si è visto concedere le attenuanti generiche perché «mosso da un misto di rabbia e disperazione profonda, delusione e risentimento». Le sentenze dei giudici «si possono discutere», ha premesso Conte, e «in tutte le democrazie avanzate il dibattito pubblico si nutre anche di questa discussione». L'importante è «il rispetto dei ruoli e la tutela dell'autonomia della magistratura».

Le sentenze dei giudici si possono discutere. Anzi, in tutte le democrazie avanzate il dibattito pubblico si nutre anche...

Geplaatst door Giuseppe Conte op Donderdag 14 maart 2019

Secondo il presidente del Consiglio, inoltre, «la crescita e lo sviluppo della nostra società devono muovere dal rispetto e dalla valorizzazione del "patrimonio femminile": le donne, tutte le donne, sono una grande ricchezza, una preziosa risorsa che ci consentirà di costruire una società migliore. Dobbiamo maturare questa convinzione giorno per giorno, dobbiamo lavorare costantemente a questa rivoluzione culturale». E sulle polemiche provocate dalle sentenze è intervenuto anche il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Alcide Maritati: «Le sentenze si possono sempre criticare, ma se si estrapolano frasi messe in circolazione sui media o sui social in maniera semplicistica questo scatena un dibattito non consapevole, che non parte dalla lettura del provvedimento giudiziario ma, scandalisticamente, estrapola una frase dal contesto logico, giuridico o argomentativo che invece andrebbe conosciuto».

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