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Ddl Pillon

14 Marzo Mar 2019 1912 14 marzo 2019

Leggi e (disegni di legge) sull'assegno di mantenimento

Il dovere dei genitori di garantire a tutti i figli uno stile di vita dignitoso anche dopo una separazione è sempre più in pericolo. Dal 570 bis ai ddl Pillon e Binetti, ecco cosa sta succedendo. 

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Essere genitori significa garantire ai figli - tutti - uno stile di vita dignitoso e istruito anche dopo un addio, una separazione o un divorzio. Lo dice persino la Costituzione all’articolo 30, quando recita «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio». Per questo se un genitore si sottrae al vincolo di pagamento dell'assegno di mantenimento commette un reato e ne deve rispondere sia sul piano penale che civile. Oggi però in seguito a un complesso gioco giuridico di specchi e in risposta a un indirizzo politico ben preciso, il diritto a ricevere l’assistenza famigliare se la sta passando davvero molto male. E non c’entra solo il ddl Pillon, ma anche un decreto legge, il 21/2018, approvato dal vecchio Esecutivo. Modifiche che stanno rendendo più difficile punire il genitore, per come sono andate le cose fino a oggi parliamo perlopiù di una figura maschile, che si sottrae a questo dovere.

COME SONO CAMBIATE LE PENE

Se un genitore fa mancare il sostegno economico al punto da mettere in pericolo le primarie esigenze di vita, compie un reato. Rischia il carcere e una multa salata. L’articolo del codice penale che fino al marzo 2018 puniva i trasgressori - il 570 – possedeva però alcuni limiti. Era troppo generico e troppo legato ai bisogni fondamentali. Tanto che anche rivendicare l’aiuto economico per la riparazione di un tubo rotto in casa poteva diventare un problema. Come spiega l’avvocata familiarista Gabriella de Strobel: «Il 570 è un generico obbligo di assistenza in base al quale si fa fatica a ottenere le condanne in mancanza di adempimento anche parziale». Così il decreto legge 21/2018 entrato in vigore ad aprile 2018, ha esteso i doveri del genitore, non confinandoli più alle esigenze di vita elementari. È nato quindi un nuovo articolo: il 570 bis.

IL NUOVO ARTICOLO NON TUTELA I FIGLI NATI FUORI DAL MATRIMONIO

Peccato che questo nuovo articolo abbia una falla come segnala l’avvocato penalista e familiarista Claudio Tanzillo: «Si riferisce agli obblighi di assistenza famigliare dell’ex coniuge escludendo a prima vista i figli dei more uxorio (nati da coppie di fatto); ma è una norma impugnabile di fronte alla Corte costituzionale». Proprio la Corte con una sentenza di fine febbraio ha ribadito che gli obblighi dei genitori non subiscono alcuna modifica a seconda che sia o meno intervenuto il matrimonio, in conformità, del resto, alla previsione dell'art. 30, comma 3, della Costituzione. Il verdetto ha così cercato di riequilibrare con la giurisprudenza la disparità dell’indicazione politica e sociale contenuta nella legge.

UN FAVORE AI GENITORI INADEMPIENTI

All’orizzonte c’è poi l’approvazione del ddl Pillon che, diciamolo, rispetto ai casi di violazione dell’obbligo di assistenza famigliare si comporta sostanzialmente male. Perché ha in mente di abrogare il 570 bis e poi perché, in attesa di capire quali saranno le conseguenze penali del genitore che non partecipa al mantenimento diretto, di fatto intanto cancella tutte le tutele contenute nelle leggi precedenti (non solo quelle del 570 bis). Come avviene per l’articolo 3 della legge 54 del 2006 che si applicava anche ai figli di coppie non sposate e che consentiva di trattare un genitore naturale che violava l’obbligo di pagare come uno coniugato. «Il ddl Pillon è terribile. Se approvato si porterà con sé l’addio definitivo a tutte le tutele contenute nelle leggi precedenti. Non rivivranno. Resterà valido solo il 570», ribadisce de Strobel. Ci si chiede quindi se lo scopo di questo disegno di legge sia davvero quello di tutelare i figli oppure solo di ammorbidire le conseguenze di coloro che si rifiutano di pagare l’assegno stabilito da un giudice.

NON SOLO PILLON

L’atteggiamento morbido nei confronti dei genitori inadempienti non finisce qui. Esiste un disegno di legge firmato dai senatori De Poli, Binetti e Saccone che prevede una diminuzione delle pene per i genitori che non pagano l’assegno anche per l’unico articolo rimasto valido. L'idea è quello di punirli con lavori di pubblica utilità invece che con multe salate o con il carcere. Continua de Strobel: «Si tratta di una abolitio criminis perché resteremo sprovvisti di tutele». Senza contare che una legislazione di questo tipo avrebbe un’azione deterrente meno incisiva.

SCENARI OSCURI

Riassumendo: nell’ultimo anno si è messo mano in più fasi al diritto di famiglia, orientandolo verso un sistema che guarda con sacralità solo al matrimonio, abrogando leggi, riducendo le pene, scrivendo norme che funzionano come scatole cinesi e di conseguenza di difficile comunicazione per l’opinione pubblica. E non è detto che un domani, articolo dopo articolo, non si riesca a smantellare un complesso sistema di tutele costruito in anni di battaglie sul tema. Ciò che ora sembra solo un gioco giuridico dal linguaggio freddo di cui è difficile avere contezza se non si conosce bene la materia, è in realtà un disegno politico chiaro di cui è in parte responsabile anche il precedente governo.

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