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7 Marzo Mar 2019 1909 07 marzo 2019

Cosa dicono i due disegni di legge sui matrimoni precoci e forzati

Proposti da Pd e Lega, sono approdati in Commissione giustizia al Senato e prevedono misure specifiche per il contrasto del fenomeno. Ma secondo le associazioni che se ne occupano hanno più di una criticità.

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Matrimoni Forzati In Italia Disegni Legge

A poco più di otto mesi dalla proposta di legge presentata dall’Onorevole Mara Carfagna, depositata il 27 giugno 2018, la politica torna a parlare di matrimoni precoci e forzati. Attualmente sono due i disegni di legge, il 174 e il 662, proposti rispettivamente dal Pd e dalla Lega, approdati in Commissione giustizia al Senato e che prevedono misure specifiche per il contrasto del fenomeno attraverso modifiche al codice penale. Una boccata d’aria (forse) per le tutte associazioni impegnate a contrastare questa piaga non solo in Italia, ma anche all’estero, e che da anni denunciano la necessità di colmare la vacatio legis che aleggia sul tema. Perché nel Belpaese, a differenza di altri Stati europei come la Svezia, non esiste ancora una normativa ad hoc. Lo ha ricordato la presidente di 'Mete Onlus', Giorgia Butera, convocata il 7 marzo 2019 in audizione in Senato insieme a Aidos e Differenza donna, portando in Commissione la testimonianza di Tania, una ragazza di origine pakistana cresciuta a Brescia, vittima di matrimonio forzato, che proprio il vuoto legislativo renderebbe difficile soccorrere. «Di richieste d’aiuto come questa ne arrivano moltissime, anche dai canali social. Ma se manca un impegno da parte delle forze politiche, il lavoro delle associazioni non serve a niente. Senza leggi specifiche, sono pochi i casi di matrimoni forzati che possono essere risolti dai volontari».

COSA CAMBIA RISPETTO AL PROGETTO DI LEGGE N.792 PRESENTATO DA CARFAGNA

Se il testo depositato dall’ex ministra delle Pari Opportunità pone l’accento sull’aspetto «coercitivo» legato ai matrimoni precoci e forzati, il disegno di legge numero 174, presentato il 28 marzo 2018 dalla senatrice del Pd Nadia Ginetti, tenta di ricondurre il fenomeno all’interno dei reati sessuali. Entrambe le proposte, però, sottolineano la necessità, più volte denunciata dalle associazioni impegnate sul campo, di istituire un Osservatorio con funzioni di monitoraggio e prevenzione. Una diversa chiave di lettura della problematica emerge, invece, dal ddl 662 proposto da Stefania Pucciarelli della Lega, già presidente Commissione diritti umani, e firmato, fra gli altri, anche dal senatore Simone Pillon. Il testo, infatti, oltre a richiamare l’attenzione sull’«induzione al viaggio e costrizione al matrimonio», sottolinea il carattere religioso e culturale della pratica che, secondo i firmatari, costituirebbe la vera molla del fenomeno.

IL TALLONE D'ACHILLE DEI DUE DISEGNI DI LEGGE SECONDO LE ASSOCIAZIONI

I punti deboli dei due ddl segnalati dalle associazioni convocate in audizione non sono, però, di poco conto. «Il testo presentato dalla Lega rischia di legare il fenomeno dei matrimoni forzati e precoci a un fattore religioso o culturale, quando invece si tratta di una specifica forma di violenza maschile sulle donne che ha fatto parte anche della cultura italiana», ha sottolineato Elisa Ercoli di Differenza Donna. La proposta del Pd, invece, risulterebbe troppo vaga e predisporrebbe a problemi di tipo interpretativo. «Il testo introduce misure che sono già reperibili in altri punti del codice penale e civile e che propongono addirittura pene più severe rispetto a quelle previste da questo disegno di legge». Mancano, inoltre, accordi con Paesi esteri per un piano di azione che abbia come obiettivo un reale contrasto del fenomeno. «Spesso gli Stati non europei antepongono la religione alla legge e al rispetto dei diritti umani. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare», ha sottolineato Giorgia Butera di Mete Onlus. Non solo, per Maria Grazia Panunzi di Aidos l’approccio penale rischia di tradursi in una ‘non soluzione’. «Serve un intervento integrato, che tenga conto dei fattori legati alla povertà e al basso livello di istruzione. Entrambi i disegni di legge prevedono l’introduzione del reato di matrimonio forzato, ma non rispondono alla necessità di far emergere le cause profonde che si nascondono dietro al fenomeno».

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