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Ddl Pillon

27 Febbraio Feb 2019 1243 27 febbraio 2019

Emma Bonino ha spiegato perché il ddl Pillon va ritirato

«É un ritorno agli Anni '70. Un'intrusione nella vita privata inaccettabile». Anche Valeria Fedeli, Laura Boldrini e Pietro Grasso contro il disegno di legge: «Va respinto, non è emendabile».

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Ddl Pillon Novita Emma Bonino

Il ddl Pillon sull'affido dei minori in caso di separazione va ritirato, perché non è emendabile: «è frutto di nostalgia reazionaria» e riporta l'Italia «al Medioevo». È il chiaro appello delle opposizioni in una conferenza stampa in Senato voluta dall'ex ministra dell'istruzione Valeria Fedeli e dalla senatrice di +Europa Emma Bonino, dove il 26 febbraio erano presenti anche gli ex presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Pietro Grasso di LeU.

BONINO: «INTRUSIONE INACCETTABILE, DOBBIAMO TIRARE FUORI GLI SLOGAN DEGLI ANNI '70»

Emma Bonino ha esordito chiedendo se ci fosse qualche ragazza giovane in sala. A una risposta affermativa, la senatrice ha risposto: «Me ne rallegro perché questa è una legge per voi. Io e Valeria abbiamo già dato dal punto di visto anagrafico. Chi di noi voleva divorziare ha già divorziato. Chi non si è mai sposato anche». Poi Bonino ha detto chiaramente la sua sul disegno di legge firmato dal senatore leghista: «Leggendo il coso Pillon veramente mi ritrovo agli Anni '70. Bisogna tirare fuori tutti gli slogan degli Anni '70. È un'intrusione inaccettabile nella vita privata dei cittadini e delle cittadine». Intrusione che la leader dei Radicali spiega criticando aspramente la figura del mediatore familiare: «Volete divorziare? Vi dovete prendere un simpatico mediatore (che dovete pagarvi) e per sei mesi cercare di dialogare. Voi non siete sufficientemente responsabili, cosi vi obbligano a un supporto psicologico». Per la senatrice «questo ddl non è emendabile, va respinto punto e basta».

BOLDRINI E GRASSO CONTRO IL DDL PILLON: «REGRESSIONE MASCHILISTA»

Anche per Valeria Fedeli «non c'è la possibilità di emendare, bisogna ritirarlo», perché è «un attacco esplicito a chi non ha la possibilità di esprimersi, ovvero i bambini e le bambine». Pietro Grasso (Leu) ha criticato «l'orribile tassello di una regressione più vasta», frutto della «peggiore spinta reazionaria, maschilista, omofoba e razzista». Infine Boldrini ha sottolineato che «è la prima volta dalla seconda guerra mondiale che le nostre conquiste vengono messe in discussione. Il desiderio dell'uomo solo al potere, che non è solo italiano, passa attraverso la compressione dei diritti delle donne. Essere femministi oggi è una cosa che ci deve dare orgoglio».

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