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Diritto all'aborto

18 Gennaio Gen 2019 2041 18 gennaio 2019

Cosa dice la relazione del ministero della Salute sull'aborto

In Italia, nel 2017, quasi sette ginecologi su 10 hanno fatto obiezione di coscienza. Le interruzioni volontarie di gravidanza sono calate del 5% rispetto al 2016.

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Il ministero della Salute ha trasmesso al parlamento la Relazione sull'attuazione della legge 194. Contiene gli ultimi dati disponibili, che fanno riferimento al 2017. Dalla relazione emerge che gli aborti sono in calo del 5% rispetto al 2016. Le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) infatti, nel 2017 sono state 80.733, confermando la flessione del fenomeno: -5% rispetto al 2016 e -65,6% rispetto al 1982, anno in cui si è osservato il più alto numero di aborti in Italia con 234.801 casi.

ABORTI DIMINUITI IN TUTTE LE CLASSI D'ETÀ

Il ricorso alle interruzioni volontarie di gravidanza, nel 2017, è diminuito in tutte le classi di età, in particolare tra le giovanissime, mentre i tassi più elevati si sono registrati nella classe 25-34 anni. I 2.288 interventi effettuati da ragazze minorenni sono pari al 2,8% del totale, -0,2 punti rispetto al 2016. Le percentuali di calo più significative si sono evidenziate in Liguria, Umbria, Abruzzo e provincia autonoma di Bolzano. Un aumento, invece, si è avuto soltanto nella provincia autonoma di Trento, seppure molto lieve. Il dato italiano, secondo il ministero della Salute, «rimane tra i valori più bassi a livello internazionale».

CALA ANCHE IL NUMERO DI GINECOLOGI OBIETTORI DI COSCIENZA

Nel 2017 è sceso anche il numero di ginecologi obiettori di coscienza, che si rifiutano di effettuare interruzioni volontarie di gravidanza. Ma rimangono quasi 7 su 10. Per l'esattezza i ginecologi obiettori sono stati pari al 68,4%, contro il 70,9% del 2016. Mentre tra gli anestesisti l'obiezione di coscienza si è fermata al 45,6% e tra il personale non medico al 38,9%.

LE DIFFERENZE TRA CITTADINE ITALIANE E STRANIERE

Dalla Relazione emerge che il 46,7% delle cittadine italiane che hanno abortito era in possesso di licenza media superiore, mentre il 45,5% delle cittadine straniere aveva la licenza media. Inoltre, per le italiane, la percentuale delle nubili (59,4%) è in aumento e superiore a quella delle coniugate (34,3%), mentre per le straniere le percentuali sono molto più simili (46,5% le coniugate; 48,1% le nubili). La Relazione evidenzia anche come le Ivg fra le straniere comincino a mostrare una tendenza alla diminuzione: sono il 30,3% di tutte le Ivg nel 2017.

CRESCE L'USO DI PILLOLE ABORTIVE

In controtendenza rispetto a tutti questi fenomeni, nel 2017 è cresciuto l'uso di pillole abortive. Più di un'interruzione volontaria di gravidanza su cinque, infatti, è stata ottenuta in questo modo. Ed è aumentato anche il ricorso alla procedura d'urgenza: è avvenuto nel 19,2% dei casi, rispetto al 17,8% del 2016. Percentuali superiori alla media nazionale si sono osservate, come negli anni passati, in Puglia (38,9%), Piemonte (34,6%), Lazio (34,4%), Abruzzo (24,6%), Emilia Romagna (24,2%) e Toscana (22,3%).

IN DIMINUZIONE I TEMPI D'ATTESA

In generale, sono in diminuzione anche i tempi di attesa, pur persistendo una non trascurabile variabilità fra le regioni, e si registra al contrario un aumento delle interruzioni nelle prime otto settimane di gestazione, probabilmente almeno in parte dovuto all'aumento dell'utilizzo della tecnica farmacologica, che viene usata in epoca gestazionale precoce.

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