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17 Gennaio Gen 2019 1439 17 gennaio 2019 Aggiornato il 18 marzo 2019

Chi è Kirsten Gillibrand, la paladina di #MeToo in corsa per la casa Bianca

Un passato da avvocata, 52 anni, la senatrice dem in prima linea per l'emancipazione femminile ha lanciato formalmente la sua campagna. Oppositrice di Trump, chiese anche a Clinton di dimettersi per il sexgate.

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In prima linea per l'emancipazione femminile e i diritti civili, un'altra donna ha annunciato la sua discesa in campo per le presidenziali americane: è la senatrice democratica 52enne Kirsten Gillibrand, che a gennaio ha usato come palcoscenico il popolare programma tv di Stephen Colbert e ha lanciato formalmente la sua campagna il 17 marzo. «Come giovane madre combatterò duramente per i figli degli altri come se combattessi per i miei. Voglio affrontare il razzismo nelle istituzioni e la corruzione a Washington. So che ho la compassione, il coraggio e la determinazione per farlo», aveva detto la senatrice, la seconda donna a farlo nel campo dell'opposizione, dopo la deputata delle Hawaii Tulsi Gabbard, ma le vere rivali sono altre due colleghe che stanno scaldano i motori: Elizabeth Warren e Kamala Harris, probabili protagoniste pure loro di primarie che si annunciano sovraffollate, anche in campo maschile. Nella sua apparizione televisiva la Gillibrand ha raccontato che sta creando un comitato per raccogliere fondi e ha già indicato i suoi temi programmatici: la sanità come diritto e non come privilegio, l'istruzione pubblica, il lavoro, la lotta al «razzismo istituzionalizzato» e alla «corruzione a Washington». E, naturalmente, le donne.

PALADINA DI #METOO, DISSE CHE CLINTON AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI DOPO IL SEXGATE

Sì, perché la senatrice è diventata la paladina del movimento #Metoo e spera di cavalcare la mobilitazione dell'elettorato femminile che nelle elezioni di Midterm di novembre ha portato un numero record di donne a Capitol Hill. La congresswoman, dieci anni di carriera politica alle spalle, oggi è una delle più agguerrite oppositrici di Donald Trump, con cui ha già polemizzato in passato, quando gli chiese di dimettersi per le accuse di molestie sessuali. Il presidente le rinfacciò che lo aveva «pregato» di farle donazioni elettorali e che «avrebbe fatto qualsiasi cosa» per ottenerle, finendo nuovamente nella bufera per dichiarazioni sessiste. Gillibrand disse anche che Bill Clinton avrebbe dovuto dimettersi ai tempi della sua relazione con Monica Lewinsky (in questo modo perse l'ex alleata Hillary e i fedelissimi del marito). Nella sua corsa alla Casa Bianca potrebbe trovare qualche ostacolo, anche nel suo partito, dove qualche democratico è rimasto irritato dalla sua rapida richiesta al collega democratico Al Franken di dimettersi dopo alcune accuse di molestie.

IN SENATO DAL 2009, AL POSTO DI HILLARY

Origini polacche, un passato di avvocata per grandi aziende, Gillibrand vive a New York col marito Jonathan, un finanziere britannico di ricca famiglia, e due figli. È considerata una contendente forte, con in tasca già 10 milioni di dollari avanzati dall'ultima campagna elettorale. In Senato è entrata nel 2009, al posto di Hillary Clinton, che lasciò per diventare segretario di Stato. Da allora è riuscita a farsi rieleggere due volte, restando molto popolare a New York.

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