18 Dicembre Dic 2018 1605 18 dicembre 2018

Come Alexandria Ocasio-Cortez sta cambiando la comunicazione politica

La giovane deputata democratica eletta al Congresso ha portato Instagram nelle stanze del potere. L'obiettivo? Coinvolgere i follower nei processi decisionali. L'analisi della strategia. 

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Alexandria Ocasio Cortez Instagram Comunicazione Politica

Qualche giorno dopo essere stata eletta Alexandria Ocasio-Cortez, l'astro nascente dei democratici americani, ha iniziato una sorta di viaggio all'interno del Congresso, un viaggio con il quale sta cambiando, da dentro, la comunicazione politica. La giovane deputata, come ha fatto durante buona parte della campagna elettorale, ha lanciato un live su Instagram poco dopo il voto nel quale rispondeva alle domande dei follower, il tutto mentre era impegnata a cucinarsi la cena nel su appartamento nei sobborghi di New York. Durante la diretta ha provato a rispondere in particolare a questioni riguardanti la politica e il suo prossimo lavoro a Washington. Certo i suoi follower sono abituati ad iniziative del genere: la 29enne di origine portoricane ha fatto loro da guida (social) nella Capitale portandoli nei corridoi del Parlamento, davanti ai monumenti e introducendo loro i nuovi candidati eletti.

UNA STORY PER RACCONTARE COME SI ENTRA IN PARLAMENTO

Basta dare un'occhiata alla stories Congres Camp, nelle quali Alexandria ha accompagnato i suoi fan agli eventi di orientamento e mostrato quali oggetti e risorse vengono dati ai neo-eletti tra cui un annuario, una borsa di benvenuto e una guida. Sempre nello stesso contenuto ha poi raccontato come è nato e si è insediato negli uffici il suo staff. Il tutto come quasi come se fosse una lezione di educazione civica.

L'EFFETTO GENUINO DELLE CAMPAGNE SOCIAL

La novità non è solo però solo nella scelta di Instagram, ma anche nelle modalità in cui i contenuti vengono prodotti e pubblicati. I video, alcuni dei quali sono sottitolati per non udenti, hanno infatti una qualità medio bassa, le luci sono sovraesposte e l'audio non è sempre chiarissimo. E se qualcuno storce il naso sbaglia perché questo stile casereccio risulta genuino e accessibile a tutti gli elettori, ops follower. D'altronde tutto è all'insegna della trasparenza come ha raccontato al Rolling Stone Corbin Trent, il suo responsabile delle comunicazioni. L'obiettivo? «Dare alle persone un'idea di com'è un giovane deputato, dare loro l'idea di come funziona il governo, e si spera di restituire un'immagine della politica meno estranea e inavvicinabile». Una rivoluzione non fine a se stessa. Il punto d'arrivo è infatti coinvolgere chi segue la deputata dell'area di Bernie Sanders nei processi decisionali, facendogli capire, o credere, dipende dai punti di vista, che possono farne parte e che, magari, un giorno potranno trovarsi al suo posto.

Alcuni screenshots delle stories Instagram di Ocasio-Cortez.

DAL TWITTER DI TRUMP ALL'INSTAGRAM DI ALEXANDRIA

Se l'avvento di Donald Trump è fondato su un uso spregiudicato di Twitter, quello di Alexandria, come dicevamo, guarda ad Instagram. Come hanno scritto An Xiao Mina e Ray Drainville su Fast Company, l'uso dell'app fotografica fatto dalla giovane democratica ha modificato i confini di applicazione della piattaforma in un modo con il quale tutti i futuri politici, soprattutto giovani, dovranno confrontarsi. Certo l'uso di Instagram in politica non è una novità. Basta guardare a Hillary Clinton durante la campagna presidenziale del 2016, o all'ex First Lady Michelle Obama, ma anche a Donald Trump. È però il risultato finale ad essere diverso. Prendiamo in esame il profilo dell'attuale presidente americano: riflette solo in parte la spontaneità (e brutalità) dei suoi tweet, le foto sono quasi tutte di fotografi e gli stessi post hanno un retrogusto che fa pensare al lavoro dei uno staff. Ocasio-Cortez al contrario dimostra di padroneggiare tutta la gamma di funzioni messe a disposizione dall'app. Qualche foto professionale c'è, ma si perde tra i tanti selfie e stories con scritte a mano e condite con la gamma infinita di emoji a disposizione. Un mix, ha spiegato Trent, che la neo-deputata gestisce in totale autonomia su Instagram e Twitter. Lo staff infatti l'appoggia solo nella gestione della pagina Facebook. Tutto questo, hanno scritto Mina e Drainville, mette in mostra le sue capacità di nativa digitale. D'altronde negli anni diversi utenti hanno abbandonato il social fondato da Mark Zuckerberg proprio per approdare sulla piattaforma fotografica. Che è diventata sempre più popolare tra i giovani di colore che vivono nelle aree urbane, molti residenti proprio a New York, il popolo che ha spinto l'elezione di Alexandria come rappresentate del 14esimo distretto. Insomma la decisione di fare campagna elettorale anche e soprattutto su Instagram si è rilevata un fattore chiave nel suo marketing politico.

LA CAPACITÀ DI GESTIRE IL LINGUAGGIO

Ma attenzione: se è vero che la più giovane deputata della storia, 29 anni, rappresenta una generazione, è anche vero che la sua capacità comunicativa non è così diffusa. Come ha notato Jennifer Grygiel, docente di social media studies alla Syracuse University sentita dal New York Times: «Solo poche persone sono capaci di "indossare" occhiali animati su Instagram ma anche essere presi sul serio». Merito anche del suo staff che ha creato una campagna comunicativa integrata, con contenuti pensati per le specifiche piattaforme, strategia non così diffusa: la maggior parte dei politici, e non solo, infatti propone gli stessi post sui vari canali.

ATTIVISTA DALLA PARTE DEI FOLLOWER

Ma la comunicazione di Alexandria non è fatta solo di social. Ci sono anche una serie di gesti reali. Durante il suo primo giorno a Washington ha preso parte a un sit-in di protesta contro il cambiamento climatico nei pressi dell'ufficio della leader dem, Nancy Pelosi. Il secondo si è scontrata con il collega di partito Frank Pallone sempre sullo stesso tema. È come se Ocasio-Cortez, a differenza di molti altri colleghi, sia più interessata a continuare il suo attivismo (che le ha permesso di ottenere la nomination dem prima e il seggio poi) a discapito dei lavori nei corridoi della politica per costruirsi una carriera. Il tutto, va detto, approfittando di due elementi: la debolezza del partito democratico, con leader vecchi o poco popolari, e, va da sé, il suo talento comunicativo.

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